{"id":29590,"date":"2015-02-09T00:00:00","date_gmt":"2015-02-08T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/egitto-verso-un-parlamento-che-sa-di-usato\/"},"modified":"2017-11-03T15:22:07","modified_gmt":"2017-11-03T14:22:07","slug":"egitto-verso-un-parlamento-che-sa-di-usato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/02\/egitto-verso-un-parlamento-che-sa-di-usato\/","title":{"rendered":"Egitto, verso un Parlamento che sa di usato"},"content":{"rendered":"<p>Delle 45 formazioni che si erano presentate alle elezioni del 2011 &#8211; le prime realmente democratiche nella storia egiziana &#8211; nessuna potrebbe essere in grado di assumere un ruolo rilevante. All\u2019orizzonte delle parlamentari previste entro marzo s\u2019intravedono diversi schieramenti di ex mubarakiani pronti a tornare alla ribalta. <\/p>\n<p>Anche se del partito dell\u2019ex dittatore non resta che un palazzo bruciato che si affaccia sul Nilo, da mesi i gattopardi del vecchio regime si stanno muovendo per accaparrarsi una poltrona nel nuovo parlamento.<\/p>\n<p><b>Legge elettorale che marginalizza i partiti <\/b><br \/>La <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2810\" target= \"blank\"><b><u>legge elettorale<\/u><\/b><\/a> che governer\u00e0 le prossime votazioni &#8211; ultima tappa della road map iniziata dopo la deposizione del presidente islamista Mohammed Mursi nel luglio 2013 &#8211;  spiana infatti la strada al loro ritorno. <\/p>\n<p>A emanare la legge, sbloccando l\u2019impasse durata mesi, \u00e8 stato l\u2019ex presidente ad interim Adly Al-Mansour &#8211; l\u2019uomo ai quali i militari hanno affidato la guida del paese prima che le presidenziali di giugno lo traghettassero nelle mani di Abdel Fattah Al-Sisi.<\/p>\n<p>Il punto pi\u00f9 controverso del nuovo regolamento elettorale passato per decreto \u00e8 quello relativo alla distribuzione dei seggi del nuovo Parlamento, il primo monocamerale dopo l\u2019abrogazione del Maglis Al-Shura (la camera alta). D\u2019ora in poi i parlamentari saranno 567: 59 in pi\u00f9 rispetto al Parlamento eletto nel 2011. Di questi: 120 saranno assegnati in base alle liste e 27 verranno scelti dal presidente della repubblica. I candidati indipendenti si spartiranno i rimanenti 420 seggi. <\/p>\n<p>A opporsi a questa legge sono stati <i>in primis<\/i> i partiti nati dopo la rivoluzione che temono di essere messi ai margini da un regolamento che svantaggia i partiti, favorendo i candidati con pi\u00f9 disponibilit\u00e0 economiche e influenza anche a livello tribale. <\/p>\n<p>La marginalizzazione dei partiti \u00e8 del resto evidente. Lo stesso presidente Al-Sisi ha deciso, a differenza di Mubarak, di non creare nessuna formazione politica che lo sostenga. Ciononostante, gi\u00e0 tre coalizioni si schierate a suo sostegno. Ai loro vertici si trovano uomini che non nascondono i loro legami con il vecchio dittatore.<\/p>\n<p><b>Fulul che si organizzano<\/b><br \/>Il primo \u00e8 Kamal Al-Ganzouri, ex primo ministro di governi mubarakiani che ha ora creato il Fronte Egiziano, uno schieramento che riunisce forze secolari che si oppongono al ritorno in Parlamento della Fratellanza Musulmana, il movimento islamista che vinse le parlamentari del 2011, ma che nel luglio 2013 \u00e8 stato costretto dai militari alla clandestinit\u00e0. <\/p>\n<p>Al fianco di Ganzouri c\u2019\u00e8 Ahmed Shafiq, l\u2019ultimo premier dell\u2019epoca mubarakiana, arrivato secondo alle presidenziali del 2012. Per l\u2019opinione pubblica egiziana, Shafiq \u00e8 il <i>fulul <\/i>per eccellenza, il pi\u00f9 evidente rimasuglio del vecchio regime.