{"id":29780,"date":"2015-03-01T00:00:00","date_gmt":"2015-02-28T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lerrore-di-hubris-di-netanyahu\/"},"modified":"2017-11-03T15:21:18","modified_gmt":"2017-11-03T14:21:18","slug":"lerrore-di-hubris-di-netanyahu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/03\/lerrore-di-hubris-di-netanyahu\/","title":{"rendered":"L\u2019errore di <i>hubris<\/i> di Netanyahu"},"content":{"rendered":"<p>Uno dei segreti di Pulcinella della politica internazionale riguarda le relazioni personali tra il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, e il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu.<\/p>\n<p>I due, per dirla senza tanti giri di parole, si detestano. Per anni hanno per\u00f2 mantenuto le loro differenze nell\u2019ambito del legittimo disaccordo tra governi amici. <\/p>\n<p>Questo \u00e8 cambiato quando Netanyahu ha accettato l\u2019invito di John Boehner, il presidente della Camera dei rappresentanti Usa, a parlare di fronte al Congresso riunito.<\/p>\n<p>L\u2019amministrazione Obama ha smesso di recitare il rituale ritornello secondo cui le divergenze tra Casa Bianca e governo israeliano riguardavano solo questioni secondarie. Susan Rice, consigliere per la sicurezza nazionale Usa e fedelissima di Obama, non ha usato mezzi termini: il discorso di Netanyahu al Congresso potrebbe avere un effetto \u2018<a href= \"http:\/\/www.bbc.com\/news\/31626875\" target= \"blank\"><b><u>devastante<\/u><\/b><\/a>\u2019 sulle relazioni tra Stati Uniti e Israele. <\/p>\n<p><b>Nucleare, il pomo della discordia tra Obama e Netanyahu<\/b><br \/>Dietro al livore dell\u2019amministrazione Obama ci sono diverse ragioni. La prima \u00e8 che il discorso di Netanyahu costituisce una rottura senza precedenti del protocollo diplomatico. L\u2019invito al premier israeliano \u00e8 stato infatti orchestrato da Boehner e dall\u2019ambasciatore israeliano a Washington, Ron Dermer, senza nemmeno informare la Casa Bianca.<\/p>\n<p>In secondo luogo, l\u2019amministrazione Obama ha rimarcato l\u2019inopportunit\u00e0 di dare a un capo di governo straniero il palcoscenico del Congresso degli Stati Uniti nel mezzo di una campagna elettorale &#8211; gli israeliani infatti voteranno un nuovo parlamento il 17 marzo.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 anche il motivo ufficiale con cui Obama ha motivato la sua scelta di non incontrare Netanyahu durante la sua permanenza a Washington.<\/p>\n<p>Il vero pomo della discordia \u00e8 che Netanyahu user\u00e0 l\u2019occasione per condannare senza mezzi termini il tentativo di Obama di raggiungere un accordo con l\u2019Iran sulla questione nucleare, ovvero l\u2019iniziativa di politica estera di maggiore profilo del presidente statunitense.<\/p>\n<p>L\u2019accordo, dir\u00e0 Netanyahu, non s\u2019ha da fare. Secondo il premier israeliano, Obama si illude se crede di potersi fidare del regime clericale iraniano. <\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 alcun dubbio che Netanyahu veda pi\u00f9 di un parallelismo tra s\u00e9 e l\u2019unico altro capo di governo a cui \u00e8 stato concesso l\u2019alto privilegio di rivolgersi direttamente al Congresso Usa, Winston Churchill, per ben tre volte.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come Churchill fu il pi\u00f9 aspro critico dell\u2019<i>appeasement<\/i> nei confronti di Hitler, Netanyahu si vede come l\u2019ultimo argine prima di un nuovo \u2018accordo di Monaco\u2019 che lasci mani libere a un regime ostile agli ebrei (nonostante l\u2019Iran si definisca antisionista, ma non antisemita; in realt\u00e0 in Iran vive una piccola comunit\u00e0 ebraica che ha anche diritto ad una rappresentanza parlamentare). <\/p>\n<p><b>Alleati di Netanyahu a Washington<\/b><br \/>Netanyahu pu\u00f2 contare su alleati potenti a Washington. Il primo e pi\u00f9 importante \u00e8 il partito repubblicano che controlla entrambi i rami