{"id":29310,"date":"2015-01-12T00:00:00","date_gmt":"2015-01-11T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/se-lanp-vuole-processare-israele\/"},"modified":"2017-11-03T15:22:22","modified_gmt":"2017-11-03T14:22:22","slug":"se-lanp-vuole-processare-israele","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/01\/se-lanp-vuole-processare-israele\/","title":{"rendered":"Se l&#8217;Anp vuole processare Israele"},"content":{"rendered":"<p>Rompendo gli indugi, il presidente della Palestina Mahmoud Abbas ha firmato l\u2019adesione allo Statuto di Roma della Corte penale internazionale (Cpi) e ad altri sedici trattati, nonch\u00e9 una dichiarazione di accettazione della giurisdizione della Cpi ex art. 12 par. 3 dello Statuto stesso.<\/p>\n<p>La firma, avvenuta il 31 dicembre, costituisce l\u2019immediata reazione alla bocciatura da parte del Consiglio di sicurezza (Cds) del progetto di risoluzione presentato dalla Giordania, che fissava il termine di un anno per il raggiungimento di un accordo di pace comprendente la fine dell\u2019occupazione israeliana dei Territori palestinesi e il reciproco riconoscimento di <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/archivio_articoli.asp?TagID=122\" target= \"blank\"><b><u>Israele e Palestina<\/u><\/b><\/a>.<\/p>\n<p><b>Adesione allo Statuto di Roma<\/b><br \/>La mossa palestinese ha fatto infuriare Israele che non \u00e8 parte dello Statuto di Roma e vede ora concretizzarsi il rischio che i propri vertici militari e politici, incluso il Primo ministro Benjamin Netanyahu, finiscano sotto processo in quanto responsabili di crimini di guerra e contro l\u2019umanit\u00e0 commessi nei Territori occupati, anche se ordinati dal territorio israeliano.<\/p>\n<p>Salvo infatti che la situazione sia deferita al Procuratore della Corte dal Cds, la giurisdizione della Cpi sussiste se l\u2019accusato \u00e8 cittadino di uno stato parte dello Statuto o di uno Stato non parte che l\u2019abbia accettata con una dichiarazione ad hoc oppure se, quale che sia nazionalit\u00e0 dell\u2019accusato, il crimine \u00e8 stato commesso sul territorio di uno di tali Stati.<\/p>\n<p>Il 6 gennaio 2015, il Segretario generale dell\u2019Onu, in qualit\u00e0 di depositario dello Statuto, ha annunciato che, come prevedono le procedure, questo entrer\u00e0 in vigore per la Palestina il 1\u00b0 aprile prossimo.<\/p>\n<p>Per effetto dell\u2019adesione, la Corte avr\u00e0 giurisdizione sui crimini che siano commessi nei Territori da chiunque &#8211; dunque non solo da israeliani, ma anche da palestinesi &#8211; a partire dalla data di entrata in vigore dello Statuto per la Palestina. Quest\u2019ultima potr\u00e0 deferire al Procuratore una situazione in cui detti crimini appaiano essere stati compiuti (<i>referral<\/i>), chiedendogli di aprire un\u2019indagine.<\/p>\n<p><b>Indagine sull\u2019operazione \u201cmargine di protezione\u201d?<\/b><br \/>Quid per i crimini commessi in passato? La Cpi pu\u00f2 pronunciarsi solo sui crimini commessi dopo l\u2019entrata in vigore dello Statuto per il singolo stato parte, tranne che questi abbia anteriormente depositato presso il Cancelliere una dichiarazione di accettazione della giurisdizione della Corte ex art. 12 par. 3 dello Statuto, consentendole di processare i responsabili di crimini compiuti in precedenza, ma comunque in una data successiva al 1\u00b0 luglio 2002 (giorno dell&#8217;entrata in vigore dello Statuto).