{"id":30050,"date":"2015-03-23T00:00:00","date_gmt":"2015-03-22T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lunione-energetica-alla-prova-dei-28\/"},"modified":"2017-11-03T15:21:09","modified_gmt":"2017-11-03T14:21:09","slug":"lunione-energetica-alla-prova-dei-28","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/03\/lunione-energetica-alla-prova-dei-28\/","title":{"rendered":"L\u2019Unione energetica alla prova dei 28"},"content":{"rendered":"<p>La scorsa settimana il Consiglio europeo presieduto dal polacco Donald Tusk si \u00e8 espresso sul contenuto della comunicazione sull\u2019Unione energetica presentata il 25 febbraio dal vicepresidente della Commissione europea Maro\u0161 \u0160ef&#269;ovi&#269;.<\/p>\n<p>L\u2019idea dell\u2019<a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2973\" target= \"blank\"><b><u>Unione energetica<\/u><\/b><\/a> &#8211; sulla quale l\u2019Esecutivo guidato da Jean-Claude Juncker ha investito notevole capitale politico &#8211; \u00e8 stata lanciata proprio dallo stesso Tusk lo scorso aprile, quand\u2019era ancora premier polacco, alla luce dell\u2019acuirsi del conflitto in Ucraina e dai possibili rischi per gli approvvigionamenti energetici ai paesi dell\u2019Europa centrale.<\/p>\n<p>Nelle loro conclusioni, i capi di Stato e governo dei 28 Stati Ue hanno sostanzialmente avallato quanto proposto dalla Commissione nella comunicazione, ribadendo l\u2019impegno verso le cinque priorit\u00e0 d\u2019azione per l\u2019Unione energetica: sicurezza energetica, solidariet\u00e0 e fiducia; piena integrazione del mercato europeo dell&#8217;energia; efficienza energetica per contenere la domanda; de-carbonizzazione dell&#8217;economia; ricerca, innovazione e competitivit\u00e0.<\/p>\n<p>Pur sottolineando la necessit\u00e0 di rafforzare l\u2019azione dell\u2019Ue in materia, il Consiglio europeo non ha per\u00f2 mancato di ricordare la sovranit\u00e0 degli Stati membri e il loro diritto di definire autonomamente i mix energetici nazionali, un elemento che in qualche modo rischia di limitare la portata innovativa dell\u2019Unione energetica stessa.<\/p>\n<p><b>Il gas (e la Russia) elementi centrali<\/b><br \/>Il protrarsi della crisi ucraina e l\u2019incerto destino degli approvvigionamenti di gas russo pesano, eccome, sulle scelte del Consiglio europeo. Non \u00e8 un caso che il primo tema trattato nelle conclusioni sia la realizzazione di progetti infrastrutturali, in particolar modo le interconnessioni per il trasporto dell\u2019elettricit\u00e0 e del gas nelle regioni periferiche del continente, quelle pi\u00f9 vulnerabili in caso di interruzioni degli approvvigionamenti energetici.<\/p>\n<p>In quest\u2019ottica l\u2019Unione energetica dovr\u00e0 garantire la totale conformit\u00e0 alle normative Ue degli accordi per la fornitura di gas tra Stati membri e paesi terzi, rafforzando misure di coordinamento e trasparenza pur nel rispetto delle esigenze di confidenzialit\u00e0 e segretezza fondamentali per un settore complesso come quello energetico.<\/p>\n<p>Tali misure, ha sottolineato lo stesso Tusk, potranno prevenire pratiche di abuso di posizione dominante contrarie al diritto europeo da parte di fornitori esterni (c\u2019\u00e8 chi legge qui Gazprom), rafforzando concretamente la sicurezza energetica dell\u2019Ue.<\/p>\n<p>Poco o nulla di fatto, invece, per gli acquisti collettivi di gas, uno dei principali cavalli di battaglia dell\u2019ex premier polacco.L\u2019idea di un acquirente europeo rimane per ora in naftalina, mentre si prospetta la creazione di meccanismi volontari che permettano agli Stati membri di aggregare la propria domanda al fine rafforzare il potere negoziale nei confronti dei fornitori pur rispettando le regole europee della concorrenza.<\/p>\n<p><b>Mercato s\u00ec, ma con un occhio alla sicurezza<\/b><br \/>Tra gli obiettivi del Consiglio europeo non poteva mancare il rafforzamento dei meccanismi di mercato attraverso la completa implementazione e la rigorosa applicazione della legislazione europea in materia energetica. Nulla di nuovo sotto il sole, pertanto, e nessun forte riferimento alla competitivit\u00e0 del sistema e alla riduzione del costo dell\u2019energia in Europa.