{"id":29240,"date":"2015-01-07T00:00:00","date_gmt":"2015-01-06T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/test-greco-per-leurozona\/"},"modified":"2017-11-03T15:22:23","modified_gmt":"2017-11-03T14:22:23","slug":"test-greco-per-leurozona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/01\/test-greco-per-leurozona\/","title":{"rendered":"Test greco per l\u2019Eurozona"},"content":{"rendered":"<p>Fallito il tentativo di eleggere un Presidente della Repubblica, e fallito il tentativo del primo ministro conservatore Antonis Samaras di ottenere implicitamente il sostegno di una pi\u00f9 ampia maggioranza parlamentare, il 25 gennaio gli <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2920\" target=\"blank\"><b><u>elettori greci<\/u><\/b><\/a> torneranno alle urne.<\/p>\n<p>E, come era prevedibile, sono ripartite le speculazioni sulla capacit\u00e0\/volont\u00e0 della Grecia di rispettare gli accordi, sul futuro della Grecia nell\u2019Euro, e pi\u00f9 in generale sulla efficacia di una strategia europea di uscita dalla crisi esclusivamente concentrata sul \u201cmix\u201d di consolidamento di bilancio e riforme strutturali.<\/p>\n<p><b>Trattative sul debito greco<\/b><br \/>\nLe incertezze e le speculazioni sono motivate dai sondaggi, secondo cui la maggioranza relativa dei voti degli elettori greci andrebbe a Syriza, il partito guidato da Alexis Tsipras, che aveva in passato proposto un\u2019uscita della Grecia dall\u2019Euro, e che oggi ha nella sua piattaforma elettorale, non pi\u00f9 l\u2019abbandono dell\u2019Euro, ma una richiesta di rinegoziazione del debito pubblico greco.<\/p>\n<p>\u00c8 presto per valutare quali saranno in concreto le richieste precise ed articolate che il futuro governo di Atene (necessariamente di coalizione) avanzer\u00e0 ai partner dell\u2019Eurozona. Ma \u00e8 comunque verosimile ipotizzare che fra queste figurer\u00e0 una qualche forma di ristrutturazione\/riscadenzamento del debito greco.<\/p>\n<p>Il programma elettorale di Syriza prevede una soluzione fondata su una combinazione di una parziale cancellazione di una quota del debito sovrano greco (oggi detenuto per l\u201980% da istituzioni pubbliche europee) con una clausola che collegherebbe il rimborso della quota rimanente al raggiungimento di un certo livello di crescita del Pil.<\/p>\n<p>Altri economisti vicini a Syriza hanno proposto soluzioni ancora pi\u00f9 radicali, che prevedono la conversione di tutto il debito greco, ancora \u201coutstanding\u201d, in un titolo sovrano senza scadenza prefissata, il cui rimborso inizierebbe al verificarsi di determinati ritmi di crescita del Pil greco.<\/p>\n<p>\u00c8 probabile che si tratti di proposte avanzate in parte in funzione elettorale, e in parte in funzione tattica, per preparare il terreno in vista del negoziato con i partner europei. Ma sarebbe un errore ritenere che, una volta al governo Tsipras, manterr\u00e0 una linea di continuit\u00e0 con il governo Samaras, e rinuncer\u00e0 a porre il problema del debito greco rimettendo in discussione la linea sinora seguita.<\/p>\n<p>Anche perch\u00e9 il mix di misure di consolidamento fiscale e radicali riforme strutturali, in cambio dell\u2019assistenza finora messa a disposizione da Banca centrale europea, Bce, Esm (e in parte dagli Stati membri dell\u2019Eurozona), non ha consentito finora alla Grecia di tornare a crescere e soprattutto di tornare sui mercati per finanziare il proprio debito pubblico.<\/p>\n<p><b>Mercati finanziari in fibrillazione<\/b><br \/>\nIn altre parole sembra inevitabile che il \u201cdopo elezioni\u201d in Grecia porr\u00e0 una serie di problemi alle istituzioni dell\u2019Eurozona:<br \/>\na) definire una risposta credibile e sostenibile ad un Governo liberamente e democraticamente eletto, senza rimettere in discussione gli aspetti essenziali degli accordi esistenti;<br \/>\nb) rendere compatibile il rispetto del voto popolare in Grecia con le esigenze di una \u201cgovernance\u201d complessa come quella dell\u2019Eurozona;<br \/>\nc) affrontare pi\u00f9 in generale la questione della sostenibilit\u00e0 di debiti sovrani eccessivi in un contesto di recessione e deflazione.