{"id":30030,"date":"2015-03-21T00:00:00","date_gmt":"2015-03-20T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/le-spine-della-sicurezza-e-delleconomia\/"},"modified":"2017-11-03T15:21:10","modified_gmt":"2017-11-03T14:21:10","slug":"le-spine-della-sicurezza-e-delleconomia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/03\/le-spine-della-sicurezza-e-delleconomia\/","title":{"rendered":"Le spine della sicurezza e dell\u2019economia"},"content":{"rendered":"<p>La presenza di \u201cpeacekeeper\u201d russi in Transnistria, territorio moldavo filo-russo autoproclamatosi repubblica indipendente, non \u00e8 vista di buon occhio dal governo della confinante Ucraina, che teme mosse militari da parte della Russia a danno della propria sicurezza nazionale.<\/p>\n<p>Tale timore induce Kiev ad attuare misure di sicurezza sui confini transnistriani, come la costruzione di trincee (dall\u2019estate scorsa) e il pi\u00f9 recente dispiegamento della Guardia Nazionale e di volontari esperti (ed infiltrabili) gi\u00e0 combattenti nel Donbass.<\/p>\n<p>Tali azioni nascono dalla convinzione che la Transnistria possa costituire una minaccia militare per l\u2019Ucraina.<\/p>\n<p><b>Problemi di sicurezza della Transnistria<\/b><br \/>In realt\u00e0, non prendendo in considerazione i veterani riservisti della guerra del 1992, le truppe presenti nella regione non superano le 1.500\/2.000 unit\u00e0, sono tatticamente e logisticamente isolate, impossibilitate ad effettuare un normale e regolare ricambio degli effettivi e, soprattutto, vincolate al proprio primario obiettivo strategico (difesa di postazioni, obiettivi sensibili, armerie): ingenuo pensare che possano condurre operazioni militari sul territorio ucraino.<\/p>\n<p>\u00c8 molto pi\u00f9 naturale, invece, che sia la Transnistria a sentirsi minacciata e privata di un supporto difensivo adeguato da parte della Russia, per l\u2019isolamento logistico della regione. Anche per questo, i \u201cpeacekeeper\u201d russi sono impegnati da mesi in massicce esercitazioni, l\u2019ultima delle quali pu\u00f2 considerarsi preparatoria a scenari tipici di una guerra ibrida (esercitazione di piccoli gruppi tattici).<\/p>\n<p>I problemi della sicurezza s\u2019inseriscono in un contesto economico gi\u00e0 inizialmente non florido e che, a partire dall\u2019agosto 2014, va sensibilmente peggiorando, come ammette la stessa premier Tatiana Turanskaya.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 \u00e8 dovuto principalmente alla vicina crisi ucraina e alle misure commerciali e di sicurezza adottate dal governo di Kiev nei confronti della regione: annullamento dei contratti (energia elettrica, cemento, acciaio), aumento dei controlli alla frontiera e una campagna mediatica che mette in cattiva luce l\u2019economia locale, scoraggiando di conseguenza i partner ucraini dall\u2019intrattenere rapporti commerciali.<\/p>\n<p>A questo si aggiunge ovviamente il pesante deprezzamento del rublo russo che di fatto mette i produttori transnistriani nella condizione di non poter esportare con profitto n\u00e9 in Russia n\u00e9 in Ucraina.<\/p>\n<p>Lo stesso ricchissimo oligarca russo Alisher Usmanov ha lasciato la Transnistria e i propri interessi legati alla metallurgia e al cemento, cedendo a gennaio le proprie quote direttamente alle autorit\u00e0 di Tiraspol e lasciando in seria difficolt\u00e0 l\u2019economia della citt\u00e0 di Ribnita.<\/p>\n<p><b>La crisi economica<\/b><br \/>Il governo sta cercando di difendere il rublo transnistriano impedendone il cambio valutario, vietando l\u2019uscita della moneta dai confini nazionali e cercando di dotarsi di valuta forte (euro e dollari americani), abbandonando quindi la vecchia e ricorrente idea di adottare il rublo russo come moneta nazionale.<\/p>\n<p>Il deprezzamento del rublo russo nei confronti del rublo transnistriano rende pi\u00f9 costoso il sostegno all\u2019economia locale da parte della Russia, che di recente ha rifiutato per la prima volta di concedere un modesto aiuto (pari a circa 100 milioni di dollari) al governo di Tiraspol, non garantendo pi\u00f9 l\u2019integrazione in rubli russi alle pensioni sociali.<\/p>\n<p>La stessa Gazprom, pur non sollecitandone il pagamento, vanta crediti nei confronti di Tiraspol pari a circa 5 miliardi di dollari dovuti alle forniture di gas erogate nel corso degli anni.<\/p>\n<p>La legge finanziaria 2015 prevede uscite quadruple delle entrate e in assenza di un aiuto economico da parte della Russia il governo di Tiraspol sar\u00e0 costretto a operare drastici tagli alla spesa sociale, licenziamenti in massa, aumenti delle tasse e introduzione di nuovi balzelli.<\/p>\n<p>Le gi\u00e0 bassissime pensioni sono state dimezzate e l\u2019erogazione degli stipendi ai dipendenti pubblici \u00e8 attualmente garantita solo a Tiraspol, Dubasari e Ribnita.<\/p>\n<p>La crisi ucraina comporta pesanti contraccolpi sul sistema economico e sociale dell\u2019autoproclamato stato separatista e genera diffidenza, incrementando ulteriormente l\u2019isolamento che da oltre 20 anni contraddistingue la regione.<\/p>\n<p>La desolante situazione economica pu\u00f2, infine, innescare un pericoloso malcontento sociale potenzialmente aggravato da divisioni etnico-linguistiche su cui movimenti politici ultranazionalisti potrebbero irresponsabilmente giocare.<\/p>\n<p>Lo sa bene il governo di Tiraspol che teme infiltrazioni esterne e che pertanto aumenta i controlli alle proprie frontiere sia orientali che occidentali e riorganizza l\u2019organico dei propri servizi informativi e di sicurezza.<\/p>\n<p>Come lo sa bene il governo di Kiev che teme un attivismo terroristico nella provincia di Odessa; e lo sa bene il governo di Chisinau, che non pu\u00f2 chiudere le frontiere (significherebbe riconoscere indirettamente la sovranit\u00e0 di Tiraspol), ma \u00e8 in costante apprensione per la propria popolazione residente nella regione.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La presenza di \u201cpeacekeeper\u201d russi in Transnistria, territorio moldavo filo-russo autoproclamatosi repubblica indipendente, non \u00e8 vista di buon occhio dal governo della confinante Ucraina, che teme mosse militari da parte della Russia a danno della propria sicurezza nazionale. 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