{"id":29410,"date":"2015-01-21T00:00:00","date_gmt":"2015-01-20T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/dellintelligenza-editoriale\/"},"modified":"2017-11-03T15:22:18","modified_gmt":"2017-11-03T14:22:18","slug":"dellintelligenza-editoriale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/01\/dellintelligenza-editoriale\/","title":{"rendered":"Dell\u2019intelligenza editoriale"},"content":{"rendered":"<p>La lunga coda degli assassinii di Parigi continua a ricevere attenzione dai nostri media, principalmente in relazione all\u2019attivit\u00e0 delle forze di sicurezza contro la galassia dei potenziali nuovi terroristi. <\/p>\n<p>Due altre conseguenze meritano tuttavia una riflessione: le ricorrenti manifestazioni ostili all\u2019Occidente &#8211; Francia in particolare &#8211; nelle nazioni a forte componente islamica e le situazioni di disagio nelle comunit\u00e0 di immigrati mussulmani &#8211; soprattutto nelle scuole- che sono parte oggi delle nostre societ\u00e0. <\/p>\n<p><b>Revival dello scontro di civilt\u00e0<\/b><br \/>La mobilitazione a favore della libert\u00e0 di opinione nella manifestazione oceanica di Parigi e in quelle minori in varie altre citt\u00e0 \u00e8 stata una vittoria per i valori democratici, ma, come spesso succede alle espressioni di massa, ha comportato delle semplificazioni. \u00c8 tempo di valutarle con equilibrio alla luce delle loro conseguenze per le piazze del Medio Oriente e per le periferie delle nostre citt\u00e0. <\/p>\n<p>Conseguenze per noi occidentali, in primo luogo. Due tesi ricorrenti hanno trovato nuova popolarit\u00e0 grazie agli eventi parigini: quella della guerra globale al terrorismo di G.W, Bush e quella dello scontro di religione o di civilt\u00e0 che ha genitori illustri come Oriana Fallaci e Samuel Huntington. <\/p>\n<p>Sono tesi fuorvianti. Il terrorismo non \u00e8 un attore politico, come deve essere un nemico, ma un metodo di azione politica, come \u00e8 la guerra secondo l\u2019insegnamento di von Clausewitz. Ora non si fa la guerra alla guerra (anche se certo pacifismo vorrebbe farlo). Il metodo terroristico \u00e8 oggi prevalentemente usato dai jihadisti, ma come ben sappiamo ha avuto diversi cultori. E altri ne avr\u00e0. <\/p>\n<p>Quanto alla guerra di religione, averla messa alle nostre spalle fa parte dello stesso patrimonio europeo celebrato sugli Champs \u00c8lys\u00e9es, quello illuminista. Come ha detto Amos Oz, \u201cla piaga del ventunesimo secolo non \u00e8 l\u2019Islam, ma il fanatismo. Gli assassini di Parigi hanno molto pi\u00f9 in comune con i cristiani violenti e gli ebrei razzisti che con i mussulmani pacifici\u201d. Con lui, altri illustri commentatori hanno contestato la retorica dello scontro di civilt\u00e0, cos\u00ec come quella della guerra al terrorismo. <\/p>\n<p><b>Etica della responsabilit\u00e0<\/b><br \/>C\u2019\u00e8 un terzo effetto che merita considerazione e riguarda soprattutto noi europei. Ce ne offre lo spunto una certa differenza nelle valutazioni che delle vignette di Charlie Hebdo hanno fatto gli anglosassoni rispetto a quelle dei francesi, con gli italiani (e i cattolici) in posizioni miste fra le due. <\/p>\n<p>La riserva dei primi a sentirsi impegnati nella difesa della libert\u00e0 di espressione in forma di umorismo insultante non ha radici solo in un puritanesimo rispettoso, ma anche nell\u2019abitudine di avere responsabilit\u00e0 internazionali, in ragione delle quali non ci si fa dei nemici inutilmente. <\/p>\n<p>Subito dopo l\u2019assalto al settimanale parigino, il direttore del <i>Financial Times <\/i>ha parlato di una sua \u201cstupidit\u00e0 editoriale\u201d, salvo poi togliere la frase dal testo pubblicato in linea con l\u2019indignazione generale &#8211; le semplificazioni di cui sopra. Anche testate come il<i> New York Times <\/i>o il tedesco <i>Die Zeit <\/i>non sono state esenti da disagio nel dirsi solidali con i vignettisti.