{"id":29280,"date":"2015-01-09T00:00:00","date_gmt":"2015-01-08T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/da-sempre-dalla-parte-della-liberta-di-ridere\/"},"modified":"2017-11-03T15:22:23","modified_gmt":"2017-11-03T14:22:23","slug":"da-sempre-dalla-parte-della-liberta-di-ridere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/01\/da-sempre-dalla-parte-della-liberta-di-ridere\/","title":{"rendered":"Da sempre dalla parte della libert\u00e0 di ridere"},"content":{"rendered":"<p>Sopra un titolo secco \u201cLe previsioni del mago Houellebecq\u201d. Sotto la caricatura di un Michel Houllebecq goffo e gonfio. \u00c8 questa la copertina con la quale \u00e8 andato in edicola Charlie Hebdo alla vigilia del tragico attentato che ha preso di mira la sua redazione parigina, provocando la morte di 12 persone tra le quali il direttore del settimanale. <\/p>\n<p>La celebre rivista di satira politica ha puntato i riflettori sull\u2019autore del chiacchieratissimo <i>Sottomissione<\/i>, il romanzo che descrive una Francia immaginaria &#8211; ma non troppo lontana &#8211; guidata da un presidente musulmano. \u00c8 per questo che nella copertina dell\u2019Hebdo, Houellebecq pensa al giorno in cui &#8211; tra meno di dieci anni &#8211; sar\u00e0 costretto a fare Ramadan. <\/p>\n<p>Nella memoria dei francesi, Houellebecq \u00e8 l\u2019uomo che nel 2001 defin\u00ec l\u2019Islam la religione pi\u00f9 stupida, scatenando un dibattito che alimenta da anni quelle pericolose scintille che hanno contribuito ad appiccare l\u2019incendio di ieri.<\/p>\n<p><b>Da Charlie Hebdo a Sharia Hebdo<\/b><br \/>La provocazione \u00e8 del resto nel dna di Charlie Hebdo, settimanale che sin dalla sua nascita ha un orientamento libertario, di sinistra e fortemente anti-religioso. <\/p>\n<p>La sua missione \u00e8 chiara: difendere a spada tratta tutte le libert\u00e0 individuali. Gli strumenti di cui si serve sono sempre gli stessi: vignette e illustrazioni politicamente scorretti, conditi da articoli incentrati su politica, cultura e religione. <\/p>\n<p>Prima ancora di creare zizzania tra Islam e Occidente, Charlie Hebdo &#8211; all\u2019epoca ancora una testata legata al mensile Hara-Kiri &#8211; fu al centro delle polemiche sorte all\u2019indomani dei funerali di Charles de Gaulle. La copertina del numero uscito dopo la morte del presidente titolava: \u201cBallo tragico a Colombey, un morto\u201d, un riferimento alla residenza del generale che spinse il Ministero dell\u2019interno francese a bloccare la pubblicazione. <\/p>\n<p>Oltre le Alpi si fece conoscere soprattutto nel 2006, quando pubblic\u00f2 una serie di caricature del profeta Maometto, gi\u00e0 diffuse dal quotidiano danese Jyllands-Posten. Quelle vignette &#8211; riprese anche da una maglietta indossata dell\u2019allora ministro Roberto Calderoli che mostrandola cre\u00f2 scontri mortali in Libia &#8211; fece vendere al giornale pi\u00f9 di 400 mila copie. Una cifra da record pagata per\u00f2 a caro prezzo. <\/p>\n<p>Diverse organizzazioni musulmane francesi chiesero invano il ritiro della rivista la cui sede venne totalmente distrutta da un incendio doloso nel 2011. I disegnatori non smussarono per\u00f2 la punta della loro matita, anzi pubblicarono un numero speciale denominato \u201cSharia Hebdo\u201d, preso presto di mira da diversi hacker integralisti.<\/p>\n<p>Neanche allora i vignettisti di Charlie Hebdo rinunciarono al loro modo di comunicare: spogliare le immagini fino al loro significato essenziale, esaltandolo all\u2019ennesima potenza. La realizzazione di una vignetta pu\u00f2 essere infatti considerata una forma di amplificazione mediante semplificazione, poich\u00e9 quando si astrae un\u2019immagine per trasformarla in queste forme, pi\u00f9 che eliminare i dettagli ci si concentra su alcuni di essi in modo specifico. <\/p>\n<p>Nel 1999, autori come Scott McLeod mostravano come la capacit\u00e0 di concentrare l\u2019attenzione del fruitore su di un\u2019idea \u00e8 una parte importante del potere comunicativo delle vignette. Quelle di satira politica finiscono poi per diventare barzellette raccontate tramite un\u2019immagine.