{"id":29730,"date":"2015-02-24T00:00:00","date_gmt":"2015-02-23T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lunione-energetica-tra-passato-e-futuro-dellue\/"},"modified":"2017-11-03T15:21:20","modified_gmt":"2017-11-03T14:21:20","slug":"lunione-energetica-tra-passato-e-futuro-dellue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/02\/lunione-energetica-tra-passato-e-futuro-dellue\/","title":{"rendered":"L\u2019Unione energetica tra passato e futuro dell\u2019Ue"},"content":{"rendered":"<p>Un elemento risolutivo nel panorama tormentato della politica energetica europea, un esperimento ambizioso o semplicemente un nuovo nome per vecchie politiche?<\/p>\n<p>Per sapere che cosa sar\u00e0 l\u2019Unione energetica bisogner\u00e0 aspettare la comunicazione con la quale, il 25 febbraio, la Commissione europea chiarir\u00e0 la sua natura. Quello che \u00e8 certo \u00e8 che il vice presidente Maro\u0161 \u0160ef?ovi? guider\u00e0 una delle pi\u00f9 importanti e dibattute novit\u00e0 introdotte dalla squadra di Jean Claude Juncker.<\/p>\n<p>L\u2019idea dell\u2019Unione energetica \u00e8 nata lo scorso aprile, su impulso dall\u2019attuale presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk. \u00c8 stata poi accolta ufficialmente nei ranghi della Commissione con la distribuzione delle nomine fatte da Juncker il 10 settembre 2014.<\/p>\n<p>Da allora, le informazioni sulla natura e sul contenuto dell\u2019Unione energetica sono emersi in modo informale, fino alla pubblicazione di un <a href=\"https:\/\/drive.google.com\/file\/d\/0Bzzk5QQezBErQ2N4ZXMxWU03TWM\/view?pli=1\" target=\"blank\"><b><u>documento di lavoro<\/u><\/b><\/a> della Commissione trapelato il 30 gennaio.<\/p>\n<p>Oltre a elencare dodici punti su cui intende focalizzarsi l\u2019iniziativa, questo ha specificato che l\u2019obiettivo dell\u2019operazione \u00e8 l\u2019unione tra politiche energetiche e climatiche. Un elemento non del tutto inaspettato, se si considera la fusione voluta da Juncker dei portafogli Clima ed Energia della Commissione in un unico Commissario, Miguel Arias Ca\u00f1ete.<\/p>\n<p><b>European energy trilemma<\/b><br \/>\nNelle intenzioni della Commissione, l\u2019Unione energetica dovr\u00e0 essere lo strumento per risolvere il cosiddetto <i>European Energy trilemma<\/i>: unire sostenibilit\u00e0 ambientale, competitivit\u00e0 economica e sicurezza energetica. Un proposito non semplice che dovr\u00e0 sciogliere alcuni dei nodi fondamentali dell\u2019energia in Europa e in cui finora l\u2019Ue ha fallito.<\/p>\n<p>In primis, l\u2019effettiva realizzazione del mercato unico che doveva essere completato gi\u00e0 entro il 2014, ma \u00e8 stato ostacolato dall\u2019incompleta liberalizzazione dei mercati nazionali e le inadeguate infrastrutture energetiche europee.<\/p>\n<p>L\u2019Unione energetica dovr\u00e0 poi affrontare l\u2019implementazione degli obiettivi su energia e clima per il 2030 che il Consiglio europeo ha deciso il 23 ottobre 2014: 40% di emissioni in meno rispetto al 1990 e un target del 27% per rinnovabili ed efficienza energetica.<\/p>\n<p>Un compito difficile, dato che questi obiettivi sono obbligatori a livello europeo, ma non definiti a livello nazionale. Spetter\u00e0 alla Commissione coordinare gli sforzi per raggiungere questi obiettivi. Il tutto in un contesto, quello post-crisi, pi\u00f9 difficile del 2007, quando l\u2019ultima strategia fu decisa.<\/p>\n<p>Sempre sull\u2019unione di clima ed energia, l\u2019Unione energetica dovr\u00e0 discutere della riforma del mercato europeo per l\u2019<i>emissions trading system<\/i>, il sistema europeo di scambio di quote di emission (Ets).