del Congresso. Boehner, che presiede la Camera dei rappresentanti dal 2010, ha apertamente ammesso che l\u2019invito a Netanyahu sia un modo per mettere in imbarazzo Obama. <\/p>\n<p>Israele gode anche di ampio sostegno nei media statunitensi e di diffusa simpatia popolare. Mobilitare l\u2019opinione pubblica contro l\u2019accordo \u00e8 l\u2019obiettivo di Netanyahu e dei repubblicani. <\/p>\n<p>Netanyahu non ha per\u00f2 solo amici. Agli occhi dei critici, il premier israeliano ha commesso un imperdonabile errore di <i>hubris <\/i>le cui ricadute sulle relazioni tra Israele e Stati Uniti potrebbero essere nefaste. <\/p>\n<p>Nel merito, Netanyahu sta condannando un accordo i cui contorni non sono stati ancora definiti. Come ha ricordato il segretario di stato Usa, John Kerry, Netanyahu aveva criticato anche l\u2019accordo ad interim raggiunto con l\u2019Iran a fine 2013 come un \u2018<a href= \"http:\/\/www.bbc.com\/news\/world-middle-east-25075675\" target= \"blank\"><b><u>errore storico<\/u><\/b><\/a>\u2019. <\/p>\n<p>Eppure, l\u2019opinione generale oggi \u00e8 che quell\u2019accordo abbia congelato i progressi in campo nucleare dell\u2019Iran e di conseguenza servito gli interessi di sicurezza di Israele. Netanyahu, ha <a href= \"http:\/\/foreignpolicy.com\/2015\/02\/25\/kerry-netanyahu-wrong-on-iraq-and-wrong-on-iran\/\" target= \"blank\"><b><u>sostenuto Kerry<\/u><\/b><\/a>, si era sbagliato allora e potrebbe avere torto anche oggi. <\/p>\n<p>La forma dell\u2019intera operazione ha per\u00f2 destato sconcerto. Negli Stati Uniti non mancano i critici della politica verso l\u2019Iran di Obama. Per molti osservatori, qualunque sia la loro posizione sul negoziato con l\u2019Iran, ricorrere a un capo di governo straniero per fare pressione sul presidente degli Stati Uniti equivale a subordinare il prestigio presidenziale (e quindi nazionale) a un interesse di parte. <\/p>\n<p><b>Democratici in imbarazzo<\/b><br \/>Accettando l\u2019invito di Boehner, Netanyahu ha consapevolmente messo in imbarazzo i democratici, costretti a schierarsi a favore di un presidente del loro stesso partito o di Israele.<\/p>\n<p>Come se non bastasse, Netanyahu ha anche declinato l\u2019invito da parte della leadership democratica del Congresso a un incontro a porte chiuse. Di conseguenza, <a href= \"http:\/\/www.addictinginfo.org\/2015\/02\/27\/37-democrats-and-counting-to-boycott-netanyahus-speech-this-tuesday\/\" target= \"blank\"><b><u>almeno trentasette democratici<\/u><\/b><\/a> hanno deciso di seguire l\u2019esempio del vice-presidente Joe Biden e boicottare l\u2019evento.<\/p>\n<p>Cos\u00ec facendo, Netanyahu ha non solo imbarazzato i democratici. Ha anche ridotto le chance che questi si accodino ai repubblicani e votino subito, senza cio\u00e8 aspettare l\u2019esito del negoziato, nuove sanzioni contro l\u2019Iran in numero sufficiente da rendere invalido il veto presidenziale. <\/p>\n<p>L\u2019ironia della vicenda, quindi, \u00e8 che l\u2019effetto del discorso di Netanyahu sul negoziato iraniano sar\u00e0 nullo o addirittura controproducente. <\/p>\n<p>Pi\u00f9 difficile prevederne l\u2019impatto sulle relazioni tra Usa e Israele. I due paesi sono legati da decenni di amicizia e le cose non cambieranno drasticamente. Da marted\u00ec prossimo in poi Israele farebbe per\u00f2 meglio a non dare pi\u00f9 per scontato l\u2019ampio e quasi acritico sostegno bipartisan di cui ha sempre goduto a Washington. <\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno dei segreti di Pulcinella della politica internazionale riguarda le relazioni personali tra il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, e il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu. I due, per dirla senza tanti giri di parole, si detestano. Per anni hanno per\u00f2 mantenuto le loro differenze nell\u2019ambito del legittimo disaccordo tra governi amici. 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