{"id":29270,"date":"2015-01-09T00:00:00","date_gmt":"2015-01-08T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/charlie-hebdo-e-i-delitti-di-opinione\/"},"modified":"2017-11-03T15:22:23","modified_gmt":"2017-11-03T14:22:23","slug":"charlie-hebdo-e-i-delitti-di-opinione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/01\/charlie-hebdo-e-i-delitti-di-opinione\/","title":{"rendered":"Charlie Hebdo e i delitti di opinione"},"content":{"rendered":"<p>Da un lato il vile attentato omicida alla redazione di Charlie Hebdo, che riempie gli schermi televisivi e le pagine dei giornali, come \u00e8 giusto. Dall&#8217;altro la ben pi\u00f9 modesta notizia che dovrebbe iniziare in queste ore il supplizio di Raif Badawi, blogger libertario saudita condannato a 1000 colpi di frusta, 10 anni di prigione e 270.000 dollari di multa, per aver apparentemente insultato l&#8217;Islam nella sua versione saudita. <\/p>\n<p>Egli aveva scritto, tra l&#8217;altro, che il suo impegno era quello di &#8220;respingere ogni repressione (condotta) in nome della religione &#8230; un obiettivo che raggiungeremo per via pacifica e nel rispetto delle leggi&#8221; .<\/p>\n<p>Delitti di opinione: Charlie Hebdo era l&#8217;epitome di questa lunga storia, tanto pi\u00f9 provocatorio perch\u00e9 ironico e dissacrante. Pi\u00f9 volte condannato e messo all&#8217;indice, sempre sull&#8217;orlo del fallimento economico e della chiusura, non accettava le regole del buon gusto n\u00e9 quelle del rispetto delle altrui convinzioni religiose o morali: tutto poteva essere detto o disegnato nelle forme della denuncia e della satira. <\/p>\n<p>Giornale scomodo dunque, ma allo stesso tempo espressione del grado di maturazione di una societ\u00e0 che ammette l&#8217;altro e le sue critiche, sia pure, a volte, a fatica.<\/p>\n<p>Dall&#8217;altra parte c&#8217;\u00e8 la chiusura ideologica e settaria, in nome di un&#8217;ortodossia che non accetta varianti e che si irrigidisce su tutto, che si tratti di opinioni libertarie o delle donne al volante, confondendo la propria forza con la propria rigidezza.<\/p>\n<p>La crisi che stiamo vivendo non \u00e8 un conflitto di civilt\u00e0, n\u00e9 tanto meno tra religioni, n\u00e9 una guerra classica, ma ha la natura di un nuovo importante scontro tra sistemi totalitari e sistemi democratici, con la differenza, rispetto al passato, che questa volta i totalitarismi non sono basati in Europa e si nascondono dietro interpretazioni di comodo di un credo religioso.<\/p>\n<p>Le crisi che stanno sconquassando il Medio Oriente, mettendo in dubbio la sopravvivenza degli stati arabi, sono il campo di battaglia e il centro di questo scontro.<\/p>\n<p>Gli attacchi terroristici in Europa sono gli strascichi esterni di quelle crisi e mirano, nelle intenzioni degli ispiratori ideologici e politici di questa manovalanza feroce, a spingere gli europei, e in genere ogni altra potenza esterna a quella regione, ad allontanarsi dalla battaglia, rendendo fragile cos\u00ec ulteriormente la situazione.<\/p>\n<p>\u00c8 grave che purtroppo alcuni degli alleati nella lotta a questo terrorismo siano anche responsabili dell&#8217;irrigidimento ideologico e del totalitarismo politico che alimenta queste crisi, perch\u00e9 ci\u00f2 rende infinitamente pi\u00f9 difficile impedire il peggio. <\/p>\n<p>Ma sarebbe anche pi\u00f9 grave se le potenze esterne non islamiche si allontanassero dalla regione o peggio, cadessero nella trappola dello scontro di civilt\u00e0, aiutando cos\u00ec i nostri peggiori nemici a legittimarsi.<\/p>\n<p>Abbiamo di fronte un percorso reso difficile da troppi errori commessi in passato e dalle molte incertezze e ambiguit\u00e0 del presente, ma la lotta al terrorismo deve essere resa pi\u00f9 forte dalla strage di Charlie Hebdo e deve difendere anche i diritti civili di Raif Badawi e di tanti altri presenti in tutto il mondo arabo e islamico. Le armi e le idee non possono essere disgiunte.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da un lato il vile attentato omicida alla redazione di Charlie Hebdo, che riempie gli schermi televisivi e le pagine dei giornali, come \u00e8 giusto. 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