{"id":30000,"date":"2015-03-19T00:00:00","date_gmt":"2015-03-18T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/futuro-incerto-dopo-la-vittoria-di-netanyahu\/"},"modified":"2017-11-03T15:21:11","modified_gmt":"2017-11-03T14:21:11","slug":"futuro-incerto-dopo-la-vittoria-di-netanyahu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/03\/futuro-incerto-dopo-la-vittoria-di-netanyahu\/","title":{"rendered":"Futuro incerto dopo la vittoria di Netanyahu"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019isteria nazionalista e l\u2019istigazione alla paura hanno avuto la meglio nelle elezioni israeliane: paura della minaccia esterna dell\u2019Iran e dell\u2019estremismo islamista che disgrega e insanguina il Medio Oriente; e paura del \u201cnemico interno\u201d &#8211; i cittadini arabi. <\/p>\n<p><b>Coalizione di centro-destra<\/b><br \/>La vittoria del Likud (30 seggi, un quarto del Parlamento israeliano) consente al premier uscente Benjamin Netanyahu di formare un governo con le due formazioni della destra annessionista, con il nuovo partito Kulanu &#8211; fuoruscito dal Likud e attento soprattutto ai temi della povert\u00e0 e delle disuguaglianze economico-sociali di cui soffrono strati vasti della societ\u00e0 israeliana &#8211; e infine con uno o due dei partiti religiosi.<\/p>\n<p>Sarebbe una coalizione simile a quella che govern\u00f2 Israele fra il 2009 e il 2013, senza pi\u00f9 il contrappeso importante dei partiti centristi di Yair Lapid e della Tzipi Livni, soprattutto della seconda, che, come negoziatrice con l\u2019Autorit\u00e0 palestinese e Ministro della Giustizia, ha cercato in questi due anni di condurre in porto &#8211; o almeno di salvare &#8211; la trattativa di pace e di bloccare la legislazione sullo \u201cstato-nazione\u201d, mirante a subordinare le norme della democrazia all\u2019ebraicit\u00e0 dello stato e ad attribuire alla legge ebraica uno status privilegiato.<\/p>\n<p>Anche per questo sul finire del 2014 Netanyahu aveva estromesso i due partiti dal governo e portato il paese alle elezioni anticipate in un modo che sembrava avventuristico. <\/p>\n<p>Il voto \u00e8 stato dominato dalla persona del premier uscente ed \u00e8 quasi stato un plebiscito sul suo conto. Netanyahu ha vinto, con la sua abilit\u00e0 tattica, nonostante sondaggi che sembravano testimoniare un umore diffuso nel paese di rigetto d\u2019un uomo che da troppo tempo domina l\u2019agone politico e che nell\u2019ultimo mese aveva inasprito in modo distruttivo i rapporti con l\u2019Amministrazione americana e acuito il pericoloso isolamento di Israele nel mondo.<\/p>\n<p>Un isolamento dovuto anche a un\u2019ostinata difesa dello status quo &#8211; l\u2019occupazione della Cisgiordania -, sotto la pressione dei partiti di destra e del movimento dei coloni, ormai 350.000, l\u00ec insediatisi.<\/p>\n<p>Negli ultimi giorni della campagna elettorale, Netanyahu ha affermato di respingere la soluzione \u201c a due stati\u201d, che presuppone la nascita di uno stato palestinese sovrano e in rapporti di buon vicinato con Israele, lungo confini vicini a quelli del \u201967 e con modifiche territoriali concordate fra le parti e con Gerusalemme, citt\u00e0 fisicamente unita, capitale dei due stati. <\/p>\n<p>Lo ha fatto contro i suoi stessi impegni pubblici di sei anni fa e la logica del negoziato con i palestinesi. Ha attaccato in modo virulento gli elettori arabi e la Lista araba unita, la nuova formazione che ha unito i quattro piccoli partiti arabi di Israele (Hadash, comunista, \u00e8 in realt\u00e0 un partito arabo-ebraico).<\/p>\n<p><b>Spostamento della societ\u00e0 israeliana verso posizioni nazionaliste<\/b><br \/>Lo slittamento a destra e l\u2019uso esagitato della retorica nazionalista gli hanno permesso di sottrarre voti ai partiti della destra estrema (i nazional-religiosi guidati da Naftali Bennet e i post-russi di Avigdor Lieberman) nonch\u00e9 allo Shas, il partito ultra-ortodosso di origine \u201cmizrachi\u201d, degli ebrei cio\u00e8 immigrati in Israele dai paesi arabi.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 importante riconoscere che \u00e8 in atto uno spostamento pi\u00f9 profondo e permanente della societ\u00e0 israeliana verso posizioni nazionaliste via via pi\u00f9 chiuse. <\/p>\n<p>Fenomeno dovuto a trasformazioni demografiche e sociali dello stesso Israele,  ma anche ad una reazione difensiva rispetto alla strada nichilista imboccata dai palestinesi : la seconda intifada del 2001-05, l\u2019inutile guerriglia armata di Hamas dalla striscia di Gaza, il rifiuto di Abu Mazen delle offerte ragionevoli di compromesso avanzate dal governo Olmert-Livni nel 2008.<\/p>\n<p>Non sono solo i 350.00 coloni negli insediamenti in Cisgiordania a rendere la soluzione \u201ca due stati\u201d sempre pi\u00f9 difficile sul terreno. C\u2019\u00e8 anche una vasta parte della societ\u00e0 &#8211; osserva Roger Cohen sul <i>New York Times<\/i> del 18 marzo &#8211; \u201cche ha rinunciato ai due stati e preferisce i palestinesi invisibili dietro il muro\u201d.<\/p>\n<p>Una parte imponente dell\u2019opinione pubblica in Israele pensa che la pace non sia davvero possibile e guarda ai palestinesi come a un nemico ingrato e irriducibile, ma che si pu\u00f2 contenere con un conflitto \u201ca bassa intensit\u00e0\u201d. <\/p>\n<p>Eppure la guerra distruttrice con Hamas dell\u2019estate scorsa, con il numero altissimo di vittime soprattutto civili e gli immani costi materiali, dimostra che il costo della non-pace \u00e8 enorme e che l\u2019illusione che i palestinesi accettino per l\u2019eternit\u00e0 un\u2019occupazione umiliante \u00e8 pericolosa, con effetti nefasti per la democrazia e la convivenza di ebrei ed arabi all\u2019interno stesso di Israele.<\/p>\n<p>.   <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019isteria nazionalista e l\u2019istigazione alla paura hanno avuto la meglio nelle elezioni israeliane: paura della minaccia esterna dell\u2019Iran e dell\u2019estremismo islamista che disgrega e insanguina il Medio Oriente; e paura del \u201cnemico interno\u201d &#8211; i cittadini arabi. Coalizione di centro-destraLa vittoria del Likud (30 seggi, un quarto del Parlamento israeliano) consente al premier uscente Benjamin [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[85,95,99],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30000"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=30000"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30000\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":63127,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30000\/revisions\/63127"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=30000"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=30000"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=30000"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}