{"id":29880,"date":"2015-03-09T00:00:00","date_gmt":"2015-03-08T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/renzi-a-mosca-per-il-rilancio-del-ruolo-italiano\/"},"modified":"2017-11-03T15:21:15","modified_gmt":"2017-11-03T14:21:15","slug":"renzi-a-mosca-per-il-rilancio-del-ruolo-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/03\/renzi-a-mosca-per-il-rilancio-del-ruolo-italiano\/","title":{"rendered":"Renzi a Mosca, per il rilancio del ruolo italiano"},"content":{"rendered":"<p>Gli osservatori sono concordi nel considerare la visita del presidente del consiglio Matteo Renzi a Mosca del 5 marzo come un chiaro tentativo di rilanciare il ruolo internazionale dell\u2019Italia. <\/p>\n<p>Naturalmente lo stile e il protagonismo di Renzi caratterizza questa operazione \u201ctattica\u201d con valenze strategiche su diversi scenari, da quello ucraino, a quello mediorientale a quello mediterraneo.<\/p>\n<p><b>L\u2019Italia tra Ucraina e Russia<\/b><br \/>Il viaggio del capo del governo italiano si \u00e8 articolato in una sequenza diplomaticamente ineccepibile: la tappa a Kiev e l\u2019incontro con il presidente ucraino Petro Poroshenko, a cui ha assicurato il sostegno italiano ed europeo, l\u2019arrivo a Mosca e la visita al luogo dell\u2019assassinio dell\u2019oppositore del regime putiniano Boris Nemtsov. Quindi l\u2019incontro con capo del governo della Federazione Russa Dmitrij Medvedev e con il presidente Vladimir Putin <\/p>\n<p>Il viaggio del leader italiano viene riportato dagli stessi organi di stampa russi come una visita per \u201crompere l\u2019isolamento\u201d di Mosca: tale visione \u00e8 funzionale al regime di Putin, per dimostrare la validit\u00e0 delle posizioni russe sulla questione ucraina, ma anche al governo Renzi, che dimostra di giocare il ruolo di tradizionale mediatore che Roma svolge nelle tensioni Est-Ovest.<\/p>\n<p>L\u2019Italia di Romano Prodi, poi di Silvio Berlusconi, quindi a seguire di Monti e Letta hanno mantenuto un rapporto bilaterale privilegiato con la Russia di Putin, quale fattore di garanzia per la difesa dei cosiddetti interessi nazionali \u201cpermanenti\u201d dell\u2019Italia post-guerra fredda, non solo in ambito di sicurezza, ma anche energetico e commerciale.<\/p>\n<p>Da quest\u2019ultimo punto di vista il mercato russo infatti ha un valore di 10 miliardi di euro per le esportazioni italiane (\u00e8 la cifra del 2013), ridottosi del 12% l\u2019anno scorso non solo a causa delle controsanzioni russe (che hanno colpito consistentemente le vendite italiane di prodotti alimentari), ma anche della crisi finanziaria e della svalutazione del rublo, conseguenza delle sanzioni occidentali.<\/p>\n<p>Non a caso di primo mattino Renzi incontrava a porte chiuse presso l\u2019ambasciata italiana oltre cento imprese, a cui ricordava che &#8211; nonostante le sanzioni &#8211; l\u2019Italia rimane il quarto partner commerciale e da questa visita a Mosca le imprese italiane riportano a casa accordi in ambito aeronautico-spaziale (jet, elicotteri, satelliti) e energetico-industriale.<\/p>\n<p>In questo contesto la diplomazia italiana tende a valorizzare i fattori positivi dell\u2019accordo di Minsk, del 12 febbraio scorso, sul conflitto in Ucraina orientale, dove gli scontri pesanti si sono fermati e lo scambio di priogionieri ha permesso di riavviare un sottile filo di dialogo tra le parti in campo.<\/p>\n<p>Sapendo che uno dei nodi pi\u00f9 difficili del negoziato riguarder\u00e0 l\u2019autonomia delle regioni filo-russe, il leader italiano ha citato una <i>best practice <\/i>italiana: quella dell\u2019autonomia dell\u2019Alto Adige.<\/p>\n<p>D\u2019altro lato il leader russo ha sottolineato il particolare<i> feeling <\/i>della Russia con l\u2019Italia menzionando il fondo paritetico da 1 miliardo di dollari che Roma e Mosca hanno messo a disposizione (in realt\u00e0 fin dal governo Letta) per investimenti comuni.<\/p>\n<p><b>L\u2019Italia vorrebbe pi\u00f9 Russia nel Mediterraneo <\/b><br \/>Roma, d\u2019altronde, aveva un ottimo alibi per rilanciare in questo momento il ruolo di Mosca a livello internazionale, almeno a livello di Mediterraneo e Medioriente.<\/p>\n<p>L\u2019emergenza terrorismo, insieme con la crisi umanitaria delle migliaia di migranti in continuo tentativo di sbarco in Italia e con l\u2019avanzata del cosiddetto Stato Islamico in Libia (territori \u201cprossimi\u201d e di interesse strategico per l\u2019Italia), hanno convinto il governo italiano della necessit\u00e0 di trovare alleati in ambito Onu.<\/p>\n<p>Qui Mosca continua ad essere protagonista di qualsivoglia azione internazionale: considerando la delicatezza dello scenario libico (dove francesi e inglesi hanno dimostrato, al tempo dell\u2019attacco al regime di Gheddafi, di giocare una partita in competizione con l\u2019Italia), la Russia di Putin pu\u00f2 svolgere un ruolo diretto sia in supporto di potenze regionali implicate nella crisi (in primis l\u2019Egitto del generale Al Sisi), sia di maggiore coinvolgimento per la stabilit\u00e0 del \u201cgrande medioriente\u201d (contro lo Stato Islamico, in Siria e Iraq, e per la trattativa sul nucleare iraniano).<\/p>\n<p>La partita che Roma deve giocare al Palazzo di vetro passa quindi per Mosca, oltre che per Washington, Parigi, Londra o Pechino: l\u2019invito (accettato) di Renzi a Putin per l\u2019Expo di Milano il 10 giugno \u00e8 il segnale che la \u201cpartnership privilegiata\u201d tra Russia e Italia pu\u00f2 tornare a funzionare davvero, sia per il <i>business <\/i>sia per la sicurezza del Mediterraneo.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli osservatori sono concordi nel considerare la visita del presidente del consiglio Matteo Renzi a Mosca del 5 marzo come un chiaro tentativo di rilanciare il ruolo internazionale dell\u2019Italia. Naturalmente lo stile e il protagonismo di Renzi caratterizza questa operazione \u201ctattica\u201d con valenze strategiche su diversi scenari, da quello ucraino, a quello mediorientale a quello [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[96,125,103,108,140],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29880"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=29880"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29880\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":62462,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29880\/revisions\/62462"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=29880"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=29880"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=29880"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}