{"id":29320,"date":"2015-01-13T00:00:00","date_gmt":"2015-01-12T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-francia-da-vittima-a-leader\/"},"modified":"2017-11-03T15:22:21","modified_gmt":"2017-11-03T14:22:21","slug":"la-francia-da-vittima-a-leader","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/01\/la-francia-da-vittima-a-leader\/","title":{"rendered":"La Francia da vittima a leader"},"content":{"rendered":"<p>Anche se gli attentati compiuti a Parigi sono di minore entit\u00e0 rispetto a quello alle Torre Gemelle, a livello simbolico ci troviamo davanti a qualcosa di paragonabile all\u201911 settembre.<\/p>\n<p>Le differenze con l\u2019attentato di New York non riguardano soltanto la portata degli atti terroristici parigini, ma anche il modus operandi: mentre negli Stati Uniti una rete internazionale di terroristi aveva realizzato un sofisticato piano di attacco, mobilitando un\u2019importante rete di sostegno, a Parigi si tratta di cittadini francesi con un passato di delinquenti convertiti all\u2019Islam radicale che sembrano membri di una rete molto pi\u00f9 lasca.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 anche importante capire se la decisione di passare all\u2019atto criminale \u00e8 stata autonoma o manovrata. <\/p>\n<p>Possiamo quindi formulare l\u2019ipotesi di trovarci in un caso intermedio tra quanto accaduto nel 2011 nell\u2019isola norvegese di Utoya &#8211; dove un individuo isolato psicopatico ha commesso un massacro, invocando anche motivi ideologici &#8211; e attentati organizzati da una rete terroristica che ha bersagli precisi nell\u2019ambito di una strategia di destabilizzazione. <\/p>\n<p><b>Rischio emulazione  <\/b><br \/>\u00c8 ovvio che la natura mista di questo terrorismo e l\u2019autonomia di questi criminali &#8211; che in una certa misura appaiono come \u201clupi solitari\u201d &#8211; rendono complessa la loro individuazione.<\/p>\n<p>Questo modus operandi pone anche il problema di un\u2019emulazione autonoma da parte di individui che possono condividere i fini terroristici (\u201clotta contro gli infedeli\u201d, \u201cmartiri\u201d), seguendo anche il richiamo all\u2019azione violenta proveniente da alcuni siti di propaganda terroristica di matrice islamica.<\/p>\n<p>Esiste quindi un alto rischio che si possano ripetere attacchi analoghi contro bersagli occidentali, sul territorio europeo o altrove. <\/p>\n<p>Bisogna anche soffermarsi sulla portata simbolica degli attentati di Parigi. Quello perpetrato contro la redazione di Charlie Hebdo ha suscitato una mobilitazione inedita in Francia e per la Francia. Il massacro di giornalisti e vignettisti rappresenta in primis un colpo al settore giornalistico. Questo spiega anche la copertura data dagli stessi media alla notizia. <\/p>\n<p>Charlie Hebdo rappresenta inoltre un filone culturale particolare di critica al potere e alle religioni che, anche se di stampo anarchico-libertario post 68, viene percepito come un patrimonio comune dall\u2019insieme della societ\u00e0.<\/p>\n<p>Alcuni disegnatori (Cabu, Wolinski) o collaboratori (Bernard Maris) erano anche delle personalit\u00e0 pubbliche. Questo ha reso il massacro particolarmente traumatico. L\u2019attentato a Charlie Hebdo investe infatti alcune questioni tra le pi\u00f9 sensibili della societ\u00e0 francese contemporanea. <\/p>\n<p><b>Tra libert\u00e0 di espressione e blasfemia<\/b><br \/>Charlie HebdoL riflette una tradizione libertaria che rivendica una libert\u00e0 di espressione, irriverente e assoluta, e di critica contro qualsiasi potere temporale e non.  