{"id":30080,"date":"2015-03-26T00:00:00","date_gmt":"2015-03-25T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/yemen-la-guerra-cresce-e-si-complica\/"},"modified":"2017-11-03T15:21:08","modified_gmt":"2017-11-03T14:21:08","slug":"yemen-la-guerra-cresce-e-si-complica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/03\/yemen-la-guerra-cresce-e-si-complica\/","title":{"rendered":"Yemen, la guerra cresce e si complica"},"content":{"rendered":"<p>Il Colonnello egiziano Hosny Amin aveva combattuto ben quattro guerre nel corso della sua vita militare. Tre erano state contro Israele, nel &#8217;56 , nel &#8217;67 e nel &#8217;73 e della sua partecipazione a tutti e tre i conflitti &#8211; specie al terzo, la &#8220;guerra dello Yom Kippur&#8221; degli israeliani che in Egitto \u00e8 invece la &#8220;vittoria del Ramadan&#8221;- Hosny andava fiero. <\/p>\n<p>Il vecchio soldato ricordava invece come un errore politico, rapidamente trasformatosi in un incubo militare, la quarta guerra, quella dello Yemen, che coinvolse l&#8217;Egitto nasseriano dal 1962 al 1969.<\/p>\n<p>&#8220;L&#8217;intervento &#8211; soleva dire &#8211; fu sin dall&#8217;inizio uno sbaglio che contrappose arabi ad arabi. La lotta si rivel\u00f2 molto pi\u00f9 dura e sanguinosa del previsto. Le trib\u00f9 zaidite della montagna che sostenevano l&#8217;Imam El Badr, contro cui noi combattevamo, erano formate da guerrieri duri e sperimentati. Noi eravamo sunniti e loro sciiti, galvanizzati dal fatto che a guidarli ci fosse un discendente del profeta&#8230; Da un certo punto in poi, da entrambe le parti, non ci fu pi\u00f9 spazio n\u00e9 per l&#8217;onore n\u00e9 per la misericordia. Noi arrivammo ad usare i gas&#8230;.&#8221;. <\/p>\n<p><b>Successi dei ribelli e risposta saudita<\/b><br \/>Oggi, i ribelli &#8220;houti &#8221; dello Yemen, che gi\u00e0 controllavano la parte nord est del paese, avrebbero ripreso l&#8217;offensiva e starebbero procedendo ulteriormente verso sud. Potrebbero anche essere riusciti, tra l&#8217;altro, ad impadronirsi del legittimo Presidente del Paese, sulla cui testa avevano posto da tempo una taglia che rasentava i centomila euro. Una cifra che pu\u00f2 forse apparirci ridicola ma che certo pu\u00f2 rivestire una notevole attrattiva per guerrieri tribali di uno Yemen in cui circa dieci milioni di persone vivono, secondo le stime delle Nazioni Unite, al di sotto della soglia minima di povert\u00e0.<\/p>\n<p>Nel frattempo truppe dell&#8217;Arabia Saudita e dei paesi appartenenti al Consiglio di Cooperazione del Golfo si stanno ammassando alla frontiera nord del paese in attesa di una Risoluzione Onu che permetta loro di intervenire in Yemen sotto una veste di legittimit\u00e0 internazionale ed &#8220;in sostegno del Presidente e del Governo legittimo del Paese&#8221;. <\/p>\n<p>Lo sdegno della coalizione \u00e8 diretto, oltre che verso i ribelli yemeniti, anche verso l&#8217;Iran che Arabia Saudita e CCG accusano di essere stato, se non l&#8217;istigatore, perlomeno il maggior sostenitore della rivolta. Teheran non ha infatti lesinato n\u00e9 appoggi n\u00e9 finanziamenti al movimento houti sin dalla sua fondazione, nel 2004 <\/p>\n<p>Il conflitto in atto nello Yemen, che sino ad ora aveva rivestito le caratteristiche di una guerra civile, rischia cos\u00ec di fare un decisivo salto di qualit\u00e0. Si tratta di una prospettiva di cui appaiono convinti anche gli Usa che hanno gi\u00e0 provveduto a ritirare dal teatro tutto il loro personale militare, anche se ci\u00f2 ha significato perdere i materiali e gli armamenti che avevano fatto arrivare nel paese.<\/p>\n<p><b>Una guerra che \u00e8 anche storia antica<\/b><br \/>Sembra quindi che lo Yemen stia rapidamente avviandosi a divenire uno dei punti maggiormente caldi di quella terza guerra mondiale che, qualche tempo fa, con una visione strategica molto pi\u00f9 lucida e profonda di quella della maggior parte dei leader politici, il Sommo Pontefice dichiarava essere da tempo gi\u00e0 in atto.