{"id":29480,"date":"2015-01-26T00:00:00","date_gmt":"2015-01-25T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/le-nazioni-unite-sono-unistituzione-necessaria\/"},"modified":"2017-11-03T15:22:16","modified_gmt":"2017-11-03T14:22:16","slug":"le-nazioni-unite-sono-unistituzione-necessaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/01\/le-nazioni-unite-sono-unistituzione-necessaria\/","title":{"rendered":"Le Nazioni Unite sono un\u2019istituzione necessaria"},"content":{"rendered":"<p>Meraviglia leggere su un giornale autorevole come il <i>Corriere della Sera<\/i> (Pierluigi Battista, \u201cL\u2019Aja e l\u2019assurda liturgia dei processi anti Israele\u201d, Corriere della Sera, 19 gennaio 2015) che le Nazioni Unite sarebbero un ente \u201cfaraonico, costoso e inutile\u201d, che si \u00e8 fatto umiliare in molte occasioni e che mette a capo degli organismi che dovrebbero difendere i diritti umani, stati, che invece ne sono i pi\u00f9 biechi trasgressori. <\/p>\n<p>Il lettore rimane poi esterrefatto se per argomentare il ragionamento, che \u00e8 volto a dimostrare la faziosit\u00e0 della Corte penale internazionale (Cpi) per aver aperto un esame preliminare sui pretesi crimini commessi dagli israeliani nei territori occupati, si fa confusione tra gli organismi competenti o addirittura si risuscitano organi estinti. <\/p>\n<p>Cos\u00ec si scambia la Cpi con la Corte internazionale di giustizia (Cig), che hanno in comune solo la sede nella stessa citt\u00e0 (L\u2019Aja), e la Commissione dei diritti umani (ormai defunta) con il Consiglio dei diritti umani, e cos\u00ec via. <\/p>\n<p>La Corte internazionale di giustizia giudica solo controversie tra Stati, mentre la Cpi giudica gli individui responsabili di crimini di guerra, contro l\u2019umanit\u00e0, genocidio e, quando saranno soddisfatte le condizioni previste in un emendamento adottato qualche anno fa, anche il crimine di aggressione.<\/p>\n<p><b>Il significato delle Nazioni Unite<\/b><br \/>Le Nazioni Unite non sono un ente inutile! Ovvio che un giudizio sbrigativo pu\u00f2 essere il prodotto della visione che ciascuno di noi ha della comunit\u00e0 internazionale e dei rapporti intercorrenti tra gli stati membri, che sono disciplinati dal diritto internazionale. <\/p>\n<p>\u00c8 errato descrivere le Nazioni Unite come il governo mondiale e probabilmente i suoi critici hanno in mente questo modello. In una comunit\u00e0 anorganica, quale quella internazionale, le Nazioni Unite devono fare i conti con un modello di societ\u00e0 che non \u00e8 quello degli ordinamenti statali. <\/p>\n<p>Ma sono l\u2019unica istituzione che riunisce tutti gli stati, dove ci si pu\u00f2 confrontare e discutere, il <i>Parliament of Man <\/i>come ha intitolato una sua opera lo storico Paul Kennedy, che nel 2006 dette questo titolo ad un volume sulle Nazioni Unite, che affronta i nodi dell\u2019Organizzazione sotto un profilo eminentemente storico, risalendo al Congresso di Vienna e alla Societ\u00e0 delle Nazioni. <\/p>\n<p><b>Luci ed ombre<\/b><br \/>Esistono dei principi, che sono talvolta (o troppo spesso) trasgrediti, ma di cui occorre tenere conto, qualora non si voglia scadere nell\u2019imbarbarimento nei rapporti tra stati. Tali principi sono scritti nella Carta delle Nazioni Unite o si sono venuti sviluppando con la prassi evolutiva. <\/p>\n<p>Ne citer\u00f2 soltanto tre: divieto dell\u2019uso della forza, soluzione pacifica delle controversie internazionali, salvaguardia dei diritti dell\u2019uomo.<\/p>\n<p>  Uno dei successi principali delle Nazioni Unite \u00e8 stata la codificazione del diritto internazionale. Basti pensare al diritto diplomatico e consolare, al diritto dei trattati, alla Convenzione sul diritto del mare, ai due Patti del 1966 in materia dei diritti umani. L\u2019elenco potrebbe continuare.<\/p>\n<p>L\u2019altro successo \u00e8 stato la decolonizzazione. I membri dell\u2019Onu sono quasi quadruplicati dalla sua fondazione e l\u2019organizzazione mondiale \u00e8 stata certamente d\u2019impulso alla realizzazione del principio di autodeterminazione dei popoli e all\u2019abolizione del colonialismo. <\/p>\n<p>Certo ci sono state e ci sono tuttora delle <i>defaillances<\/i>, in particolare per quanto riguarda il <i>peace-enforcement<\/i>. La mancata attuazione delle principali disposizioni del Capitolo VII della Carta ha impedito alle Nazioni Unite di realizzare il sogno di una comunit\u00e0 internazionale fondata sull\u2019assenza di conflitti e la sconfitta e punizione dell\u2019aggressore. <\/p>\n<p>La prassi ha tuttavia originato la formula del <i>peace-keeping <\/i>che, quantunque imperfetta, ha contribuito a risolvere molteplici situazioni. \u00c8 troppo facile enumerare solo gli insuccessi delle Nazioni Unite, tralasciando i successi.