<\/p>\n<p>Se si aggiunge a tutto questo la circostanza che la Bce dovrebbe decidere su interventi di \u201cquantitative easing\u201d nella riunione del Board che preceder\u00e0 di soli tre giorni le elezioni in Grecia, si comprendono agevolmente le fibrillazioni dei mercati finanziari di questi giorni; le indiscrezioni su scenari di uscita della Grecia dall\u2019Euro, e le smentite delle fonti ufficiali sull\u2019esistenza di \u201cpiani B\u201d.<\/p>\n<p><b>Sfide europee<\/b><br \/>\nIn sintesi per l\u2019Eurozona si porranno tre ordini di problemi. Il primo \u00e8 un problema di \u201cgovernance\u201d dell\u2019Eurozona e riguarda la questione di chi negozier\u00e0 con il governo greco.<\/p>\n<p>Secondo le regole, dovrebbero negoziare le istituzioni comuni (Bce e Commissione in primis) sulla base di posizioni condivise. Le prime prese di posizioni pubbliche sembrano indicare che ancora una volta Berlino (unica capitale ad essersi pronunciata sull\u2019argomento) tenda a proporsi come effettivo interlocutore di Atene.<\/p>\n<p>Sarebbe un errore gravissimo lasciare alla Germania l\u2019esclusiva del negoziato; e sarebbe bene che anche gli altri paesi membri dell\u2019Eurozona (tra l\u2019altro ugualmente creditori della Grecia) facessero sentire la loro voce, anche perch\u00e9 la posta in gioco va oltre il caso della Grecia.<\/p>\n<p>Il secondo problema riguarda il contenuto della risposta da dare alle richieste di Atene. Difficile essere precisi su questo aspetto finch\u00e9 non si conosceranno con precisione queste richieste.<\/p>\n<p>Ma forse si potrebbe cominciare a riflettere su soluzioni che evitino sia inutili dogmatismi (del tipo \u201cgli accordi vanno rispettati a qualsiasi costo\u201d), sia misure impraticabili perch\u00e9 eccessivamente onerose per i creditori (in quanto collegate a ipotesi di cancellazione anche parziale del debito greco).<\/p>\n<p>Tra i due estremi dovrebbe essere possibile definire una qualche forma di riscadenzamento di una parte del debito, in cambio del mantenimento (verificabile) degli impegni assunti in materia di riforme.<\/p>\n<p>Infine la terza sfida (quella pi\u00f9 difficile) che si porr\u00e0 per l\u2019Ue e l\u2019Eurozona \u00e8 quella del collegamento fra la soluzione del caso della Grecia e la questione di un ripensamento di carattere pi\u00f9 generale sulla strategia comune fin qui seguita per uscire dalla crisi con una combinazione di misure di consolidamento di bilancio (tutto sommato efficaci) e riforme strutturali (meno efficaci perch\u00e9 affidate prevalentemente alla buona volont\u00e0 dei singoli Governi nazionali).<\/p>\n<p><b>Misure di consolidamento di bilancio da ripensare<\/b><br \/>\nMolti (soprattutto nel Nord Europa) negheranno questo collegamento e faranno il possibile per isolare il caso greco. Ritengo invece che la discussione sulle richieste del nuovo Governo greco possa essere un buona occasione per ridiscutere una strategia unicamente concentrata sul consolidamento fiscale, nella consapevolezza che questa linea, che ha funzionato rispetto all\u2019obiettivo di evitare il collasso della moneta comune, ma lascia irrisolto il problema dei debiti sovrani eccessivi e costringe l\u2019Eurozona a navigare a vista tra bassa crescita e deflazione.<\/p>\n<p>Insomma il caso della Grecia, ancora una volta, metter\u00e0 alla prova le capacit\u00e0 di reazione e di visione dell\u2019Eurozona. \u00c8 davvero eccessivamente ottimistico sperare che possa essere un\u2019occasione per definire una strategia condivisa e credibile per riportare l\u2019Europa su un percorso di crescita coerente con una gestione responsabile del debito sovrano?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fallito il tentativo di eleggere un Presidente della Repubblica, e fallito il tentativo del primo ministro conservatore Antonis Samaras di ottenere implicitamente il sostegno di una pi\u00f9 ampia maggioranza parlamentare, il 25 gennaio gli elettori greci torneranno alle urne. 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