{"id":29420,"date":"2015-01-22T00:00:00","date_gmt":"2015-01-21T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/se-lesercito-del-popolo-israeliano-finisse\/"},"modified":"2017-11-03T15:22:18","modified_gmt":"2017-11-03T14:22:18","slug":"se-lesercito-del-popolo-israeliano-finisse","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/01\/se-lesercito-del-popolo-israeliano-finisse\/","title":{"rendered":"Se l&#8217;esercito del popolo israeliano finisse"},"content":{"rendered":"<p>Leva facoltativa s\u00ec o no? Il dibattito sulla possibile abolizione dell\u2019obbligo di leva in Israele \u00e8 stato lanciato da uno studio commissionato dall\u2019esercito di difesa ebraica (Idf) al sociologo Yuval Benziman.<\/p>\n<p>La discussione \u00e8 ancora aperta e allo stadio teorico \u00e8 un confronto tra diverse prospettive di evoluzione per lo stato ebraico che non si tradurr\u00e0 a breve in una proposta di legge.<\/p>\n<p>Tuttavia il fatto che emerga come una delle possibilit\u00e0 di riforma \u00e8 gi\u00e0 importante perch\u00e9 prevede l\u2019orientamento che le forze armate intendono seguire nella loro sostanziale riorganizzazione.<\/p>\n<p><b>Futuro dell\u2019esercito israeliano<\/b><br \/>Per l\u2019Idf si pone il problema di un riassetto integrale delle sue forze, pensate e strutturate per rispondere a scontri frontali con grandi eserciti di terra, possibilit\u00e0 meno probabili nel XXII secolo.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 nel luglio 2013, il Ministro della difesa Ya\u2019alon annunci\u00f2 che i carri armati Patton e molte divisioni di fanteria, pi\u00f9 alcune unit\u00e0 navali e aeree, avrebbero dovuto essere eliminati per far posto a un esercito pi\u00f9 piccolo e maggiormente incentrato sulle componenti di <i>intelligence<\/i>.<\/p>\n<p>Tutto questo anche in vista degli obiettivi di riduzione del budget delle forze armate imposti dall\u2019ultimo governo Nethanyau.<\/p>\n<p>Tale ridimensionamento &#8211; a parere del ministro &#8211; non avrebbe pregiudicato l\u2019efficacia e la superiorit\u00e0 tecnologica &#8211; una sorta di dogma per la difesa israeliana &#8211; dell\u2019Idf rispetto ai paesi arabi e all\u2019Iran. Avrebbe anzi risposto a un\u2019esigenza di riforma sempre pi\u00f9 avvertita dall\u2019esercito, perch\u00e9 \u201cgli scenari di guerra sono completamente diversi da quelli conosciuti in passato\u201d. <\/p>\n<p>L\u2019obiettivo del governo non era solo quello di imporre una <i>spending review <\/i>alle forze armate &#8211; un vero buco nero dell\u2019economia israeliana, pari a 70,5 miliardi di dollari e al 5,7% del Pil &#8211; o di assecondare i cambiamenti in atto nello scenario.<\/p>\n<p>Vi era intenzione di investire maggiormente su forme di intervento contemporaneamente ad alto potenziale di successo e a basso rischio, come l\u2019aeronautica militare e l\u2019<i>intelligence<\/i>, cibernetica e non.<\/p>\n<p><b>Shministin, refuznikim e riservisti israeliani<\/b><br \/>Su questo punto si innesta la discussione sulla possibile eliminazione, in un non ben precisato orizzonte futuro, dell\u2019obbligo di leva universale, che andrebbe a rispondere a una richiesta avanzata con sempre pi\u00f9 insistenza all\u2019esercito dalla societ\u00e0 civile: quella di limitare al massimo e con ogni mezzo le perdite umane.<\/p>\n<p>Perdite che, come ovvio, sono quasi automaticamente associate alle operazioni di terra. A ci\u00f2 si lega la questione sollevata dai riservisti sulla revisione dell\u2019obbligo attualmente in vigore per tutti i soldati smobilitati dalla leva di compiere 39 giorni di servizio all\u2019anno fino al compimento del quarantesimo anno d\u2019et\u00e0.