<\/p>\n<p>Lo stesso <i>peace-enforcement<\/i>, incluso l\u2019intervento umanitario, pu\u00f2 essere fondato su un\u2019autorizzazione data agli stati dal Consiglio di Sicurezza (Cds).<\/p>\n<p>Lungi dal posizionarsi su una critica distruttiva del sistema, occorre operare affinch\u00e9 questo sia messo in grado di funzionare. Un  tema ricorrente \u00e8 attualmente quello degli stati falliti e del post <i>peace-keeping\/peace-enforcement<\/i>.<\/p>\n<p>\u00c8 necessario che la <i<Peace-Building Commission<\/i>, uno dei magri risultati finora ottenuti con i tentativi di riforma delle Nazioni Unite, sia dotata di reali risorse per consentire la ricostruzione del tessuto istituzionale nei territori in preda all\u2019anarchia.<\/p>\n<p><b>Corte penale internazionale<\/b><br \/>E veniamo alla Cpi, che tra l\u2019altro non \u00e8 un organismo delle Nazioni Unite. Sul punto si \u00e8 gi\u00e0 espresso sul <i>Corriere<\/i> del 23 gennaio, nella rubrica interventi e repliche, il giudice Cuno Tarfusser, Vicepresidente della Corte. <\/p>\n<p>Per parte nostra, mentre ribadiamo le critiche gi\u00e0 espresse in passato a questa Istituzione, vogliamo osservare come gli stati non membri abbiano poco titolo per criticare l\u2019adesione palestinese allo statuto della Corte, con il pretesto che essa sia stata effettuata avendo di mira un <i>fumus persecutionis <\/i>nei confronti di Israele.<\/p>\n<p>Il riferimento non \u00e8 solo alle prese di posizioni israeliane, ma anche a quelle degli Stati Uniti che, pur non essendo uno stato parte, non sono alieni dal consentire che una situazione criminosa sia deferita alla Corte tramite il Consiglio di Sicurezza, purch\u00e9 i loro interessi non siano minimamente toccati. <\/p>\n<p>Prova ne sia la risoluzione 1970 (2011), che ha deferito la situazione libica alla Cpi, impedendo tuttavia alla Corte di giudicare i cittadini degli stati non parti che avrebbero poi partecipato all\u2019intervento militare autorizzato dal Cds.<\/p>\n<p><b>In conclusione<\/b><br \/>  L\u2019Italia \u00e8 diventata membro delle Nazioni Unite nel 1955 e quest\u2019anno si appresta a celebrarne il 60esimo anniversario. <br<<br \/>Il nostro \u00e8 uno degli stati fondatori della Cpi e qualche mese fa ha depositato la dichiarazione di accettazione obbligatoria della competenza della Cig, in coerenza con l\u2019impegno assunto nel 2012 all\u2019apertura della sessione autunnale dell\u2019Assemblea Generale. <\/p>\n<p>L\u2019Italia aspira a divenire membro non permanente del Cds per il biennio 2017-2018. Il contributo italiano pu\u00f2 essere indirizzato, insieme agli altri membri dell\u2019Ue, inclusi Francia e Regno Unito membri permanenti del Consiglio, all\u2019ambizioso compito della riforma del Cds e al miglioramento delle Nazioni Unite, un\u2019istituzione tutt\u2019altro che inutile! <\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Meraviglia leggere su un giornale autorevole come il Corriere della Sera (Pierluigi Battista, \u201cL\u2019Aja e l\u2019assurda liturgia dei processi anti Israele\u201d, Corriere della Sera, 19 gennaio 2015) che le Nazioni Unite sarebbero un ente \u201cfaraonico, costoso e inutile\u201d, che si \u00e8 fatto umiliare in molte occasioni e che mette a capo degli organismi che dovrebbero [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[83,84,103],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29480"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=29480"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29480\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":63746,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29480\/revisions\/63746"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=29480"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=29480"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=29480"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}