<\/p>\n<p>Il secondo fronte pro Sisi \u00e8 l\u2019<i>Indipendence Current<\/i>, un insieme di partiti <i>low-profile <\/i>nati durante l\u2019epoca mubarakiana, ora unitisi sotto l\u2019ombrello di Ahmed Al-Fadali. A completare il quadro c\u2019\u00e8 la coalizione dei vecchi militari in pensione del <i>Toghether Long Live Egypt<\/i>, un\u2019alleanza guidata da Medhat Al-Haddad.<\/p>\n<p>Secondo indiscrezioni, anche Ahmed Ezz &#8211; il tycoon rilasciato su cauzione dopo tre anni di carcere per riciclaggio e guadagni illeciti &#8211; starebbe cercando di riunire vecchi membri del Partito nazional democratico di Mubarak in un nuovo movimento.  Questa voce non \u00e8 stata per\u00f2 ancora confermata.<\/p>\n<p>Tra coloro che hanno tentato di creare una coalizione in grado di imporsi alle parlamentari c\u2019\u00e8 anche Amr Moussa, ex segretario generale della Lega araba e presidente dell\u2019Assemblea costituente che ha redatto il testo del 2014. <\/p>\n<p>La sua Alliance of the Egyptian Nation &#8211; che comprende anche Ghad, Tagammu e Wafd &#8211; non mira direttamente a sostenere Al-Sisi, quanto piuttosto a creare un Parlamento capace di trainare il presidente verso una stagione di riforme. Gli incidenti di percorso attraverso i quali \u00e8 passata la formazione di questa alleanza mostra per\u00f2 l\u2019esistenza di differenze irriconciliabili tra i diversi partiti liberali egiziani, da sempre scettici sulla figura di Moussa. <\/p>\n<p><b>Sabahi, l\u2019anti-Sisi<\/b><br \/>L\u2019unico schieramento che cerca realmente di opporsi all\u2019attuale regime, presentandosi come erede della rivoluzione del 2011, \u00e8 la <i>Progressive Alliance<\/i> guidata da <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2652\" target= \"blank\"><b><u>Hamdeen Sabahi<\/u><\/b><\/a>, storico nasseriano che ha sfidato Al-Sisi alle ultime presidenziali raccogliendo, come previsto, solo poche briciole. Questa alleanza &#8211; che marca la differenza tra forze civili e militari &#8211; comprende i socialisti di Adbel Ghaffar Shukr, Misra Al-Hurrya di Amr Hamzawy, Al-Karama, Al-Dostrour e il Justice party. <\/p>\n<p>Anche se molti di questi partiti continuano a essere accusati dai media &#8211; statali e privati &#8211; di sostenere l\u2019agenda della Fratellanza Musulmana, attualmente appaiono come l\u2019unica fragile opposizione contro lo strapotere militare. Non a caso, proprio questa alleanza si \u00e8 opposta alla legge elettorale approvata a dicembre, minacciando di boicottare le prossime elezioni se i seggi assegnati attraverso la lista non diventeranno almeno 180.<\/p>\n<p>Anche se \u00e8 ancora presto per dire se queste minacce si trasformeranno in realt\u00e0 e se \u00e8 possibile immaginare un\u2019evoluzione delle alleanze, non \u00e8 prematuro immaginare un nuovo Parlamento formato da candidati tradizionali di un regime che pur avendo perso la testa \u00e8 ancora radicato nel paese. Un legislativo acquiescente che riducendo la possibilit\u00e0 dei piccoli partiti di farsi sentire ridimensioni l\u2019influenza della gi\u00e0 fragile opposizione, spostando l\u2019equilibrio politico ancora di pi\u00f9 verso il presidente. <\/p>\n<p>Nei corridoi politici che circondano il Parlamento egiziano si annusa gi\u00f9 odore di vecchio.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Delle 45 formazioni che si erano presentate alle elezioni del 2011 &#8211; le prime realmente democratiche nella storia egiziana &#8211; nessuna potrebbe essere in grado di assumere un ruolo rilevante. All\u2019orizzonte delle parlamentari previste entro marzo s\u2019intravedono diversi schieramenti di ex mubarakiani pronti a tornare alla ribalta. 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