<\/p>\n<p>Al problema posto dai riservisti si aggiungono altre questioni sollevate da vari segmenti della societ\u00e0, scontenti dello stato attuale. I soldati di leva lamentano il fatto che 48 mesi di ferma come ufficiali e 36 come soldati semplici siano troppi e privino intere generazioni di un prezioso periodo di studio, formazione o lavoro.<\/p>\n<p>Gli <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2547\" target= \"blank\"><b><u>ultraortodossi<\/u><\/b><\/a> deplorano che l\u2019obbligo di leva loro imposto in nome dell\u2019uguaglianza tra tutti i cittadini, privi la comunit\u00e0 di una parte di giovani che sarebbero ottimi studenti di <i>Torah<\/i> e sono costretti, invece, a diventare pessimi e poco motivati soldati. <\/p>\n<p>Una parte di studenti dell\u2019ultimo anno di superiori, riuniti nel gruppo <i>Shministin <\/i>(di dodicesimo grado o anno scolastico) rifiutano completamente il servizio di leva in nome della non-violenza, alleandosi con i <i>refuznikim<\/i>. <\/p>\n<p>Tutti insieme denunciano la magrezza dei salari che vengono corrisposti dall\u2019esercito e il fatto che non siano affatto in linea con il costo della vita. Lo stipendio medio mensile di un soldato arruolato in unit\u00e0 combattente resta attestato sui 282 dollari. <\/p>\n<p><b>Societ\u00e0 israeliana in evoluzione<\/b><br \/>Il dibattito che si \u00e8 aperto nell\u2019Idf risponde a un bisogno profondo di cambiamento della societ\u00e0.<\/p>\n<p>Fino ad oggi, infatti, nel bene o nel male, nelle guerre \u201cpulite\u201d e in quelle pi\u00f9 \u201csporche\u201d, si \u00e8 sempre ribadito all\u2019unisono da parte della societ\u00e0 civile e delle alte sfere militari che l\u2019Idf resta l\u2019esercito \u201cdel popolo\u201d, l\u2019\u201desercito di tutti\u201d: l\u2019unica istituzione in grado di garantire il <i>melting pot <\/i>della societ\u00e0 israeliana, contraddistinta da flussi migratori massicci e profondamente variegata al suo interno. <\/p>\n<p>Oggi, invece, proponendo di mettere fine a quella esperienza, si sostiene che la leva universale \u00e8 un\u2019utopia, dato che solo il 53,5% degli uomini e il 37% delle donne servono nell\u2019esercito. Che i figli dei ricchi aschenaziti, che un tempo rappresentavano il cuore delle unit\u00e0 d\u2019\u00e9lite come la famosa Brigata Golani, oggi disertano le unit\u00e0 combattenti per quelle di <i>intelligence <\/i>e ad alta tecnologia, pensando alle proprie opportunit\u00e0 professionali future pi\u00f9 che al servizio allo stato. <\/p>\n<p>Forse avrebbe pi\u00f9 senso lasciare a ognuno la scelta individuale su s\u00e9, e in quale misura, contribuire alla vita pubblica. Soprattutto se, come affermano in molti anche tra le fila dell\u2019esercito, la leva universale non corrisponde pi\u00f9 a un bisogno di sicurezza. <\/p>\n<p>Centomila mila uomini permanentemente in armi sarebbero una cifra sproporzionata rispetto alle esigenze di difesa dello stato e l\u2019Idf non saprebbe cosa farsene di circa il 30% dei <i>jobnik<\/i> o \u201ccollari blu\u201d, ovvero dei soldati di leva che siedono dietro le scrivanie di un ufficio. <\/p>\n<p>Un dibattito aperto, quindi, destinato ad assumere sempre maggiore centralit\u00e0 nei prossimi anni. <\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Leva facoltativa s\u00ec o no? Il dibattito sulla possibile abolizione dell\u2019obbligo di leva in Israele \u00e8 stato lanciato da uno studio commissionato dall\u2019esercito di difesa ebraica (Idf) al sociologo Yuval Benziman. 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