{"id":30090,"date":"2015-03-26T00:00:00","date_gmt":"2015-03-25T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-piano-italiano-per-uscire-dallempasse\/"},"modified":"2017-11-03T15:21:08","modified_gmt":"2017-11-03T14:21:08","slug":"il-piano-italiano-per-uscire-dallempasse","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/03\/il-piano-italiano-per-uscire-dallempasse\/","title":{"rendered":"Il piano italiano per uscire dall\u2019empasse"},"content":{"rendered":"<p>Non sar\u00e0 ancora una svolta, ma il cambio di passo c\u2019\u00e8 ed \u00e8 gi\u00e0 un buon inizio. Sul tavolo dell\u2019ultimo <a href= \"http:\/\/www.consilium.europa.eu\/en\/meetings\/jha\/2015\/03\/st07178_en15_pdf\/\" target= \"blank\"><b><u>Consiglio Affari Interni dell\u2019Unione<\/u><\/b><\/a>, \u00e8 arrivato il piano italiano per fronteggiare l\u2019aumento dei flussi migratori dalla sponda Sud del Mediterraneo.<\/p>\n<p>Un traguardo raggiunto con il sostegno diplomatico del capo della diplomazia Ue Federica Mogherini e del commissario agli Affari interni DimitrisAvramopoulos, autori di una <a href= \"http:\/\/www.neurope.eu\/article\/mogherini-and-avramopoulos-letter-migration-full-text\" target= \"blank\"><b><u>lettera<\/u><\/b><\/a> indirizzata ai ministri degli Affari esteri europei, per sollecitare \u201cuna forte azione politica e una risposta operativa\u201d al numero crescente di persone che continuano a partire dalle coste libiche in condizioni di estrema vulnerabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Un monito raccolto senza indugi dal governo italiano, consapevole che i <a href= \"http:\/\/www.cir-onlus.org\/index.php?option=com_content&#038;view=article&#038;id=1631:presidente-cir-zaccaria-sono-importanti-le-parole-tolleranza-e-liberta-ma-dobbiamo-anche-aggiungere-solidarieta-ed-accoglienza&#038;catid=45:ultime-news-2&#038;lang=it&#038;Itemid=143\" target= \"blank\"><b><u> 9 mila migranti<\/u><\/b><\/a> sbarcati sulle coste meridionali dall\u2019inizio dell\u2019anno &#8211; circa il 43% in pi\u00f9 rispetto allo stesso periodo 2014 &#8211; potrebbero aumentare con la primavera, esponendo i migranti a rischi crescenti.<\/p>\n<p>I dati parlano chiaro. Dall\u2019inizio dell\u2019anno, ha documentato <a href= \"http:\/\/unhcr.it\/news\/lunhcr-presenta-proposte-per-lazione-europea-nel-mediterraneo\" target= \"blank\"><b><u> l\u2019Alto Commissariato Onu per i Rifugiati<\/u><\/b><\/a>, circa 470 migranti hanno perso la vita nel Mar Mediterraneo, rispetto ai 15 scomparsi nello stesso periodo dello scorso anno. Un\u2019 ecatombe annunciata che ha spinto il ministro dell\u2019Interno Alfano ad accelerare la diffusione del <a href= \"http:\/\/www.interno.gov.it\/it\/notizie\/alfano-campi-africa-dove-fare-screening-dei-richiedenti-asilo\" target= \"blank\"><b><u>piano italiano<\/u><\/b><\/a> o per uscire dall\u2019empasse. \u201cLa nostra idea \u00e8 di costituire dei campi in Africa, sull&#8217;altra sponda del Mediterraneo, in modo tale che l\u00ec si facciano le richieste d&#8217;asilo e che l\u00ec si dica s\u00ec o no. Coloro a cui si dice no restano l\u00ec, gli altri ovviamente devono essere ripartiti e divisi in modo equo fra tutti i Paesi europei\u201d.<\/p>\n<p><b>Una gestione europea, ripensando Dublino<\/b><br \/>Linea che espressa con altre parole implicherebbe una gestione europea del dossier immigrazione che poggi allo stesso tempo sulla condivisione degli oneri connessi alla concessione della protezione umanitaria e sul rafforzamento della cooperazione con i paesi di provenienza e transito.<\/p>\n<p>Obiettivi ambiziosi, gi\u00e0 lanciati dal recente <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2897\" target= \"blank\"><b><u> processo di Karthoum<\/u><\/b><\/a>, che l\u2019Italia punta a portare avanti in sinergia con organizzazioni umanitarie multilaterali, come l\u2019Alto Commissariato Onu per i Rifugiati (Unhcr) e l\u2019Organizzazione Mondiale per le migrazioni (Oim), organizzazioni storicamente impegnate in missioni umanitarie e non di polizia.