<\/p>\n<p>La comicit\u00e0 dissacrante pu\u00f2 essere sintomo di maggiore libert\u00e0, ma anche di minore responsabilit\u00e0. I francesi dovrebbero fare una riflessione in proposito, e noi altri europei con loro. La fortuita contemporaneit\u00e0  delle vignette \u201cblasfeme\u201d di <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2928\" target= \"blank\"><b><u>Charlie Hebdo<\/u><\/b><\/a> e del libro di Michel Huellebecq dal significativo titolo\u201cLa sottomissione\u201d (all\u2019Islam) denota un misto di arroganza e di insicurezza. <\/p>\n<p>Il successo personale che il presidente Fran\u00e7ois Hollande ha tratto al momento dalla vicenda non deve nascondere che la posizione internazionale della <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2932\" target= \"blank\"><b><u>Francia<\/u><\/b><\/a> ne risente, e con essa il resto dell\u2019Unione europea.<\/p>\n<p><b>Islam e Occidente<\/b><br \/>Non minori sono le conseguenze di certe nostre semplificazioni per le dinamiche del mondo islamico, sia quello a noi esterno degli stati sia quello a noi interno dei cittadini immigrati. \u00c8 sotto gli occhi di tutti come presso gli uni e gli altri la pianta del risentimento sia coltivata, in un terreno gi\u00e0 reso propizio da altre circostanze, ai fini di alimentare il reclutamento degli estremisti in seno ad un Islam profondamente diviso. <\/p>\n<p>Vi sono altri effetti importanti, quale il rendere ancora pi\u00f9 arduo il compito  dei pochi e sparsi riformisti, siano essi quelli politici e istituzionali della piccola Tunisia sopravvissuta al fallimento delle \u201cprimavere arabe\u201d o quelli religiosi di un clero destrutturato e diviso alle radici. <\/p>\n<p>Oppure offrire ulteriori spazi di ambiguit\u00e0 ai regimi pi\u00f9 o meno autocratici che in qualche forma di alleanza sono collegati all\u2019Europa e agli Stati Uniti. Ci\u00f2 vale in particolare per le monarchie del Golfo, spesso fonte di denaro pi\u00f9 o meno diretta per i gruppi jihadisti, ma sembra valere anche per una Turchia in via di allontanamento dall\u2019ipotesi di integrazione con l\u2019Europa.<\/p>\n<p>Anche da parte musulmana vi sono semplificazioni strumentali, ovviamente. La lettura distorta dei testi per giustificare sotto forma di condanna religiosa atti, interventi e violenze che sono di potere politico, economico ed etnico ne \u00e8 l\u2019esempio pi\u00f9 eclatante. <\/p>\n<p>Alle luce della nostra storia occidentale non dovremmo faticare a capirlo. Questo per\u00f2 non ci esime dal valutare i limiti della convenienza e del rispetto dell\u2019altro, che in una qualche misura l\u2019altro stesso ha titolo di tracciare intorno a s\u00e9. Quando si visita una moschea ci si toglie le scarpe, non per sottomissione. Non \u00e8 questione di censura, ma di \u201ceditoria intelligente\u201d. <\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La lunga coda degli assassinii di Parigi continua a ricevere attenzione dai nostri media, principalmente in relazione all\u2019attivit\u00e0 delle forze di sicurezza contro la galassia dei potenziali nuovi terroristi. 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