<\/p>\n<p>\u00c8 anche per questo che sono seguitissime dal pubblico arabo. Come spiega Paolo Branca in <i>Il sorriso della Mezzaluna<\/i>, (Carocci, 2011), gli arabi sono figli di un\u2019antica civilt\u00e0 centrata sulla parola con la quale amano giocare e divertirsi. <\/p>\n<p>Anche dopo l\u2019avvento dell\u2019Islam, i vicari del Profeta, i califfi, non furono risparmiati da aneddoti a loro riguardo. Del resto ancora oggi, per mandare qualcuno a quel paese, un arabo gli augura \u201cche la tua religione vada all\u2019inferno\u201d. Tutti dunque tiriamo gi\u00f9 i santi dal paradiso. I problemi nascono quando qualcuno si permette di farlo con i santi altrui, innescando vere o presunte provocazioni che sfociano in crisi pi\u00f9 o meno intense.<\/p>\n<p><b>Da Salman Rushdie a Theo Van Gogh<\/b><br \/>La querelle pi\u00f9 clamorosa \u00e8 quella sorta negli anni \u201990 attorno al romanzo Versi Satanici di Salman Rushdie, testo nel quale Maometto, le sue mogli e i suoi compagni sono rappresentati, pur sotto pseudonimi, con tratti grotteschi. Offesi e sdegnati, molti musulmani reagirono spropositatamente. <\/p>\n<p>In una fatwa, l\u2019imam iraniano Khomeini defin\u00ec Rushdie reo di morte, esortando tutti i musulmani a eseguire la sentenza da lui emessa. Un altro evento che ha scosso le coscienze \u00e8 stato, nel 2004, l\u2019assassinio dell\u2019olandese Theo Van Gogh, regista di <i>Submission<\/i>, un film denuncia dello stato di sottomissione vissuto da diverse donne musulmane. La pellicola mostra una donna nuda con versetti del Corano stampati sul corpo mentre racconta i soprusi da questa subiti. Immagini femminili impressionanti che non possono giustificare per\u00f2 lo sgozzamento di un cineasta.<\/p>\n<p>Solo pochi mesi dopo scoppia il caso delle vignette raffiguranti Maometto pubblicate dal Jylland Posten e riprese da Charlie Hebdo. Le immagini, inquisite perch\u00e9 violano il divieto di rappresentare il Profeta, accendono una serie di focolai visibili in Iran, Libia, Pakistan, Siria e diversi paesi musulmani. L\u2019affaire finisce a volte per essere strumentalizzato e utilizzato come un catalizzatore di un ben pi\u00f9 ampi malcontenti popolari.<\/p>\n<p>L\u2019ultimo brutale attentato alla redazione di Charlie Hebdo s\u2019inserisce in questa sequenza di affaire che mostrano che a volte \u201cne uccide pi\u00f9 la lingua che la spada\u201d. Per evitare che la serie continui \u00e8 essenziale che le istituzioni musulmane condannino le reazioni sproporzionate dell\u2019opinione pubblica che rischiano di condurre vortici pi\u00f9 pericolosi. Del resto, l\u2019umorismo e il ricorso alla satira sono valori universali gi\u00e0 presenti nella pi\u00f9 antica cultura araba.<\/p>\n<p><b>Epitaffio di Charbonnier<\/b><br \/>Osservando le ultime vignette di Stephane Charbonnier, il direttore di Charlie Hebdo, sembra che l\u2019uomo sapesse che questa sequenza non sarebbe arrivata in fretta alla fine. Charb, come si firmava il direttore, si aspettava altri attacchi. <\/p>\n<p>Negli ultimi tempi, le edicole che distribuivano il settimanale venivano disegnate come dei fortini presidiati da sacchi di sabbia e filo spinato. Charbonnier stesso si ritraeva come un kamikaze della libert\u00e0 di stampa che indossava una cintura esplosiva. Al posto dei candelotti vi erano per\u00f2 le copie della sua rivista. Le armi della satira del suo giornale erano inchiostro e bianchetto. Strumenti ben diversi dall\u2019accendino e la benzina utilizzati da quanti attaccavano l\u2019Hebdo. <\/p>\n<p>Il suo epitaffio Charb sembrava averlo scritto nell\u2019editoriale pubblicato il 15 ottobre 2012. Dopo l\u2019attacco subito a causa della pubblicazione di altre vignette che ritraevano Maometto, il direttore aveva preso carta e penna per ribadire la libert\u00e0 di espressione, la sua libert\u00e0 di ridere per qualsiasi cosa.<\/p>\n<p><i><font size=\"1\"> \u201cDipingi un Maometto glorioso, e muori. Disegna un Maometto divertente, e muori. Scarabocchia un Maometto ignobile, e muori. Gira un film di merda su Maometto, e muori. Resisti al terrorismo religioso, e muori. Lecca il culo agli integralisti, e muori. Prendi un oscurantista per un coglione, e muori. Cerca di discutere con un oscurantista, e muori. Non c\u2019\u00e8 niente da negoziare con i fascisti. La libert\u00e0 di ridere senza alcun ritegno la legge ce la d\u00e0 gi\u00e0, la violenza sistematica degli estremisti ce la rinnova. Grazie, banda di imbecilli\u201d<\/font><\/i>.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sopra un titolo secco \u201cLe previsioni del mago Houellebecq\u201d. 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