{"id":29860,"date":"2015-03-07T00:00:00","date_gmt":"2015-03-06T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/elezioni-rinviate-egitto-ancora-senza-parlamento\/"},"modified":"2017-11-03T15:21:16","modified_gmt":"2017-11-03T14:21:16","slug":"elezioni-rinviate-egitto-ancora-senza-parlamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/03\/elezioni-rinviate-egitto-ancora-senza-parlamento\/","title":{"rendered":"Elezioni rinviate, Egitto ancora senza Parlamento"},"content":{"rendered":"<p>Da due anni privo di Parlamento, l\u2019Egitto rischia di restare senza potere legislativo ancora per un po\u2019. Le elezioni che avrebbero dovuto eleggere il Parlamento, previste per marzo, sono infatti destinate a slittare.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 quanto ha confermato la Corte amministrativa del Cairo, con una decisione che non lascia presagire strade alternative.<\/p>\n<p>Definendo come incostituzionale l\u2019articolo 3 della legge sulla divisione delle circoscrizioni, la Corte ha di fatto bocciato il regolamento elettorale che doveva essere usato per il terzo e ultimo passaggio della <i>road map<\/i> indicata nel luglio 2013 dai militari, dopo la deposizione del presidente islamista Mohammed Morsi.<\/p>\n<p><b>Tempi incerti sul rinvio<\/b><br \/>  Impegnandosi a rispettare le sentenze della Corte, la commissione elettorale, che gi\u00e0 da mesi era al lavoro per organizzare le imminenti elezioni, si \u00e8 pubblicamente impegnata a obbedire alla magistratura, mostrandosi pronta a riprendere in mano in calendario per decidere una nuova data.<\/p>\n<p>Analoga la posizione del presidente Abdel Fattah al-Sisi, che in un comunicato ha per\u00f2 premuto il piede sull\u2019acceleratore, chiedendo al governo di apportare gli emendamenti necessari nel giro di massimo un mese.<\/p>\n<p>Su queste tempistiche restano per\u00f2 dubbi. Basteranno trenta giorni per mettere la pezza a un testo che \u00e8 stato attaccato sin dalla sua genesi o serviranno &#8211; come si vocifera &#8211; almeno sei mesi? <\/p>\n<p>Quando lo scorso anno la legge era stata approvata per decreto, numerose voci vi si erano opposte, puntando il dito soprattutto contro il sistema di ditribuzione dei seggi. Queste critiche erano confluite in tre ricorsi presentati davanti alla Corte costituzionale.<\/p>\n<p>Il primo metteva in dubbio la costituzionalit\u00e0 della legge sui diritti politici, il secondo quella del regolamento per le elezioni parlamentari e l\u2019ultimo &#8211; l\u2019unico accolto dalla Corte &#8211; si concentrava sulla legge che definiva le circoscrizioni.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come \u00e8 scritta, la norma bocciata non garantirebbe infatti agli elettori delle diverse circoscrizioni un\u2019equa rappresentanza: \u00e8 l\u2019aspetto che ha messo la legge in contraddizione con l\u2019articolo 102 della Costituzione, posto a tutela di questo basilare principio.<\/p>\n<p><b>Il potere legislativo nelle mani di Al-Sisi<\/b><br \/>L\u2019Egitto dovr\u00e0 quindi aspettare un altro po\u2019 prima di eleggere il suo organo legislativo, praticamente inesistente dal gennaio 2011.<\/p>\n<p>Dopo la caduta di Hosni Mubarak, il Consiglio Supremo delle Forze Armate decise infatti di sciogliere il Parlamento.<\/p>\n<p>Una nuova assemblea \u00e8 stato poi eletta tra la fine del 2011 e l\u2019inizio del 2012, ma nel giugno del 2012 la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale il regolamento elettorale con il quale si erano svolte le elezioni parlamentari, dissolvendo di fatto la Camera bassa e lasciando a quella Alta il compito di redigere un nuovo testo.<\/p>\n<p>Da allora in Egitto a legiferare \u00e8 stato esclusivamente il potere esecutivo, che si \u00e8 servito dello strumento del decreto per arrivare anche alla stesura della nuova legge elettorale. A firmarla \u00e8 stato Adly Al-Mansour, il presidente <i>ad interim <\/i>che ha traghettato l\u2019Egitto nelle mani di Al-Sisi.