{"id":29680,"date":"2015-02-17T00:00:00","date_gmt":"2015-02-16T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lavanzata-del-califfo-e-il-futuro-energetico-libico\/"},"modified":"2017-11-03T15:22:05","modified_gmt":"2017-11-03T14:22:05","slug":"lavanzata-del-califfo-e-il-futuro-energetico-libico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/02\/lavanzata-del-califfo-e-il-futuro-energetico-libico\/","title":{"rendered":"L\u2019avanzata del Califfo e il futuro energetico libico"},"content":{"rendered":"<p>Oltre ai gravi rischi per la sicurezza del continente europeo e dell\u2019Italia, l\u2019avanzata dell\u2019auto proclamatosi \u201cstato islamico\u201d in Libia rischia di avere forti ripercussioni sul destino dei nostri approvvigionamenti energetici. <\/p>\n<p>I crescenti attacchi alle infrastrutture energetiche libiche potrebbero mettere a serio repentaglio la capacit\u00e0 della Noc, la compagnia energetica nazionale, di mantenere gli attuali livelli di produzione ed esportazione di idrocarburi tornati a livelli accettabili sul finire del 2014, dopo gli alti e bassi determinati dall\u2019instabilit\u00e0 politica interna degli ultimi anni.<\/p>\n<p><b>Partnership strategica tra Libia e Italia <\/b><br \/>La Libia \u00e8 un partner energetico chiave per l\u2019Italia. Nonostante le turbolenze politiche, infatti, nel 2014 \u00e8 stata il terzo fornitore di gas del nostro paese insieme all\u2019Algeria, alle spalle solo di Russia e Norvegia.<\/p>\n<p>Il paese nordafricano ha esportato 6,5 miliardi metri cubi (Bcm) di gas, facendo registrare un incremento del 14% rispetto all\u2019anno precedente. Il gas libico, trasportato attraverso il gasdotto sottomarino Greenstream, contribuisce a circa il 12% delle importazioni italiane.<\/p>\n<p>Nel settore del petrolio, nel 2014 Tripoli si \u00e8 piazzata al sesto posto tra i fornitori dell\u2019Italia, alle spalle di Russia, Azerbaijan, Arabia Saudita, Iraq e Kazakistan. <\/p>\n<p>Nei primi dieci mesi dell\u2019anno ha esportato verso il nostro paese due milioni di tonnellate di greggio &#8211; in calo rispetto agli anni precedenti a causa di una progressiva contrazione dei consumi italiani &#8211; ma comunque garantendo circa il 5% delle importazioni petrolifere totali. <\/p>\n<p>Si tratta di un\u2019incidenza minore rispetto al settore del gas naturale, determinata dal fatto che il portfolio degli esportatori di greggio \u00e8 ben pi\u00f9 ampio e diversificato.<\/p>\n<p>Non soltanto il sistema socio-economico nazionale \u00e8 dipendente dagli approvvigionamenti libici per il suo regolare funzionamento, ma anche il campione energetico italiano, Eni, ha forti interessi industriali nel paese nordafricano. <\/p>\n<p>Operando in loco dal 1959, Eni \u00e8 storicamente la maggiore compagnia internazionale operativa nel paese. Nonostante l\u2019instabilit\u00e0 geopolitica, la Libia continua a rappresentare la prima fonte di idrocarburi della societ\u00e0 italiana con 76mila barili di greggio e 9 Bcm annui di gas naturale (dati 2013). <\/p>\n<p><b>Energia sotto attacco<\/b><br \/>Con l\u2019avanzata dello \u201cstato islamico\u201d aumentano i rischi per l\u2019integrit\u00e0 delle installazioni energetiche libiche, nel mirino dei combattenti sin dall\u2019inizio del conflitto nel 2011. In questo contesto, negli ultimi anni la produzione di idrocarburi del paese nordafricano \u00e8 oscillata in modo significativo in virt\u00f9 dell\u2019evoluzione delle ostilit\u00e0 tra le milizie schierate sul campo. <\/p>\n<p>A gennaio, l\u2019output petrolifero libico \u00e8 crollato nuovamente dopo che, verso la fine del 2014, la produzione si era attestata attorno al milione di barili al giorno. <\/p>\n<p>L\u2019incremento rispetto ai mesi precedenti \u00e8 stato determinato dalla ripresa delle attivit\u00e0 nel giacimento di El-Sharara, a lungo bloccato per far fronte ai danni ai siti di stoccaggio della raffineria di Zawiya, causati dai combattimenti.