{"id":29390,"date":"2015-01-20T00:00:00","date_gmt":"2015-01-19T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-franco-si-rafforza-addio-convenienza-svizzera\/"},"modified":"2017-11-03T15:22:18","modified_gmt":"2017-11-03T14:22:18","slug":"il-franco-si-rafforza-addio-convenienza-svizzera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/01\/il-franco-si-rafforza-addio-convenienza-svizzera\/","title":{"rendered":"Il franco si rafforza, addio convenienza Svizzera"},"content":{"rendered":"<p>Giornata fatale, il 15 gennaio, nella storia dei rapporti fra Svizzera e  zona euro. Roma e Berna annunciano l\u2019intesa sul pacchetto fiscale. La Banca nazionale svizzera (Bns) decide di lasciare fluttuare il franco rispetto all\u2019euro.<\/p>\n<p>L\u2019intesa fiscale pone termine a conversazioni durate tre anni, fra alti e bassi, fra momenti di tensione e distensione. Protrarle avrebbe significato offuscare il clima delle relazioni bilaterali che ha conosciuto momenti alti come la visita di stato del Presidente della repubblica Giorgio Napolitano, l\u2019ultima prima delle dimissioni.<\/p>\n<p><b>Addio politica del cambio stabile<\/b><br \/>La decisione della Bns ha sorpreso solo per chi aveva creduto alle assicurazioni del Presidente. Sosterremo il cambio 1,20 Chf &#8211; 1 Euro, aveva dichiarato appena pochi giorni prima, mentre i mercati gi\u00e0 si esercitavano nel gioco al rialzo e costringevano la Bns a riempire i forzieri di euro e stampare franchi per tenere dietro alla speculazione. <\/p>\n<p>La politica del cambio stabile risale al 2011 e fu adottata e mantenuta per evitare che l\u2019apprezzamento del franco fosse frutto soltanto di manovre speculative contro l\u2019euro e non di autentica fiducia nella tenuta dell\u2019economia svizzera. L\u2019economia teneva e continua a tenere, tanto che la Svizzera macina numeri positivi anche nell\u2019epoca della  deflazione. <\/p>\n<p>Il tasso di disoccupazione si attesta fra il 2 e il 3% e il tasso di sviluppo previsto per il 2015 pari a circa il 3%. Vi erano le premesse perch\u00e9 crescesse la domanda di franchi e, viceversa, calasse la fiducia nella moneta unica. <\/p>\n<p>Le attese sono state confermate dalle parole con le quali la Banca centrale europea (Bce) ha annunciato di intervenire sul mercato dei titoli di stato e dalla tendenza al ribasso dell\u2019euro rispetto al dollaro.<\/p>\n<p><b>A rischio frontalieri e turismo <\/b><br \/>Il cambio stabile non teneva pi\u00f9. Almeno questa \u00e8 stata la valutazione della Bns che, lasciando il franco libero di fluttuare, ne ha visto l\u2019immediato apprezzamento rispetto all\u2019euro fino alla soglia \u201cfisiologica\u201d di 1 &#8211; 1. <\/p>\n<p>La Borsa di Zurigo \u00e8 franata sotto al crollo dei titoli industriali, le stime sulla crescita la collocano all\u20191,5%, la met\u00e0 della percentuale attesa, per il prevedibile peggioramento della bilancia commerciale. Il 50% delle esportazioni \u00e8 diretto verso l\u2019eurozona. <\/p>\n<p>L\u2019aggravio dei prezzi nell\u2019ordine del 20% non sar\u00e0 facile da assorbire. Gi\u00e0 si scrive di prenotazioni cancellate nel settore turistico, malgrado la stagione invernale in pieno svolgimento, e di un calo di domanda di lavoro straniero anche riguardo ai frontalieri.