{"id":29810,"date":"2015-03-05T00:00:00","date_gmt":"2015-03-04T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/netanyahu-e-lalternativa-del-fallimento-del-negoziato\/"},"modified":"2017-11-03T15:21:17","modified_gmt":"2017-11-03T14:21:17","slug":"netanyahu-e-lalternativa-del-fallimento-del-negoziato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/03\/netanyahu-e-lalternativa-del-fallimento-del-negoziato\/","title":{"rendered":"Netanyahu e l\u2019alternativa del fallimento del negoziato"},"content":{"rendered":"<p>Il discorso al Congresso del premier israeliano Benjamin Netanyahu \u00e8 sopra ogni cosa motivo di sconcerto. <\/p>\n<p>Che un capo di governo straniero, su invito del partito politicamente avverso al presidente, attacchi senza misure n\u00e9 contraddittorio, il presidente degli Stati Uniti, a casa sua, di fronte alle camere riunite del Congresso degli Stati Uniti d\u2019America, lascia una sensazione di sottile turbamento. Vale cos\u00ec poco il prestigio della carica presidenziale della nazione ritenuta la pi\u00f9 potente della Terra? <\/p>\n<p><b>Netanyahu contro l\u2019accordo sul nucleare iraniano<\/b><br \/>Tuttavia, \u00e8 necessario domandarsi se le circostanze che hanno originato il <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2978\" target= \"blank\"><b><u>discorso<\/u><\/b><\/a> siano tanto straordinarie da renderlo, se non appropriato sul piano del protocollo, necessario sul piano politico. <\/p>\n<p>Tralasciando il fatto che Netanyahu ha criticato un testo ancora in fase di negoziazione, gli argomenti del premier israeliano possono essere ridotti a due: <br \/>&#8211;  L\u2019accordo consente all\u2019Iran di mantenere un\u2019autonoma capacit\u00e0 di arricchire l\u2019uranio, per quanto limitata e sotto stretta sorveglianza internazionale, concedendogli, in sostanza, di mantenere una tecnologia necessaria a produrre non solo materiale per reattori, ma anche per bombe.<br \/>&#8211;  L\u2019accordo ha una durata limitata nel tempo; dopo dieci o quindici anni all\u2019Iran verrebbe concesso di aumentare le sue capacit\u00e0 di arricchire l\u2019uranio su scala industriale; e che cosa gli impedirebbe di costruirsi un arsenale nucleare?<\/p>\n<p>I 5+1 (Usa, Francia, Germania, Regno Unito, Cina e Russia pi\u00f9 l\u2019Ue), ha sostenuto Netanyahu, dovrebbero lasciare il tavolo e chiamare il bluff degli iraniani che hanno bisogno di un compromesso pi\u00f9 di quanto ne abbiano bisogno gli Usa, visto che in palio c\u2019\u00e8 la (progressiva) revoca delle sanzioni. <\/p>\n<p>Per Netanyahu, l\u2019unico accordo possibile \u00e8 uno che costringa l\u2019Iran a rinunciare all\u2019arricchimento dell\u2019uranio (o a mantenerlo in misura simbolica), una richiesta del tutto irricevibile per gli iraniani. <\/p>\n<p>Invece che rincorrere i 5+1 offrendo loro maggiori concessioni \u00e8 quindi pi\u00f9 probabile Teheran li accusi di avanzare richieste eccessive e continui ad arricchire l\u2019uranio. <\/p>\n<p><b>Sanzioni sull\u2019Iran<\/b><br \/>Chiunque conosce la questione sa benissimo tuttavia che la richiesta di rinunciare all\u2019arricchimento \u00e8 per l\u2019Iran del tutto irricevibile. La vera alternativa proposta da Netanyahu \u00e8 quindi l\u2019assenza di un accordo e il fallimento del negoziato.