<\/p>\n<p>Infine, dovr\u00e0 affrontare il tema della sicurezza degli approvvigionamenti energetici, ed in particolare la possibilit\u00e0 che l\u2019Unione europea (Ue) agisca come acquirente unico dell\u2019energia che importa, quantomeno nel settore del gas naturale.<\/p>\n<p><b>Freni all\u2019Unione energetica<\/b><br \/>\nI primi ostacoli alla realizzazione dell\u2019Unione energetica rischiano di essere le stesse disposizioni del Trattato sul funzionamento dell\u2019Ue, che &#8211; art 194. E artt. 216-218 &#8211; attribuisce poteri limitati all\u2019Ue in materia di energia. L\u2019Unione energetica dovrebbe quindi proporre o un\u2019interpretazione forzata o un\u2019inverosimile modifica.<\/p>\n<p>Inoltre, l\u2019iniziativa della Commissione potrebbe soffrire della forte eterogeneit\u00e0 degli Stati membri in ambito energetico e, di conseguenza, delle differenti interpretazioni dell\u2019Unione energetica da parte di quest\u2019ultimi.<\/p>\n<p>Mentre da un lato il Regno Unito tende a escludere poteri legislativi in capo all\u2019Unione energetica, dall\u2019altro la Germania insiste su una governance dell\u2019Unione energetica che non sia semplicemente un <i>soft law process<\/i>.<\/p>\n<p>L\u2019enfasi su temi quali l\u2019acquirente unico o il mercato del gas rischiano poi di accentuare la natura anti-russa dell\u2019Unione energetica, indebolendone la visione olistica e di lungo termine, una questione gi\u00e0 sollevata durante la discussione del <a href=\" https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2893\" target=\"blank\"><b><u>pacchetto 2030<\/u><\/b><\/a>.<\/p>\n<p><b>Nome nuovo per vecchie politiche?<\/b><br \/>\nSebbene le sfide siano molteplici, le opportunit\u00e0 non sembrano mancare. Per quanto riguarda la sicurezza degli approvvigionamenti, l\u2019Unione energetica potrebbe favorire un\u2019azione esterna forte dell\u2019Ue sui temi dell\u2019energia e del clima, convogliando i poteri di un altro Vice presidente della Commissione, l\u2019Alto Rappresentante Federica Mogherini. Questo potrebbe garantire un approccio olistico nei confronti dei partner energetici internazionali, in particolare con i paesi confinanti con l\u2019Ue.<\/p>\n<p>Sul fronte interno sar\u00e0 necessario sviluppare un approccio integrato, in cui i meccanismi di solidariet\u00e0, l\u2019interconnessione e l\u2019elasticit\u00e0 del sistema siano centrali sia per il settore del gas che dell\u2019elettricit\u00e0. In questo ambito, l\u2019Unione energetica dovrebbe pensare a stimolare gli investimenti in settori chiave, evitando la dispersione del budget.<\/p>\n<p>Per promuovere questi sviluppi, la priorit\u00e0 \u00e8 che l\u2019Unione energetica non diventi &#8211; volontariamente o meno &#8211; un nome nuovo per vecchie politiche e che la Commissione non venga relegata a un ruolo di consulenza o coordinamento degli interessi nazionali, con obiettivi ambiziosi, ma irrealizzabili.<\/p>\n<p>La perdita di competitivit\u00e0 europea determinata dal costo dell\u2019energia, le tensioni con paesi fornitori come Russia e Libia, e l\u2019avvicinarsi della conferenza di Parigi sul clima, rendono il momento ideale per un passo storico nella definizione di una vera politica energetica europea che superi &#8211; coordinandolo e integrandolo &#8211; l\u2019agire singolo dei suoi Stati membri.<\/p>\n<p>Star\u00e0 alla Commissione dare una risposta a tutto questo, non solo con la Comunicazione del 25 febbraio, ma con il coraggio che dimostrer\u00e0 negli anni a seguire.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un elemento risolutivo nel panorama tormentato della politica energetica europea, un esperimento ambizioso o semplicemente un nuovo nome per vecchie politiche? 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