Il che le aveva gi\u00e0 procurato una serie di processi. N\u00e9 erano mancate <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2928\" target= \"blank\"><b><u>minacce e atti intimidatori<\/u><\/b><\/a>. <\/p>\n<p>Nel 2011 la rivista aveva subito un incendio criminale in seguito alla pubblicazione di una serie di caricature del profeta Maometto. La rappresentazione caricaturale del Profeta rappresentava da vari anni una fonte di guai per il giornale, che veniva continuamente minacciato di rappresaglie. <\/p>\n<p>Ciononostante, la testata era andata avanti, diventando la bandiera di una libert\u00e0 di espressione che non intende chinare il capo di fronte a nessuno. <\/p>\n<p>Il giornale rappresenta una posizione atipica, a suo modo paradossale: quella di una voce ultra laica, che si inscrive nella tradizione anti-razzista, ma che viene anche percepita da alcuni come anti-musulmana perch\u00e9 fortemente critica e spesso blasfema della religione. <\/p>\n<p>Queste critiche all\u2019operato del giornale, che sono al centro delle motivazioni di coloro che hanno compiuto l\u2019attentato, provengono molto spesso da altre parti del mondo, ma hanno un\u2019eco marginale in Francia. <\/p>\n<p>In un primo tempo, la notizia che i criminali avessero colpito Parigi nel nome della difesa del sedicente \u201c<a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/archivio_articoli.asp?TagID=121\" target= \"blank\"><b><u>califfato<\/u><\/b><\/a>\u201d ha fatto temere un\u2019involuzione della situazione politica francese con un possibile ostracismo nei confronti dei musulmani e l\u2019inevitabile  rafforzamento dell\u2019estrema destra. <\/p>\n<p><b>Nazionalismo e Islam<\/b><br \/>L\u2019esclusione del <i>Front National <\/i>dalla manifestazione parigina di domenica rafforza la posizione di un partito che si presenta come escluso dal sistema. <\/p>\n<p>Il rischio \u00e8 di un ripiegamento nazionalistico: che la Francia cerchi di superare la crisi recuperando una sovranit\u00e0 e un potere che considera persi. Con il complemento di un pericoloso dibattito sull\u2019identit\u00e0 francese combattuto tra due poli: nazionalismo e Islam. <\/p>\n<p>Una Francia che si erga a campionessa dei diritti umani e della libert\u00e0 di espressione pu\u00f2 condurre a questo tipo di isolamento intellettuale. Soprattutto se Parigi pretendesse di giocare questo ruolo  al di fuori del contesto della cooperazione internazionale, con un\u2019impronta di \u201cpurezza\u201d interna e di \u201crealpolitik\u201d esterna difficilmente conciliabili.<\/p>\n<p>D\u2019altro canto, la forte emozione scatenata dall\u2019attentato a Charlie Hebdo ha prodotto una mobilitazione notevole che potrebbe segnare una ripresa del sentimento di appartenenza collettiva. <\/p>\n<p>Per certi versi questi attentati interrompono una lunga crisi politica durante la quale il potere politico francese sembrava aver perso ogni leva. I politici sembravano presi solo dalla competizione per le prossime presidenziali.<\/p>\n<p>L\u2019unione nazionale e la partecipazione di cos\u00ec numerosi capi di stato e di governo alla marcia di Parigi hanno di fatto cambiato il clima politico, mettendo in luce  le connessioni dei problemi francesi con la dimensione europea e internazionale. <\/p>\n<p>La Francia ha ora nuove responsabilit\u00e0, anche nei confronti di una comunit\u00e0 ebraica bersaglio di ripetuti attacchi. Anche il presidente Francois Hollande sembra stia recuperando un po\u2019 della sua immagine.<\/p>\n<p>Possiamo quindi augurarci che una cos\u00ec vasta solidariet\u00e0 internazionale nei confronti della Francia la incoraggi a  ricercare soluzioni internazionali condivise con i partner europei per la lotta al terrorismo e, pi\u00f9 in generale, per le politiche di sicurezza. <\/p>\n<p>Il bivio \u00e8 fra un ripiego nazionalistico e la ripresa di una visione di leadership politica positiva. Speriamo che la Francia, da anni passiva nello scenario europeo, sappia far leva sulla dimostrazione di saggezza del suo popolo e sulla solidariet\u00e0 internazionale per rilanciare questo suo ruolo di leadership pi\u00f9 che mai necessario, smentendo le visioni di uno \u201cscontro di civilt\u00e0\u201d al suo interno.<\/p>\n<p>   . <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anche se gli attentati compiuti a Parigi sono di minore entit\u00e0 rispetto a quello alle Torre Gemelle, a livello simbolico ci troviamo davanti a qualcosa di paragonabile all\u201911 settembre. 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