<\/p>\n<p>La dichiarazione firmata da Abbas mira ad attribuire alla Cpi la giurisdizione sui crimini commessi dagli israeliani nell\u2019ambito dell\u2019ultima campagna militare, costata la vita ad oltre 1400 civili nella Striscia di Gaza.<\/p>\n<p>La Palestina ha infatti dichiarato di accettare la giurisdizione della Cpi su tutti i crimini da chiunque commessi nei Territori occupati, inclusa Gerusalemme Est, a partire dal 13 giugno 2014, ovvero dal giorno successivo al rapimento in Cisgiordania di tre giovani israeliani, che port\u00f2 a \u201cmargine di protezione\u201d, l\u2019ultima operazione israeliana sulla Striscia di Gaza.<\/p>\n<p>Come da prassi, il procuratore della Cpi proceder\u00e0 a un esame preliminare della situazione oggetto della dichiarazione palestinese per verificare se sussistano elementi sufficienti per l\u2019apertura di un\u2019indagine. In caso di esito positivo, il procuratore potr\u00e0 iniziare un\u2019indagine, previa autorizzazione della Camera preliminare (tranne che nel frattempo intervenga un referral della Palestina riguardante crimini commessi dopo l\u2019entrata in vigore dello Statuto per quest\u2019ultima).<\/p>\n<p>Nell\u2019ambito dell\u2019indagine poi, il procuratore potr\u00e0 chiedere alla stessa Camera l\u2019emanazione di uno o pi\u00f9 ordini di comparizione e\/o mandati d\u2019arresto.<\/p>\n<p><b>Timori israeliani<\/b><br \/>A ben vedere, per\u00f2, i vertici israeliani non hanno molto da temere dalla Corte, se non un danno politico e d\u2019immagine. La Cpi non pu\u00f2 celebrare processi in contumacia. Non disponendo questa di un proprio apparato di polizia, l\u2019esecuzione di un mandato d\u2019arresto richiede la cooperazione del paese in cui il ricercato si trova.<\/p>\n<p>\u00c8 impensabile che Israele consegni dei propri cittadini alla Corte. Quanto agli altri paesi, il caso del presidente sudanese Omar Al Bashir dimostra come interessi politici ed economici possano indurre gli stessi stati parti a non ottemperare all&#8217;obbligo di piena cooperazione con la Corte stabilito dallo Statuto e a disattendere la richiesta di arresto e consegna del ricercato formulata da quest\u2019ultima.<\/p>\n<p>Al Bashir, destinatario di due mandati d\u2019arresto, uno nel 2009 per crimini di guerra e crimini contro l\u2019umanit\u00e0 e l\u2019altro nel 2010 per genocidio, \u00e8 ancora al suo posto e continua a viaggiare in numerosi Paesi, compresi diversi Stati parti.<\/p>\n<p>Inoltre, con l\u2019eccezione del caso dell\u2019ex leader libico Muammar Gheddafi, l\u2019azione investigativa del procuratore non si \u00e8 finora distinta per rapidit\u00e0 ed efficienza, anche a causa delle limitate risorse a disposizione e della scarsa o assente cooperazione degli stati coinvolti.<\/p>\n<p>Il 5 dicembre scorso, questi ha addirittura dovuto ritirare le accuse nei confronti del presidente del Kenya Uhuru Muigai Kenyatta, gi\u00e0 rinviato a giudizio per crimini contro l&#8217;umanit\u00e0, riconoscendo di non avere sufficienti prove della sua colpevolezza. <\/p>\n<p>Considerato tutto ci\u00f2, Netanyahu pu\u00f2 ancora dormire sonni tranquilli!<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rompendo gli indugi, il presidente della Palestina Mahmoud Abbas ha firmato l\u2019adesione allo Statuto di Roma della Corte penale internazionale (Cpi) e ad altri sedici trattati, nonch\u00e9 una dichiarazione di accettazione della giurisdizione della Cpi ex art. 12 par. 3 dello Statuto stesso. 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