{"id":29710,"date":"2015-02-20T00:00:00","date_gmt":"2015-02-19T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/ttip-limperativo-dellurgenza\/"},"modified":"2017-11-03T15:21:20","modified_gmt":"2017-11-03T14:21:20","slug":"ttip-limperativo-dellurgenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/02\/ttip-limperativo-dellurgenza\/","title":{"rendered":"Ttip, l\u2019imperativo dell\u2019urgenza"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019impegno del governo italiano \u00e8 stato costante. Dal 2013, sosteniamo con forza il <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2606\" target= \"blank\"><b><u>Transatlantic Trade and Investment Partnership<\/u><\/b><\/a> (Ttip), l\u2019iniziativa lanciata da Stati Uniti e Unione europea (Ue), per la creazione di un accordo commerciale preferenziale. <\/p>\n<p>Nelle intenzioni dei negoziatori, il Ttip deve essere un trattato ambizioso che permetter\u00e0 di abbattere le barriere che limitano l\u2019accesso al mercato, come per esempio dazi doganali, o regole che impediscono in alcuni casi allo stato di acquistare beni prodotti all\u2019estero per favorire i produttori domestici, armonizzare le norme di tipo legislativo\/regolamentare che limitano di fatto il commercio internazionale (barriere non tariffarie) di alcuni specifici prodotti, semplificare e garantire il mutuo riconoscimento delle regole del commercio come (per esempio, le misure doganali, le regole sulle etichettature dei prodotti di origine controllata, l\u2019export dell\u2019energia, etc.).<\/p>\n<p><b>Addio barriere tariffarie<\/b><br \/>Gli Stati Uniti e l\u2019Ue sono, ad oggi, le due principali potenze economiche mondiali e producono da sole oltre della met\u00e0 del Pil mondiale e un terzo del commercio internazionale. <\/p>\n<p>Le due economie sono gi\u00e0 profondamente integrate e i dazi doganali sono in media bassi (circa 3%), anche se restano elevati su prodotti specifici. Basta pensare ai dazi imposti dagli Stati Uniti sulle calzature, sul tessile e sul tabacco europeo. Washington si \u00e8 detta disponibile a eliminare tutti i dazi el\u2019Ue prevede di fare lo stesso con limitate eccezioni per alcuni prodotti agricoli.<\/p>\n<p>Le barriere non tariffarie restano invece un forte ostacolo al commercio, specialmente per le piccole e medie imprese che non possono sostenere i costi di adeguamento agli standard statunitensi. <\/p>\n<p>In media si stima che le barriere non tariffarie aumentino i costi del commercio di quasi il 40% per i beni e del 30% per i servizi. Non tutti questi costi sono comprimibili: in alcuni casi l\u2019armonizzazione sarebbe troppo costosa e in altri le differenze sono il risultato di diverse scelte politiche sulla regolamentazione (in alcuni casi pi\u00f9 stringente in Europa come nel caso dell\u2019agricoltura, in altri pi\u00f9 stringente negli Stati Uniti).<\/p>\n<p align=\"left\"><img decoding=\"async\" src=\"IMAGE\/marengo1.jpg\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" border=\"0\"><\/p>\n<p><b>Futuro dell\u2019economia internazionale<\/b><br \/>L\u2019accordo ha un grande valore strategico per il futuro dell\u2019economia internazionale che verr\u00e0 discusso il 26 febbraio in occasione di una <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/rivista.asp?ID=260\" target= \"blank\"><b><u>conferenza internazionale<\/u><\/b><\/a> organizzata dall\u2019Istituto Affari Internazionali. <\/p>\n<p>Il Ttip viene negoziato in un momento in cui il peso economico dei paesi occidentali \u00e8 in declino e gli Stati Uniti sono parallelamente coinvolti nelle trattative per un accordo di libero scambio nell\u2019area del Pacifico (<a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2872\" target= \"blank\"><b><u>Trans-Pacific Partnership<\/u><\/b><\/a>). <\/p>\n<p>L\u2019Ue dipende pi\u00f9 di ogni altra area economica dal commercio internazionale. Gli scambi commerciali (import e export) valgono l\u201987% del Pil, contro appena il 30,3% degli Stati Uniti e il 50%,2 della Cina.