{"id":29510,"date":"2015-01-29T00:00:00","date_gmt":"2015-01-28T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/nel-baltico-col-fiato-sul-collo\/"},"modified":"2017-11-03T15:22:10","modified_gmt":"2017-11-03T14:22:10","slug":"nel-baltico-col-fiato-sul-collo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/01\/nel-baltico-col-fiato-sul-collo\/","title":{"rendered":"Nel Baltico col fiato sul collo"},"content":{"rendered":"<p>Numerose e frequenti sono state quest\u2019anno le violazioni dello spazio aereo e marittimo dei paesi che affacciano sul mar Baltico a opera dell\u2019aviazione e della marina russe. <\/p>\n<p>Questi episodi, per quanto lontani dall\u2019essere preludio di una crisi simile a quella ucraina, riaccendono le paure di questi paesi per i quali dieci anni di esperienza europea non sono bastati a cancellare l\u2019incubo del pericolo russo.<\/p>\n<p>Allo stato attuale, le loro scelte di sicurezza si dirigono inevitabilmente verso la ricerca di protezione da parte delle strutture europee e atlantiche e verso un aumento considerevole della spesa militare.<\/p>\n<p><b>Lettonia teme il bis di una crisi ucraina <\/b><br \/>Delle tre repubbliche baltiche, la Lettonia \u00e8 forse quella che maggiormente avverte il pericolo di un ripetersi del copione ucraino. La convivenza con la minoranza russa (che ammonta al 26% della popolazione) non \u00e8 mai stata semplice e ha spesso dato adito a sviluppi piuttosto amari.<\/p>\n<p>Sono circa 319 mila i russi che vivono in Lettonia dal 1940 ai quali dalla caduta dell\u2019Urss \u00e8 stato negato il diritto di cittadinanza. Non hanno cos\u00ec potuto partecipare al referendum del febbraio 2012 sull\u2019uso del russo come seconda lingua di stato, il cui esito negativo \u00e8 simbolo di una volont\u00e0 difficile da contestare: staccare la spina con il passato sovietico.<\/p>\n<p>Attualmente sul suolo lettone ci sono 150 uomini della Nato, ma Riga ha chiesto di incrementare questa presenza e ha annunciato che presto le spese per la difesa raggiungeranno il 2% del Pil.<\/p>\n<p>Stando alle dichiarazioni del ministro della difesa Raimonds Vejonis, per cinquanta volte in quest\u2019anno, navi da guerra russe sarebbero transitate a circa nove miglia marine di distanza dalle acque territoriali lettoni, mentre sarebbero duecento i casi di jet militari russi giunti in prossimit\u00e0 dello spazio aereo.<\/p>\n<p><b>Corsa al riarmo di Estonia e Lituania<\/b><br \/>Scelte analoghe per la Lituania, che ha disposto la creazione di una forza di intervento rapido di 1600 soldati, mentre l\u2019Estonia, la cui spesa militare ha gi\u00e0 raggiunto il 2% del Pil, si \u00e8 data a una vera e propria corsa al riarmo.<\/p>\n<p>Oltre a chiedere all\u2019alleanza atlantica di insediare in modo permanente sul territorio estone soldati e dispositivi militari, Tallin ha registrato un raddoppio nelle reclute della Kaitseliit, la lega di difesa paramilitare formata su base volontaria.<\/p>\n<p><b>Se Svezia e Finlandia pensano ad allinearsi<\/b><br \/>\u00c8 da ottobre che l\u2019intelligence svedese \u00e8 alle prese con attivit\u00e0 sottomarine straniere e teme che dietro a questo ci siano proprio i russi. All\u2019inizio del nuovo secolo la Svezia aveva ridotto l\u2019apparato militare utilizzato durante la guerra fredda per concentrarsi sullo sviluppo tecnologico. <\/p>\n<p>Nel 2009 aveva posto fine alla leva obbligatoria, tagliando il numero dei militari. Tuttavia la consapevolezza della propria importanza geostrategica, unita alle inquietudini sollevate dalle incursioni, ha spinto Stoccolma ad optare per una pi\u00f9 profonda collaborazione con la Nato. <\/p>\n<p>La concessione dell\u2019uso del proprio territorio e delle infrastrutture in caso di azione militare non implicano, almeno per il momento, che il paese rinunci al proprio status di non-allineato.<\/p>\n<p>In Finlandia, invece, inquietano le previsioni dell\u2019analista dell\u2019Istituto affari esteri finlandese Charlie Salonius-Pasternak. <\/p>\n<p>L\u2019esperto aveva paventato possibili mire di Mosca sulle isole Aland, una regione autonoma smilitarizzata da mezzo secolo, appartenuta alla Russia zarista, che si trova a 50 km dalla costa svedese e a 70 km da quella finlandese: possedere queste isole significherebbe in sostanza controllare tutto lo spazio aereo baltico.<\/p>\n<p>Al ministro degli esteri Erkki Sakari Tuomioja &#8211; che ha definito queste parole come provocatorie e inopportune &#8211; ha fatto per\u00f2 eco la dichiarazione del primo ministro Alexander Stubb che non ha escluso la possibilit\u00e0 di un referendum per l\u2019adesione all\u2019alleanza atlantica.<\/p>\n<p><b>Espansionismo russo<\/b><br \/>Il <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2788\" target= \"blank\"><b><u>summit Nato in Galles<\/u><\/b><\/a> ha cercato fornire risposte a queste preoccupazioni. La messa a punto di piani alternativi, la creazione di una forza reazione rapida e il coinvolgimento degli stati baltici nella preparazione delle esercitazioni (la base aerea di Amari in Estonia diventer\u00e0 un centro di addestramento Nato) si muovono in questa direzione.<\/p>\n<p>Resta tuttavia da capire fino a che punto questi cambiamenti potranno considerarsi efficaci in caso di minaccia concreta. Probabilmente l\u2019obiettivo di Mosca \u00e8 comprendere proprio questo. Per quanto impensabile un\u2019invasione possa essere, la minaccia stessa costituisce un motivo di allarme. <\/p>\n<p>Per i paesi baltici l\u2019espansionismo russo ha rappresentato per secoli il principale problema geopolitico e l\u2019immobilismo euro-atlantico nelle crisi di Georgia e Ucraina non ha fatto altro che confermare queste preoccupazioni invero mai sopite.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 di ogni dubbio pretesto per un attacco armato,  \u00e8 pur vero che una Russia che si sente accerchiata tende generalmente a scalciare. Siamo per\u00f2 sicuri che la risposta alleata sarebbe, in queste circostanze, rapida e armata?<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Numerose e frequenti sono state quest\u2019anno le violazioni dello spazio aereo e marittimo dei paesi che affacciano sul mar Baltico a opera dell\u2019aviazione e della marina russe. 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