<\/p>\n<p>L\u2019Iran deve continuare a sentire il peso delle sanzioni (che secondo lui dovrebbero essere mantenute a prescindere) e dell\u2019isolamento internazionale. <\/p>\n<p>Le sanzioni sono state per\u00f2 adottate per costringere l\u2019Iran a trattare; se gli statunitensi facessero saltare il tavolo negoziale con richieste universalmente ritenute irragionevoli, quanto a lungo potrebbero mantenersi saldo il regime di sanzioni? <\/p>\n<p>Ed in ogni caso le sanzioni possono avere inferto un danno all\u2019economia iraniana, ma non hanno mai fermato il programma nucleare. <\/p>\n<p>Tolta agli iraniani la chance di ottenere la revoca di almeno alcune delle sanzioni, che cosa li fermerebbe dal continuare a sviluppare il loro programma nucleare? E una volta raggiunta la \u2018soglia critica\u2019 oltre la quale l\u2019Iran acquisirebbe capacit\u00e0 nucleari belliche, quale potrebbe essere la risposta di Usa e Israele, se non un attacco? <\/p>\n<p>Eppure, nemmeno un attacco sarebbe risolutivo. Il Pentagono anni fa calcol\u00f2 che al massimo rallenterebbe il programma nucleare iraniano di un paio d\u2019anni o qualcosa di pi\u00f9. <\/p>\n<p>E certamente a quel punto l\u2019Iran non avrebbe pi\u00f9 motivo per accettare ispezioni Onu sulle sue attivit\u00e0 nucleari che con ogni probabilit\u00e0 verrebbero apertamente indirizzate ad uso militare. L\u2019attacco sarebbe solo parzialmente efficace e al prezzo di avere ulteriormente destabilizzato il Medio Oriente.<\/p>\n<p><b>Opzioni Obama e Netanyahu allo specchio<\/b><br \/>L\u2019alternativa diplomatica dell\u2019amministrazione Obama non \u00e8 ideale. Ma \u00e8 migliore di quella (non) proposta da Netanyahu. <\/p>\n<p>L\u2019Iran continuer\u00e0 comunque ad arricchire l\u2019uranio; nel caso di un accordo (opzione Obama), lo farebbe in modo molto limitato e sotto ispezioni Onu per dieci anni almeno e poi su scala pi\u00f9 grande successivamente. Secondo l\u2019opzione Netanyahu, l\u2019Iran non avrebbe vincoli n\u00e9 incentivi ad accettare ispezioni pi\u00f9 intrusive. <\/p>\n<p>L\u2019Iran avr\u00e0 una capacit\u00e0 di arricchimento industriale prima o poi. Secondo l\u2019opzione Obama, lo far\u00e0 al termine di un processo almeno decennale durante il quale dovr\u00e0 attenersi a standard di non-proliferazione molto stringenti. Secondo l\u2019opzione Netanyahu, potrebbe espandere l\u2019arricchimento su scala industriale a partire da domani.<\/p>\n<p>L\u2019Iran potrebbe sempre barare. Vero, ma con l\u2019opzione Obama dovrebbe farlo avendo ispettori Onu sul terreno; secondo l\u2019opzione Netanyahu, potrebbe arrivare a limitare al minimo le ispezioni. Pi\u00f9 facile quindi scoprire l\u2019inganno nel primo che nel secondo caso.<\/p>\n<p>Il rischio di un confronto armato non \u00e8 scongiurato. Ma nell\u2019opzione Obama sarebbe comunque rimandato tra almeno dieci anni e, se davvero si arrivasse a tanto, nessuno potrebbe accusare gli Stati Uniti di non avere fatto di tutto pur di risolvere la questione diplomaticamente. <\/p>\n<p>L\u2019opzione Netanyahu invece avvicina il rischio di un attacco mentre ne riduce la legittimit\u00e0 internazionale. <\/p>\n<p>Lo spettacolo di numerosi membri del Congresso che accolgono il premier di una nazione straniera quasi fosse un generale di ritorno da una guerra vittoriosa, facendogli largo al passaggio, affrettandosi a stringergli la mano, interrompendolo con applausi scroscianti dozzine di volte mentre attacca il loro stesso presidente, \u00e8 ben poco edificante per il loro prestigio. <\/p>\n<p>Che lo abbiano messo in scena di fronte ad argomenti tanto deboli \u00e8 poco rassicurante riguardo alla loro capacit\u00e0 di giudizio. <\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il discorso al Congresso del premier israeliano Benjamin Netanyahu \u00e8 sopra ogni cosa motivo di sconcerto. 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