<\/p>\n<p>Il Ttip pu\u00f2 rappresentare l\u2019ultima possibilit\u00e0 per Europa e Stati Uniti di fissare gli standard di produzione di beni e servizi, di protezione dei consumatori e dei lavoratori, e di imporli al resto del mondo, prima di perdere ulteriore terreno e quote di mercato a favore dei paesi asiatici.<\/p>\n<p><b>Ttip e interessi italiani<\/b><br \/>Gli Stati Uniti sono il primo partner commerciale extraeuropeo dell\u2019Italia. L\u2019economia italiana esporta oltre 27 miliardi di euro l\u2019anno negli States (un trend in crescita) e ne importa 11 miliardi. Il Ttip sarebbe quindi di grande rilevanza per un paese competitivo sull\u2019export come l\u2019Italia.<\/p>\n<p>Nella discussione pubblica di questi ultimi mesi (per esempio l\u2019inchiesta Rai di <i>Report <\/i>dell\u2019ottobre 2014) si \u00e8 posta grande enfasi sul possibile impatto del Ttip sui settori agricolo e alimentare italiano. <\/p>\n<p>Per quanto importanti, questi hanno un peso quantitativamente limitato nel commercio transatlantico (vale circa il 3% dell\u2019export di valore aggiunto italiano negli Stati Uniti). Settori quali la meccanica e le attrezzature, i servizi, i trasporti e le comunicazioni hanno un peso quantitativamente superiore.<\/p>\n<p>\u00c8 quindi nell\u2019interesse dell\u2019Italia tenere alta l\u2019attenzione politica sui settori della manifattura, della meccanica e dei trasporti, dove il paese \u00e8 particolarmente competitivo nell\u2019export e dove l\u2019accordo contribuirebbe a rilanciare crescita e occupazione.<\/p>\n<p>Il pi\u00f9 grande nemico del Ttip &#8211; e dell\u2019Ue &#8211; \u00e8 il tempo. Le negoziazioni con gli Stati Uniti hanno faticato a partire, anche a causa della forte opposizione che il trattato suscita in alcuni settori in Europa. <\/p>\n<p>Se non sar\u00e0 possibile raggiungere un accordo entro le prossime elezioni presidenziali Usa del 2016 il Ttip rischia di diventare un guscio vuoto e l\u2019Europa &#8211; un\u2019economia bloccata e sul bordo della deflazione &#8211; perder\u00e0 drammaticamente forza contrattuale sulla scena globale. <\/p>\n<p>Gli Stati Uniti stanno attualmente chiudendo un altro Trattato con i paesi dell\u2019Asean (<i>Trans Pacific Partnership<\/i>). Quando quell\u2019accordo sar\u00f2 raggiunto, diventer\u00e0 ancora pi\u00f9 difficile per l\u2019Ue difendere i propri interessi sia con gli Stati Uniti che con tutti i paesi emergenti dell\u2019Asia. <\/p>\n<p>Se l\u2019Europa vuole veramente difendere il proprio modello sociale ed economico nel mondo, l\u2019accordo con gli Stati Uniti \u00e8 una precondizione essenziale per poter interloquire in una posizione credibile con i paesi emergenti, ovvero con il futuro dell\u2019economia mondiale.<\/p>\n<p><i>Umberto Marengo \u00e8 PhD candidate in EU Public Policy all\u2019Universit\u00e0 di Cambridge<\/i>.<\/p>\n<p><\/font>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019impegno del governo italiano \u00e8 stato costante. Dal 2013, sosteniamo con forza il Transatlantic Trade and Investment Partnership (Ttip), l\u2019iniziativa lanciata da Stati Uniti e Unione europea (Ue), per la creazione di un accordo commerciale preferenziale. 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