{"id":29560,"date":"2015-02-05T00:00:00","date_gmt":"2015-02-04T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/regolare-il-commercio-delle-armi-si-puo\/"},"modified":"2017-11-03T15:22:09","modified_gmt":"2017-11-03T14:22:09","slug":"regolare-il-commercio-delle-armi-si-puo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/02\/regolare-il-commercio-delle-armi-si-puo\/","title":{"rendered":"Regolare il commercio delle armi si pu\u00f2"},"content":{"rendered":"<p>Regolare il commercio delle armi si pu\u00f2. Lo dimostra l\u2019entrata in vigore del trattato sul commercio di Armi (Att). <\/p>\n<p>Il trattato, al quale hanno aderito sessantuno stati ai quali si sono aggiunti centotrenta paesi firmatari (tra cui Stati Uniti e Israele) proibisce il trasferimento di armi convenzionali, munizioni, loro parti e componenti nel caso in cui questo sia contrario agli obblighi stabiliti dalle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite in virt\u00f9 dal Capitolo VII. <\/p>\n<p>Lo stesso divieto vale per le armi il cui trasferimento rischia di violare obblighi imposti da trattati internazionali di cui lo stato contraente \u00e8 parte, e per quelle che lo Stato parte sa poter essere utilizzate per commettere crimini internazionali.<\/p>\n<p>Inoltre, il trattato entrato in vigore il 24 dicembre, prevede che nel caso in cui il trasferimento non sia proibito, lo stato esportatore dovr\u00e0 svolgere una serie di attivit\u00e0 per valutare i rischi dell\u2019esportazione e prendere una serie di provvedimenti volti a mitigare tali rischi.<\/p>\n<p>Germania, Francia, Regno Unito, Spagna e Italia, 5 dei 10 maggiori paesi esportatori di armi, hanno ratificato il trattato.<\/p>\n<p><b>Verso Citt\u00e0 del Messico 2015<\/b><br \/>Il Trattato prevede che entro un anno dall\u2019entrata in vigore dovr\u00e0 essere convocata una conferenza degli stati parte per approvare, <i>inter alia, <\/i>le regole di procedura. Una serie di incontri preparatori si sono svolti a Citt\u00e0 del Messico e Berlino in vista della conferenza che si terr\u00e0 proprio nella capitale messicana tra agosto e settembre 2015.<\/p>\n<p>La prima questione sar\u00e0 stabilire, per <i>consensus<\/i>, la maggioranza necessaria per l\u2019approvazione di tutte le attivit\u00e0 d\u2019implementazione. <\/p>\n<p>Da una parte, una maggioranza semplice permetterebbe una pi\u00f9 facile implementazione del trattato con il rischio per\u00f2 di ridurre il numero di adesioni future da parte di quegli stati riluttanti a un maggior sviluppo. <\/p>\n<p>Dall\u2019altra, una maggioranza qualificata garantirebbe un maggior consenso, sebbene ci\u00f2 possa minacciare una maggior implementazione.<\/p>\n<p>Le delegazioni dovrebbero quindi propendere per quest\u2019ultima ipotesi. La maggioranza qualificata \u00e8 altres\u00ec quella indicata per l\u2019approvazione, in ultima istanza, degli emendamenti esaminati durante la Conferenza degli stati.<\/p>\n<p>Inoltre, applicare una maggioranza semplice nell\u2019attivit\u00e0 d\u2019implementazione si discosterebbe troppo dal <i>modus operandi<\/i> per <i>consensus<\/i> fin qui adottato e che ha prodotto ottimi risultati in termini di approvazione del trattato e numero di adesioni.<\/p>\n<p>Il rapido processo di firma e ratifica da parte degli stati deve esser visto come un importante segnale da parte della comunit\u00e0 internazionale nel continuare a disciplinare il commercio di armi attorno ad un testo in grado di raccogliere il pi\u00f9 ampio numero di adesioni senza diluire la sua efficacia. <\/p>\n<p>Pertanto una maggioranza qualificata dei 3&#8260;4, come ad esempio per l\u2019approvazione degli emendamenti, non comprometterebbe un proficuo processo d\u2019implementazione del trattato.<\/p>\n<p><b>Arms Trade Treaty-Basement Assessment Project<\/b><br \/>Ulteriore punto d\u2019analisi \u00e8 lo sviluppo del trattato al livello interno. Ogni stato parte, entro un anno dall\u2019entrata in vigore del trattato, dovr\u00e0 trasmettere al Segretariato un report con tutte le misure nazionali adottate per implementarlo. <\/p>\n<p>Tali report sono un importantissimo strumento per valutare da una parte l\u2019operato degli stati e dall\u2019altra per poter sviluppare <i>best practices<\/i> in materia di rendicontazione. <\/p>\n<p>Al fine di uniformare i report, su impulso della societ\u00e0 civile \u00e8 stato costituito l\u2019<i>Arms Trade Treaty-Basement  Assessment Project<\/i> (Att-Bap), che potr\u00e0 sottoporre all\u2019approvazione della prima Conferenza degli stati un modello standard per la rendicontazione delle misure adottate dagli Stati. <\/p>\n<p>Inoltre, gli stati parte dovranno trasmettere al Segretariato annualmente la rendicontazione delle attivit\u00e0 d\u2019importazione ed esportazione effettuate e autorizzate. Anche in questo caso, l\u2019Att-Bap sta lavorando per un modello unico di rendicontazione.<\/p>\n<p><b>Difesa e interessi nazionali<\/b><br \/>In conclusione, la prima Conferenza degli stati avr\u00e0 l\u2019arduo compito di mantenere vivo quello spirito che ha permesso di avanzare nella regolamentazione di una disciplina delicata, come il commercio internazionale di armi, strettamente connessa alla difesa e alla tutela degli interessi nazionali. <\/p>\n<p>Difficile che gli Stati possano accettare un nuovo modello di rendicontazione delle importazioni ed esportazioni autorizzate ed effettuate; l\u2019art. 13.3 del trattato, fortemente voluto da un grande numero di Stati durante le negoziazioni diplomatiche, indica come strumento di rendicontazione il modello gi\u00e0 utilizzato per il Registro Onu delle armi convenzionali, evitando ridondanze con modelli gi\u00e0 esistenti.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Regolare il commercio delle armi si pu\u00f2. 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