{"id":29870,"date":"2015-03-08T00:00:00","date_gmt":"2015-03-07T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/europa-russia-la-merkel-traccia-il-solco\/"},"modified":"2017-11-03T15:21:16","modified_gmt":"2017-11-03T14:21:16","slug":"europa-russia-la-merkel-traccia-il-solco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/03\/europa-russia-la-merkel-traccia-il-solco\/","title":{"rendered":"Europa-Russia, la Merkel traccia il solco"},"content":{"rendered":"<p>Il viaggio di Matteo Renzi a Mosca \u00e8 stato reso possibile dall\u2019iniziativa di Angela Merkel. C\u2019\u00e8 chi si domanda se il Presidente del Consiglio avrebbe dovuto essere pi\u00f9 duro, o al contrario ancora pi\u00f9 concentrato sulla prospettiva degli \u201caffari\u201d. Ma la realt\u00e0 \u00e8 che il tracciato della Merkel, stretto, difficile e privo di illusioni, non consentiva deviazioni.<\/p>\n<p>Al termine dell\u2019ultima tornata del Quartetto il 25 febbraio, Merkel \u00e8 sbottata in una frase mirabile per incisivit\u00e0 e sintesi: vogliamo la sicurezza in Europa con la Russia e non contro la Russia, ma per garantire la pace vanno rispettati i confini.<\/p>\n<p><b>La road map di Minsk<\/b><br \/>A Minsk, Merkel ha preso non pochi rischi. Negoziando per la prima volta in un inedito \u2018Quartetto\u2019 direttamente con Mosca, ma senza Washington, e per conto di un\u2019Europa visibilmente divisa tra quanti per ragioni storiche e geografiche paventano un\u2019aggressione russa e quanti preferirebbero tornare rapidamente agli affari, accettando magari come male minore un altro \u2018conflitto congelato\u2019, ha portato a casa un risultato minimo, tutto da verificare nel concreto, ma pur sempre un risultato. <\/p>\n<p>Minsk \u00e8 l\u2019avvio di un processo. A partire dal cessate-il-fuoco, ritiro degli armamenti pesanti dalla linea del fronte, monitoraggio Osce, scambio di prigionieri, statuisce che l\u2019Ucraina riguadagner\u00e0 il controllo delle frontiere orientali con la Russia solo dopo aver organizzato elezioni e negoziato uno \u2018statuto speciale\u2019 nelle regioni Donesk e Luhansk, entro il 2015. <\/p>\n<p>La sequenza \u00e8 cruciale. Pi\u00f9 di una pietra di inciampo \u00e8 contenuta nella concatenazione dei passi da intraprendere. Anche ipotizzando che i primi passi vengano intrapresi, che il cessate-il-fuoco si faccia strada e che vengano ritirati anche armamenti che Mosca sostiene non siano mai confluiti, rimarrebbe la grande incognita della riforma costituzionale da negoziare tra Kiev e i \u2018separatisti\u2019.<\/p>\n<p>E peraltro, questi passi sono soggetti alla tentazione dei \u2018ribelli\u2019 di perseguire una continuit\u00e0 dei territori orientali (con la Crimea) proprio in vista della riforma costituzionale e del controllo dei confini. <\/p>\n<p>Di pi\u00f9. Perch\u00e9 Petro Poro\u0161enko ha in mente una decentralizzazione, e le controparti una federalizzazione che conferirebbe loro un diritto di veto sulle decisioni del centro.<\/p>\n<p>Il meno che si possa dire \u00e8 che la partita potrebbe avere tempi lunghi, e che occorreranno non pochi interventi del \u2018Quartetto\u2019 per venirne a capo. E molti dibattiti in Occidente sull\u2019opportunit\u00e0 o meno di ulteriori sanzioni a Mosca, forniture di armamenti a Kiev, rafforzamento dell\u2019apparato difensivo Nato. E difficili negoziati sull\u2019energia, quella diretta a Kiev e quella che transita da Kiev verso l\u2019Europa. Ma non c\u2019\u00e8, allo stato, un piano B.<\/p>\n<p><b>Il futuro di Putin \u00e8 il passato della Russia<\/b><br \/>Cosa ha spinto Vladimir Putin a confrontare di nuovo l\u2019Occidente (Georgia, 2008) in modo cos\u00ec clamoroso, pur sapendo che il prezzo da pagare rischiava di accelerare il declino economico del Paese? <\/p>\n<p>Molti pensano che si tratti di una strategia diversiva per distrarre la gente dai problemi della vita quotidiana e rafforzare il proprio potere. Anche. Ma la risposta \u00e8 pi\u00f9 semplice, addirittura banale. <\/p>\n<p>La forza di attrazione dell\u2019Occidente, e in particolare dell\u2019Europa, \u00e8 ancora altissima presso coloro che guardano da Est. Interloquire con l\u2019Europa significa accettarne regole e valori, che non sono negoziabili perch\u00e9 frutto di una faticosa conquista e di tragiche vicende del passato.