<\/p>\n<p>\u00c8 indubbio che uno dei fuochi di questo scontro sia costituito dal contrasto tra gli sciiti ed i sunniti. Una ostilit\u00e0 reciproca che, dopo aver covato per lungo tempo sotto la cenere, \u00e8 ora oggetto di una di quelle periodiche esplosioni che la hanno caratterizzata nel corso di quattordici secoli. Tra l&#8217;altro esaurendosi sempre per dissanguamento di entrambe le parti e senza che alcuna di esse potesse dichiararsi incontrastata vincitrice. <\/p>\n<p>Rientrano nella grande cornice di tale scontro la sanguinosa rivolta dei sunniti siriani contro il regime \u201csciita\u201d alawita in Siria, la rivolta sciita nel Bahrein che l&#8217;Arabia Saudita soffoc\u00f2 rapidamente manu militari, l&#8217;instaurazione di un Califfato sunnita siro\/irakeno e via di questo passo. A suo modo anche la vicinanza politica attuale fra Israele, la Turchia e l&#8217;Arabia Saudita, pu\u00f2 essere vista nella medesima ottica, come frutto di una visione che \u00e8 in pari tempo anti-sciita ed anti-iraniana per tutti e tre i paesi interessati.<\/p>\n<p>Se le Nazioni Unite daranno il via libera, l&#8217;Araba Saudita ed il Consiglio di Cooperazione del Golfo sperano ora di poter ripetere anche nello Yemen la stessa operazione di repressione del campo sciita effettuata a suo tempo con successo in Bahrein. Ci sono per\u00f2 da tenere presenti numeri e rapporti di forza ben diversi.<\/p>\n<p><b>Questa non sar\u00e0 una guerra facile e rapida<\/b><br \/>Dei ventiquattro milioni di yemeniti infatti ben dieci sono di religione sciita zaidita e il movimento houti, che li rappresenta, pu\u00f2 gi\u00e0 disporre in questo momento di circa centomila combattenti, reali o potenziali. Se domani lo scontro assumesse la natura di una resa dei conti fra i seguaci delle due maggiori movenze religiose dell&#8217;Islam, il numero di coloro disposti a battersi aumenterebbe rapidamente, come \u00e8 del resto logico che avvenga in un paese in cui gli uomini sono rimasti guerrieri sino a ieri ed in cui ancora oggi ciascuno porta alla cintura la jiambija, il micidiale pugnale ricurvo simbolo dell&#8217;onore e del coraggio individuale.<\/p>\n<p>Un eventuale intervento saudita nello Yemen sarebbe quindi ben lontano da quelle &#8220;operazioni chirurgiche&#8221; che caratterizzano molto spesso le dichiarazioni del prima per non essere poi mai tali nella realt\u00e0&#8217; del dopo. Sauditi e paesi del Gulf Cooperation Council si troverebbero invece di fronte gli stessi guerrieri di cui parlava il Colonnello Hosny Amin, finendo con l&#8217;essere travolti in uno scontro che certo potrebbero vincere, ma non nel corto periodo n\u00e9 prima che sia sparito in ciascuna delle due parti contrapposte ogni residuo di misericordia ed onore.<\/p>\n<p><b>I dilemmi occidentali<\/b><br \/>Ci\u00f2 detto, rimane un interrogativo, che per noi occidentali resta fondamentale. Considerato come gli scontri di questa terza guerra mondiale vadano estendendosi e come essi investano aree essenziali per la sopravvivenza energetica dell&#8217;Occidente c&#8217;\u00e8 infatti da chiedersi sino a quando potremo permetterci il lusso di non decidere, continuando con la politica di &#8220;un colpo al cerchio ed uno alla botte&#8221;. <\/p>\n<p>Blandendo cio\u00e8 con una mano l&#8217;Iran, nell&#8217;idea che nell&#8217;area siro\/irakena esso ci sia indispensabile per distruggere l&#8217;Isis, mentre con l&#8217;altra lasciamo invece via libera nella penisola arabica, per ragioni di opportunit\u00e0 energetica, a chi spera di ripulire rapidamente da ogni presenza sciita quello che considera come il proprio backyard.<\/p>\n<p>Anche in questo caso forse dovremmo prendere esempio dal Sommo Pontefice che ha reagito a tutte le minacce estremiste di un attacco portato a Roma, nel cuore stesso della cristianit\u00e0, assumendo lui l&#8217;iniziativa e proclamando un Anno Santo straordinario. Una decisione che, se da un lato innalza il valore simbolico dell&#8217;obiettivo minacciato, dall&#8217;altro, proprio per quello, dimostra con estrema chiarezza come si possa e si debba avere il coraggio di rimanere sempre arbitri del proprio destino, rifiutando di farcelo imporre da altri per incapacit\u00e0, per inerzia o, peggio, per paura.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Colonnello egiziano Hosny Amin aveva combattuto ben quattro guerre nel corso della sua vita militare. 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