<\/p>\n<p>La recente esplosione di un oleodotto nei pressi del grande giacimento di El-Sarir, causata probabilmente dall\u2019avanzata dei militanti dello \u201cstato islamico\u201d ha determinato non soltanto la riduzione della produzione del giacimento e la sospensione del flusso di greggio verso il terminal di Hariga, ma ha anche spinto i vertici della Noc ad annunciare il possibile blocco delle attivit\u00e0 di esplorazione e produzione in tutti i pozzi del paese. <\/p>\n<p>Qualche giorno prima, le milizie del Califfo avevano provato a far saltare una conduttura nel giacimento di Bahi nella Libia centrale, senza tuttavia causare gravi danni.<\/p>\n<p>Se \u00e8 vero che l\u2019offensiva dello \u201cstato islamico\u201d potrebbe determinare un blocco totale del settore energetico libico, non \u00e8 da escludere che le milizie possano cercare di mantenere operativi i giacimenti qualora dovessero cadere sotto il loro controllo. <\/p>\n<p>Il modello adottato in Iraq, infatti, mostra come produzione ed esportazione di greggio siano funzionali al mantenimento\/espansione del potere dello \u201cstato islamico\u201d sul territorio. <\/p>\n<p>Se l\u2019avanzata del Califfo sulla costa mediterranea del paese dovesse proseguire, garantendo il controllo sui principali terminal di esportazione, il greggio libico potrebbe addirittura raggiungere i mercati internazionali alla ricerca di acquirenti senza scrupoli pronti ad acquistarlo. <\/p>\n<p><b>Caos libico e mercati energetici globali<\/b><br \/>Nonostante la gravit\u00e0 della situazione, l\u2019impatto del caos libico sui mercati energetici globali potrebbe essere tutto sommato limitato. Malgrado la perdurante instabilit\u00e0, la crescita della produzione non-convenzionale statunitense, il rallentamento dei consumi in Cina e l\u2019incapacit\u00e0 dell\u2019Opec di definire una strategia per ridurre la produzione totale hanno determinato una <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2904\" target= \"blank\"><b><u> riduzione dei prezzi<\/u><\/b><\/a> del 50% da giugno a oggi. <\/p>\n<p>Le tensioni nel paese nordafricano potrebbero determinare un leggero rialzo dei prezzi, ma la sicurezza degli approvvigionamenti non sembra essere oggi in pericolo a causa di un eccesso di offerta sui mercati internazionali.<\/p>\n<p>Per l\u2019Italia la situazione potrebbe rivelarsi pi\u00f9 critica, soprattutto nel settore del gas naturale. Alla luce del conflitto in Ucraina e dei costanti rischi di sospensione per il transito del gas russo, le forniture provenienti dalla Libia giocano oggi un ruolo fondamentale nell\u2019assicurare la nostra sicurezza energetica. <\/p>\n<p>Sebbene la situazione non sia ancora giunta a livelli drammatici, anche perch\u00e9 l\u2019inverno \u00e8 nella sua fase conclusiva e le importazioni dall\u2019Algeria possono essere comunque incrementate senza maggiori difficolt\u00e0, l\u2019avanzata dei jihadisti aggiunge ulteriore incertezza al destino dei nostri approvvigionamenti energetici.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oltre ai gravi rischi per la sicurezza del continente europeo e dell\u2019Italia, l\u2019avanzata dell\u2019auto proclamatosi \u201cstato islamico\u201d in Libia rischia di avere forti ripercussioni sul destino dei nostri approvvigionamenti energetici. 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