{"id":29770,"date":"2015-02-28T00:00:00","date_gmt":"2015-02-27T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/se-in-svizzera-finisce-il-paradiso\/"},"modified":"2017-11-03T15:21:18","modified_gmt":"2017-11-03T14:21:18","slug":"se-in-svizzera-finisce-il-paradiso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/02\/se-in-svizzera-finisce-il-paradiso\/","title":{"rendered":"Se in Svizzera finisce il paradiso"},"content":{"rendered":"<p>Il negoziato sull\u2019intesa fiscale fra Italia e Svizzera si \u00e8 concluso. Le trattative cominciate tre anni fa con diversi governi e delegazioni parzialmente diverse si sono chiuse a Milano il 23 febbraio scorso.<\/p>\n<p>In questi anni sono cambiati gli ambasciatori a Berna e a Roma ed \u00e8 cambiato il capo negoziatore svizzero. Tuttavia il pacchetto di febbraio non \u00e8 conclusivo. Lascia aperte alcune brecce che vanno riempite da lavori ulteriori.<\/p>\n<p>Questi si svolgeranno in seno a gruppi negoziali che si riuniranno fra marzo e l\u2019estate. L\u2019ossatura delle delegazioni \u00e8 tuttavia restata intatta. Sono mutate le istruzioni, specie in campo italiano. L\u2019obiettivo \u00e8 di terminare presto perch\u00e9 il quadro complessivo sia chiaro.<\/p>\n<p><b>Voluntary disclosure <\/b><br \/>Preme trovare un <a href= \" https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2874\" target= \"blank\"><b><u>accordo<\/u><\/b><\/a> con la Svizzera che applichi in anticipo e in via bilaterale certe clausole che fanno parte del pacchetto accettato da Berna all\u2019Ocse.<\/p>\n<p>Preme trovarlo perch\u00e9 la sua applicazione coincida con l\u2019entrata in vigore della legge sulla cos\u00ecdetta <i>voluntary disclosure<\/i>, l\u2019emersione volontaria delle fortune \u201cdimenticate\u201d presso conti esteri e non solo svizzeri.<\/p>\n<p>Lo scambio d\u2019informazioni con le autorit\u00e0 fiscali svizzere rafforza il potenziale della legge nazionale. Insieme costituiscono una placida forma di pressione verso il contribuente \u201csmemorato\u201d e un deterrente per chi non voglia recuperare la memoria volontariamente.<\/p>\n<p><b>Svizzera, frontalieri e cittadini Ue<\/b><br \/>Il negoziato \u00e8 complesso e a misura dei progressi aumentano i capitoli oggetto dello stesso. Dopo la votazione plebiscitaria del 9 febbraio 2014 (la vittoria del \u201c<a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2890\" target= \"blank\"><b><u>no all\u2019immigrazione di massa<\/u><\/b><\/a>\u201d) irrompono sulla scena due temi.<\/p>\n<p>Cosa accade sul piano bilaterale nell\u2019ipotesi che la Svizzera, per attuare il risultato referendario, denunci l\u2019accordo sulla libera circolazione delle persone con l\u2019Unione europea  (Ue)? Quale \u00e8 il regime fiscale da applicare ai lavoratori frontalieri nell\u2019ipotesi che la denuncia dell\u2019accordo riguardi pure loro? <\/p>\n<p>Dietro a questi due quesiti premono ragioni di fondo. La prima rinvia al rapporto fondamentale che la Svizzera intende intrattenere con l\u2019Ue. La seconda rinvia al malessere che il Cantone Ticino avverte nei confronti della \u201cinvasione\u201d dei frontalieri provenienti in maggioranza dalla Lombardia. In pochi anni sono arrivati a superare quota sessantamila e le previsioni parlano di crescita ulteriore.<\/p>\n<p>Trovare un accordo mentre la legislazione svizzera sta per mutare e con stime imprecise circa il fenomeno del lavoro mobile \u00e8 impresa difficile.<\/p>\n<p>Occorre introdurre clausole che fotografino lo statu quo e che, siano al contempo aperte a recepire le novit\u00e0. Clausole che consentano anche un passo indietro: alla situazione antecedente lo stesso accordo in trattazione. Di qui certe formule che appaiono contraddittorie, e probabilmente lo sono. Si concorda un certo regime <i>rebus sic stanti bus<\/i>, si torna al passato se cambia il quadro normativo generale.<\/p>\n<p><b>Strat\u00e9gie de l\u2019argent propre <\/b><br \/>Cedere all\u2019enfasi di passaggio storico \u00e8 facile. In effetti la svolta ci sta ed \u00e8 importante. Non \u00e8 la \u201cfine del segreto bancario svizzero\u201d, come ha titolato qualche giornale. Il segreto ha cominciato a svelarsi ben prima dell\u2019intesa di febbraio. Reca il segno delle controversie con gli Stati Uniti che portarono all\u2019accordo Facta, ma non ancora alla chiusura di tutte le indagini a carico di banchieri svizzeri.<\/p>\n<p>\u00c8 il frutto della \u201cstrat\u00e9gie de l\u2019argent propre\u201d inaugurata dal Consiglio federale non senza contrasti sul piano domestico. Se il segreto \u00e8 caduto anche prima di febbraio, di sicuro la recente intesa contribuisce a picchettare la trasparenza e la collaborazione fra le autorit\u00e0 fiscali. Le indagini a richiesta sui conti \u201cdimenticati\u201d vanno in questo senso.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il negoziato sull\u2019intesa fiscale fra Italia e Svizzera si \u00e8 concluso. Le trattative cominciate tre anni fa con diversi governi e delegazioni parzialmente diverse si sono chiuse a Milano il 23 febbraio scorso. In questi anni sono cambiati gli ambasciatori a Berna e a Roma ed \u00e8 cambiato il capo negoziatore svizzero. 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