<\/p>\n<p>La Russia di Putin ha rinunciato all\u2019idea scaturita dagli accordi di Helsinki di \u2018wider Europe\u2019, che comporterebbe una riedizione epocale, economica e politica, dello Stato, cos\u00ec come all\u2019idea di partecipare alla governance mondiale nel ruolo di gregaria nel consolidamento di valori universali dominati dall\u2019Occidente. <\/p>\n<p>Ha ripiegato verso la logica di Yalta. In altri termini, dividiamoci le sfere di influenza, e separiamo i rispettivi destini. Nulla di pi\u00f9 chiaro delle recenti parole del portavoce russo che ne ha esplicitamente evocato il modello, o di quelle dell\u2019ex-Ministro degli Esteri, Igor Ivanov, che, nel rilanciare l\u2019idea di un \u2018nuovo ordine mondiale\u2019, ha richiamato il meccanismo di consultazione Mosca-Washington invalso durante la Guerra Fredda. Ancora pi\u00f9 esplicito Putin, al congresso sindacale di Soci: no a un mondo unipolare.<\/p>\n<p>La sfida \u00e8 dunque il ritorno della Russia allo status di grande potenza. In grado di dettare le regole del gioco come attore co-primario, partecipando a pari merito alla governance mondiale e alla \u201cattualizzazione\u201d del diritto internazionale. <\/p>\n<p>Per anni, non a caso, Mosca ha perseguito all\u2019Onu l\u2019adozione di risoluzioni che sancissero i \u201cvalori tradizionali\u201d, quale sostanziale attenuazione dei \u201cvalori universali\u201d intesi come concepiti e governati dall\u2019Occidente. <\/p>\n<p>Putin semplicemente non vuole \u201cquesto\u201d ordine internazionale. A tali condizioni, \u00e8 disponibile a collaborare nei teatri di crisi del vicinato, contro il terrorismo, e nelle grandi cause della sicurezza internazionale. <\/p>\n<p>Diversamente, sar\u00e0 acerrimo concorrente entro e fuori del Continente europeo, a partire dal Mediterraneo, avvalendosi del seggio permanente in CdS e di un potenziale militare certo non indifferente.<\/p>\n<p><b>Percorrere una strada realistica, priva di illusioni<\/b><br \/>L\u2019assassinio di Boris Nemtsov &#8211; chiunque ne sia responsabile &#8211; \u00e8 frutto di un fervore nazionalista incalzante, alimentato e coltivato nel Paese. La Russia \u00e8 alle prese con i bassi prezzi dell\u2019energia, le sanzioni, la debolezza del rublo, l\u2019arretratezza di un sistema economico basato sulla monocultura energetica, ma non \u00e8 al collasso. <\/p>\n<p>Putin \u00e8 all\u2019acme del consenso popolare. Anche l\u2019ultima vittima eccellente verr\u00e0 gestita con abilit\u00e0, ricorrendo a un formale rigore legalistico. Un \u201cregime change\u201d, che forse qualcuno oltre atlantico sta immaginando, non \u00e8 nelle carte.<\/p>\n<p>Ha ragione la Merkel, anche se avremmo preferito che a guidare i negoziati fossero le istituzioni europee. Cerchiamo una via di uscita per questa Russia frustrata e pericolosamente assertiva, senza rinunciare ai principi basilari della nostra cultura politica, ma ribadendo che il recupero del suo ruolo globale non pu\u00f2 che partire dal rispetto delle regole, oggi e nel futuro, e non dal suo passato. <\/p>\n<p>Evitiamo i rischi di uno stato permanente di conflitto. Dannoso per tutti noi, per la stessa Russia, per l\u2019Ucraina, e per gli altri Paesi del vicinato, ivi incluso nei Balcani, Caucaso e Asia Centrale, che stanno tentando con difficolt\u00e0 un bilanciamento nella loro proiezione esterna. <\/p>\n<p>Sensibilizziamo gli Stati Uniti perch\u00e9 rimangano impegnati in Europa, armonizzando con noi le posizioni in un\u2019ottica di realpolitik. <\/p>\n<p>E soprattutto, restiamo solidali tra europei nel perseguimento del tracciato di Minsk, per quanto lungo e difficile, e pensiamo a sostenere l\u2019Ucraina nel cammino delle riforme e della costruzione di uno stato di diritto. Un cammino, con tutta evidenza, altrettanto lungo e difficile.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il viaggio di Matteo Renzi a Mosca \u00e8 stato reso possibile dall\u2019iniziativa di Angela Merkel. 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