<\/p>\n<p>Come ben dimostrato da un progetto di monitoraggio del <a href= \" http:\/\/timep.org\/legislationtracker\/\" target= \"blank\"><b><u>Tahrir Institute for Middle East Policy<\/u><\/b><\/a>, da quando \u00e8 diventato capo dello Stato, l\u2019ex generale esercita non solo il potere esecutivo &#8211; come previsto dal suo mandato &#8211; ma anche quello legislativo, che \u00e8 ancora formalmente nella mani di nessuno.<\/p>\n<p>Questo spinge alcuni analisti a guardare con sospetto anche la recente sentenza sul rinvio delle consultazioni. Posticipando ulteriormente il giorno in cui Al-Sisi dovr\u00e0 confrontarsi con il potere dell\u2019Assemblea legislativa, la magistratura finirebbe per fare il gioco del presidente.<\/p>\n<p>Se da una parte \u00e8 per\u00f2 chiaro che la sentenza della Corte non pone limiti precisi al ruolo di Al-Sisi, dall\u2019altra \u00e8 anche evidente che il pronunciamento della Corte rischia di mettere i bastoni tra le ruote al progetto di lifting cosmetico che da mesi il \u201cnuovo\u201d regime porta avanti, facendo il possibile per mostrare al mondo intero il suo volto democratico.<\/p>\n<p>Il rispetto delle tempistiche della <i>road map <\/i>\u00e8 stato infatti un pilastro della retorica che ha accompagnato Al-Sisi in tutti i suoi incontri internazionali, l\u2019amo che il presidente ha pi\u00f9 volte gettato per convincere molti leader occidentali a partecipare all\u2019imminente conferenza di Sharm El-Sheikh per la ripresa economica dell\u2019Egitto.<\/p>\n<p>Per evitare di perdere credibilit\u00e0, il regime dir\u00e0 ora che il rispetto della sentenza di domenica da parte delle autorit\u00e0 in carica mostra che la magistratura egiziana \u00e8 un potere realmente indipendente &#8211; cosa molto discutibile visti i continui verdetti che colpiscono l\u2019opposizione al \u201cnuovo\u201d regime militare.<\/p>\n<p>Retorica a parte, nei fatti il risultato non cambia. Se prima della sentenza di domenica il rischio era la creazione di un Parlamento acquiescente che si limitava a timbrare e avallare le decisioni del ra\u00ecs, ora che nessun legislativo sar\u00e0 eletto continuer\u00e0 a mancare un formale contrappeso all\u2019esecutivo.<\/p>\n<p><b>Corsi e ricorsi storici nella giurisprudenza egiziana<\/b><br \/>Nulla di nuovo, se si osserva la sentenza in un\u2019ottica storica. Questa \u00e8 infatti in linea con il corso seguito dalla giurisprudenza egiziana.<\/p>\n<p>Pur con tempistiche molto pi\u00f9 dilatate, gi\u00e0 nel 1987 la Corte Costituzionale aveva sciolto con motivazioni simili il Parlamento eletto nel 1984, e nel 1990 quello insediatosi nel 1987.<\/p>\n<p>Lasciando ampi margini discrezionali al presidente della Repubblica per sciogliere il Parlamento, anche l\u2019ultima Costituzione segue questo sentiero. I costituenti che hanno redatto l\u2019ultimo testo hanno infatti fatto il possibile per mantenere in piedi un sistema politico che, sin dagli anni \u201950, si basa sulla supremazia del presidente. Ieri come oggi, le redini del potere politico sono nelle sue mani.<\/p>\n<p>Visti nel loro complesso, gli eventi pi\u00f9 recenti immortalano un Egitto privo di una genuina volont\u00e0 politica per realizzare i cambiamenti auspicati da pi\u00f9 parti. Un paese dove manca un progetto reale per intraprendere le riforme che sarebbero necessarie per evitare un semplice ritorno al passato.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da due anni privo di Parlamento, l\u2019Egitto rischia di restare senza potere legislativo ancora per un po\u2019. Le elezioni che avrebbero dovuto eleggere il Parlamento, previste per marzo, sono infatti destinate a slittare. 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