<\/p>\n<p><b>Splitting fiscale<\/b><br \/>Per restare ai <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2587\" target= \"blank\"><b><u>frontalieri<\/u><\/b><\/a>, il loro regime fiscale \u00e8 oggetto dell\u2019<a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2890\" target= \"blank\"><b><u>intesa italo-svizzera<\/u><\/b><\/a> del 15 gennaio. Grazie a una forma di doppia imposizione, il cosiddetto \u201csplitting\u201d, il lavoratore frontaliere paga una parte di tasse in Svizzera (70%) e una parte in Italia (30%), come gi\u00e0 oggi accadeva per chi vive oltre la soglia dei 20 chilometri.<\/p>\n<p>Il pacchetto fiscale dell\u2019intesa consta di quattro capitoli: scambio d\u2019informazioni e<i> black list<\/i>, regime fiscale dei lavoratori frontalieri, apertura dei mercati ai servizi finanziari, Campione d\u2019Italia (per definire il regime delle imposte indirette nell&#8217;enclave italiana). <\/p>\n<p>Per ciascun capitolo si sono individuate le soluzioni appropriate, alcune delle quali hanno bisogno di essere affinate. Questi aggiornamenti saranno oggetto di gruppi di lavoro che dovrebbero concludersi in parte per l\u2019estate e comunque entro l\u2019anno.<\/p>\n<p>Le reazioni in ambedue i paesi sono generalmente positive. Oltre alla soddisfazione di avere chiuso una lunga trattativa, lo scambio di informazioni coadiuva l\u2019applicazione della legge italiana sulla <i>voluntary disclosure<\/i>. <\/p>\n<p>Cresce la pressione sui contribuenti \u201cdistratti\u201d a regolarizzare volontariamente la loro posizione col fisco, sottoponendosi a sanzioni amministrative in misura contenuta. Un certo ammontare di euro dovrebbe entrare nelle casse dello stato grazie alla regolarizzazione, ma il cliente resta libero di conservare il deposito all\u2019estero e non \u00e8 sottoposto a sanzioni penali.<\/p>\n<p>Si volta pagina. Il cambiamento sar\u00e0 completo appena l\u2019intero pacchetto sar\u00e0 attuato. Alcuni provvedimenti andranno ratificati dai Parlamenti, il che allunga i tempi. Altri sono di subitanea applicazione.<\/p>\n<p> <b>Interrogativi sull\u2019intesa italo-svizzera <\/b><br \/>Incombe sull\u2019intesa l\u2019interrogativo del tasso di cambio: se e in quale misura la fluttuazione del franco influenzer\u00e0 il flusso dei frontalieri e la consistenza dei depositi oltre frontiera. Alcuni analisti svizzeri ipotizzano che la valuta forte deprimer\u00e0 l\u2019occupazione e render\u00e0 meno vantaggioso l\u2019investimento in franchi, specie nel settore immobiliare dove potrebbe scoppiare la bolla di prezzi esagerati rispetto al mercato.<\/p>\n<p>Altri ritengono che il nuovo corso del franco favorir\u00e0 la regolarizzazione dei capitali, poich\u00e9 le sanzioni saranno compensate dall\u2019apprezzamento della valuta. In certi casi l\u2019operazione potrebbe avvenire a costo zero. <\/p>\n<p>Per i frontalieri, l\u2019aumento delle imposte sar\u00e0 bilanciato dall\u2019incremento del potere d\u2019acquisto: essi sono retribuiti in franchi e spendono prevalentemente in euro. Gli esercenti delle zone limitrofe attendono frotte di consumatori svizzeri, specie nel fine settimana quando i supermercati d\u2019oltre frontiera chiudono in anticipo.<\/p>\n<p>A breve i due ministri delle Finanze saranno chiamati a firmare la parte del pacchetto che necessita di ratifica. Sar\u00e0 una buona opportunit\u00e0 per una prima valutazione dell\u2019intesa.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giornata fatale, il 15 gennaio, nella storia dei rapporti fra Svizzera e zona euro. Roma e Berna annunciano l\u2019intesa sul pacchetto fiscale. La Banca nazionale svizzera (Bns) decide di lasciare fluttuare il franco rispetto all\u2019euro. 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