{"id":29990,"date":"2015-03-19T00:00:00","date_gmt":"2015-03-18T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-nuovo-scacchiere-di-re-salman\/"},"modified":"2017-11-03T15:21:11","modified_gmt":"2017-11-03T14:21:11","slug":"il-nuovo-scacchiere-di-re-salman","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/03\/il-nuovo-scacchiere-di-re-salman\/","title":{"rendered":"Il nuovo scacchiere di re Salman"},"content":{"rendered":"<p>Visto dal trono saudita, il panorama mediorientale \u00e8 preoccupante. Mentre la Guardia rivoluzionaria di Teheran e le milizie sciite filo-iraniane avanzano in Siria e Iraq, la <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2952\" target= \"blank\"><b><u>capitale yemenita Sanaa<\/u><\/b><\/a> \u00e8 caduta nelle mani del movimento sciita degli Houthi, visto da Riyadh come un altro alleato dell\u2019Iran.<\/p>\n<p>Poco importa che il precedente sostegno saudita ai gruppi armati salafiti in Siria, e a un insostenibile <i>status quo<\/i> nello Yemen, sia in parte responsabile di questo esito, visto che ha provocato la reazione sciita. Un simile ragionamento non viene accettato a Riyadh, e non serve a placarne i timori.<\/p>\n<p>La sindrome da accerchiamento saudita \u00e8 completata dal <a href= \" https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2981\" target= \"blank\"><b><u>possibile accordo nucleare<\/u><\/b><\/a> fra Washington e Teheran, virtualmente in grado di riammettere l\u2019Iran nel consesso internazionale e di liberarne le enormi potenzialit\u00e0 economiche.<\/p>\n<p><b>Politica estera di re Salman<\/b><br \/>L\u2019ascesa regionale del nemico iraniano coincide con un momento di particolare debolezza per la monarchia saudita, dovuto all\u2019<a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2947\" target= \"blank\"><b><u>avvicendamento al trono<\/u><\/b><\/a>. Il neo-insediato re Salman ha modificato gli assetti politici interni, emarginando i principi fedeli al defunto re Abdullah.<\/p>\n<p>Il nuovo asse del potere, che passa per il vice erede al trono Mohammed bin Nayef e il figlio del re Mohammed bin Salman, si traduce in una nuova visione di politica estera fondata su tre punti chiave: il ricompattamento del fronte regionale sunnita contro il blocco filo-iraniano; la lotta all\u2019autoproclamato \u201cstato islamico\u201d, visto soprattutto come un pericolo per la stabilit\u00e0 interna del regno; la\u201cnon-ostilit\u00e0\u201d nei confronti della Fratellanza Musulmana, non pi\u00f9 considerata un nemico esistenziale.<\/p>\n<p>Questa visione \u00e8 rafforzata da una differente rete di relazioni personali che distingue la nuova leadership saudita dalla precedente. Lo scomparso re Abdullah aveva uno stretto rapporto con il presidente egiziano Abedel Fattah al-Sisi e con l\u2019alleato di quest\u2019ultimo, il principe ereditario di Abu Dhabi Mohammed bin Zayed. Re Salman ha invece legami di amicizia con Tamim bin Hamad, emiro del Qatar, sostenitore della Fratellanza e avversario di Al-Sisi.<\/p>\n<p>Visti gli interessi strategici in ballo, re Salman ha per\u00f2 confermato che l\u2019Egitto di Al-Sisi rimane un <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2914\" target= \"blank\"><b><u>pilastro<\/u><\/b><\/a> dell\u2019architettura di sicurezza del regno saudita. Ciononostante, il Cairo, non pu\u00f2 pi\u00f9 contare su un \u201cassegno in bianco\u201d con firma saudita.<\/p>\n<p><b>Se Erdo&#287;an e Al-Sisi facessero la pace<\/b><br \/>La nuova visione politica di re Salman si \u00e8 tradotta in un fervore diplomatico senza precedenti. A febbraio i leader arabi del Golfo sono giunti a Riyadh, su invito del sovrano saudita, dopo che il vice erede al trono Mohammed bin Nayef si era recato in Qatar espressamente per riallacciare i rapporti con l\u2019emiro Tamim.<\/p>\n<p>Ne \u00e8 emersa una posizione unitaria delle monarchie del Golfo a sostegno del deposto presidente yemenita Hadi, ma soprattutto la ripresa dei contatti fra i sauditi e il movimento Al-Islah, branca yemenita dei Fratelli Musulmani sostenuta dal Qatar e ostile agli Houthi.<\/p>\n<p>A cavallo tra febbraio e marzo, si sono poi avvicendati a Riyadh Al-Sisi e il presidente turco Racep Tayyip Erdo&#287;an. Obiettivo saudita era non solo riallacciare i rapporti con Ankara, altro sostenitore regionale della Fratellanza, ma addirittura tentare una riconciliazione fra il leader turco e quello egiziano &#8211; tentativo fallito, almeno per il momento.<\/p>\n<p><b>Congelare la guerra fredda intra-sunnita <\/b><br \/>Ritenendo urgente contrastare l\u2019avanzata iraniana in Siria, Iraq e Yemen, re Salman vuole \u201ccongelare\u201d il conflitto interno al fronte regionale sunnita,imperniato sui Fratelli Musulmani. Ci\u00f2 non significa affatto fare della Fratellanza un alleato, bens\u00ec un possibile interlocutore in realt\u00e0 particolari come quella yemenita.<\/p>\n<p>Per Riyadh questo vuol dire far fronte comune con Turchia e Qatar in Siria, rinviando a tempi successivi le divergenze sulla gestione dell\u2019opposizione anti-Assad. E vuol dire altres\u00ec smussare i contrasti fra Ankara e Doha da un lato, e il Cairo dall\u2019altro.<\/p>\n<p>Il dissidio che vede Turchia e Qatar contrapporsi all\u2019Egitto appare per\u00f2 difficilmente sanabile. Oltre a riguardare lo scontro politico interno fra il regime di Al-Sisi e la Fratellanza egiziana, tale contrapposizione ruota attorno ad Hamas a Gaza e al conflitto libico.<\/p>\n<p>Nella Striscia, Ankara e Doha sostengono il movimento islamico palestinese avversato da il Cairo, mentre in Libia appoggiano il governo di Tripoli, vicino alla branca locale della Fratellanza.<\/p>\n<p>A differenza del suo predecessore, schierato apertamente a fianco de il Cairo, re Salman sembra aver adottato una posizione pi\u00f9 defilata in Libia, per ridurre le tensioni nel fronte regionale sunnita. Egitto ed Emirati Arabi sostengono per\u00f2 i <a href= \" https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2975 \" target= \"blank\"><b><u>falchi<\/u><\/b><\/a> nel governo di Tobruk, rendendo ardua una <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2985\" target= \"blank\"><b><u>soluzione negoziale<\/u><\/b><\/a>.<\/p>\n<p>Se \u00e8 difficile pensare che la nuova politica saudita riuscir\u00e0 a sanare i dissidi intra-sunniti imperniati su Libia, Egitto e Gaza, la diplomazia di re Salman rischia di esacerbare lo scontro sunnita-sciita in Siria, Iraq e Yemen. Questo potrebbe mettere ulteriormente in pericolo la gi\u00e0 precaria stabilit\u00e0 regionale.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Visto dal trono saudita, il panorama mediorientale \u00e8 preoccupante. 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