<\/p>\n<p>Il tema dei costi per cittadini e imprese viene trattato in modo tangenziale affrontando la spinosa questione del modello d\u2019integrazione delle rinnovabili nel mercato elettrico europeo.<\/p>\n<p>Le conclusioni sottolineano correttamente la necessit\u00e0 di elaborare un modello decisamente pi\u00f9 flessibile ed efficiente di quello attuale &#8211; ponendo l\u2019accento sul contributo delle cooperazioni regionali -, che da un lato rispetti le regole europee in materia di aiuti di stato ma che dall\u2019altro non vada a incidere sulla libert\u00e0 degli stati membri di definire in autonomia il loro mix energetico.<\/p>\n<p>Significativa l\u2019attenzione prestata al rafforzamento del frame work regolatorio per garantire agli Stati membri la sicurezza degli approvvigionamenti di gas ed elettricit\u00e0. Reti energetiche pi\u00f9 robuste, maggiore attenzione all\u2019efficienza energetica e sviluppo delle risorse domestiche sono gli ingredienti principali della ricetta del Consiglio europeo per un mercato orientato in primo luogo alla sicurezza energetica.<\/p>\n<p><b>Un\u2019Europa energeticamente sostenibile<\/b><br \/>Non potevano infine mancare i riferimenti alla sostenibilit\u00e0, per un\u2019Unione che mira a consolidare il suo ruolo di guida globale sui temi delle politiche ambientali e che punta forte sulla sua diplomazia climatica in vista della COP21 di Parigi.<\/p>\n<p>In questo contesto, sar\u00e0 necessario utilizzare gli strumenti dell\u2019Unione energetica per sviluppare una solida e coerente legislazione in materia di emissioni, efficienza e rinnovabili sulla base degli obiettivi fissati al 2030.<\/p>\n<p>Significativo il riconoscimento da parte del Consiglio europeo della necessit\u00e0 di implementare un sistema di governance efficace e trasparente, un elemento cruciale per il futuro di ogni ambizione europea in materia di energia, ma che finora non \u00e8 stato trattato a dovere n\u00e9 dalla Commissione n\u00e9 dagli Stati membri nei loro precedenti incontri.<\/p>\n<p>Infine, viene sottolineata l\u2019importanza della dimensione tecnologica dell\u2019Unione energetica, un elemento di assoluta novit\u00e0 inserito tra le priorit\u00e0 d\u2019azione nel documento redatto dalla Commissione Juncker.<\/p>\n<p>Gli Stati membri invitano l\u2019Ue a sviluppare una strategia per la tecnologia e l\u2019innovazione nei settori dell\u2019energia e del clima, un elemento di grande rilevanza non soltanto in ambito interno per ridurre e razionalizzare consumi ed emissioni, ma anche per consolidare leadership europea nel settore in vista dell\u2019appuntamento di Parigi e delle strategie post-2020.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La scorsa settimana il Consiglio europeo presieduto dal polacco Donald Tusk si \u00e8 espresso sul contenuto della comunicazione sull\u2019Unione energetica presentata il 25 febbraio dal vicepresidente della Commissione europea Maro\u0161 \u0160ef&#269;ovi&#269;. L\u2019idea dell\u2019Unione energetica &#8211; sulla quale l\u2019Esecutivo guidato da Jean-Claude Juncker ha investito notevole capitale politico &#8211; \u00e8 stata lanciata proprio dallo stesso Tusk [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[86,108,140],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30050"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=30050"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30050\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":62107,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30050\/revisions\/62107"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=30050"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=30050"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=30050"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}