<\/p>\n<p>La priorit\u00e0 \u00e8 evitare altre morti nel Canale di Sicilia. Per fare questo la proposta italiana punta ad offrire ai migranti un canale di ingresso in Europa regolare e alternativo basato su un sistema di \u201csafeharbours\u201d: centri di raccolta localizzati in Niger, Sudan e Tunisia da cui  i richiedenti asilo potrebbero inoltrare la loro domanda al paese Ue prescelto, dove verrebbero poi trasferiti se la loro richiesta venisse accolta.<\/p>\n<p>Se approvato, il piano italiano implicherebbe un radicale ripensamento del sistema di Dublino e darebbe sostanza alla stringente necessit\u00e0 di potenziare il <i>burdensharing<\/i>, l\u2019equa distribuzione dei titolari di protezione umanitaria tra tutti i 28 Stati membri dell\u2019Ue.<\/p>\n<p><b>L\u2019ipotesi italiana, dettagli e criticit\u00e0<\/b><br \/>Nell\u2019ipotesi italiana, i centri potrebbero essere realizzati sulla base dei programmi di protezione regionale, iniziative di assistenza comunitaria lanciate nel 2005 per potenziare le capacit\u00e0 di protezione offerte dai paesi terzi che fungono da paesi di provenienza e transito verso l\u2019Unione.<\/p>\n<p><a href= \"http:\/\/ec.europa.eu\/dgs\/home-affairs\/what-we-do\/policies\/asylum\/external-aspects\/index_en.htm\" target= \"blank\"><b><u>Gi\u00e0 nel 2010<\/u><\/b><\/a> la Commissione aveva esteso questo tipo di intervento ai paesi del Corno d\u2019Africa e del Maghreb con l\u2019obiettivo di \u201cmigliorare la protezione dei rifugiati attraverso soluzioni durature, come il ritorno, l&#8217;integrazione locale e il re-insediamento\u201d.<\/p>\n<p>Ambizioni che hanno vacillato sia per la fragilit\u00e0 degli interlocutori istituzionali delle due regioni, sia per l\u2019assenza di coerenza tra il livello d\u2019intervento locale, nazionale e regionale, con i programmi e le iniziative sviluppate dall\u2019Ue per garantire protezione ai migranti ospitati nei paesi terzi.<\/p>\n<p>Adesso l\u2019Italia ci riprova, integrando la marcata esternalizzazione delle politiche migratorie di quel programma, con la possibilit\u00e0 di richiedere la protezione direttamente dai paesi di transito. Da qui i migranti dovrebbero essere ridistribuiti in Europa con ricollocamenti su base volontaria o altri canali legali, compresi i visti umanitari.<\/p>\n<p>Un cambio di strategia non da poco e che destabilizzerebbe alle radici il sistema d\u2019asilo vigente ad oggi basato sul regolamento  <a href= \"http:\/\/eur-lex.europa.eu\/LexUriServ\/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2013:180:0031:0059:IT:PDF\" target= \"blank\"><b><u> Dublino III del 2013<\/u><\/b><\/a>. Atto che impone al primo stato europeo raggiunto dal migrante di farsi carico della responsabilit\u00e0 dell\u2019esame della domanda d&#8217;asilo.<\/p>\n<p>Per ora la proposta italiana avrebbe gi\u00e0 incassato l&#8217;appoggio di Francia e Germania. Sostegni di peso, senza dubbio, ma che potrebbero non bastare per vincere lo scetticismo delle cancellerie capeggiate da molti dei paesi di recente ingresso nell\u2019Ue.<\/p>\n<p><b>L\u2019appoggio franco-tedesco, le riottosit\u00e0 dell\u2019Est<\/b><br \/>Riottosit\u00e0 sintetizzate perfettamente dal ministro lettone Rihard Koslovskis, presidente di turno del Consiglio dei Ministri dell\u2019Ue che ha commentato la proposta italiana con un cauto \u201cLe posizioni sono ancora divergenti\u201d. Alfano ha rilanciato l\u2019inderogabilit\u00e0 della questione. \u201cE\u2019dovere della comunit\u00e0 internazionale trovare una soluzione. La strada diplomatica  resta quella principale. Se non si risolve la questione libica \u00e8 inutile parlare di immigrazione con la speranza di bloccare le partenze\u201d.<\/p>\n<p>Valutazioni condivise in toto da Vincent Cochetel, direttore del Bureau UnHcr per l\u2019Europa <a href= \"http:\/\/www.unhcr.it\/news\/lunhcr-presenta-proposte-per-lazione-europea-nel-mediterraneo\" target= \"blank\"><b><u>che ha ammonito<\/u><\/b><\/a>:\u201cIl mantenimento dello status quo non \u00e8 un&#8217;opzione praticabile. Non agire di fronte a queste sfide comporta solamente la morte di altre persone\u201d.<\/p>\n<p>Una partita aperta, per ora, che con potrebbe restare aperta almeno fino al prossimo maggio, quando la Commissione europea dovrebbe varare la nuova Agenda per l\u2019immigrazione, finalizzata a rendere pi\u00f9 efficace l\u2019asilo, gestire meglio l\u2019immigrazione regolare, combattere quella irregolare e rafforzare la protezione delle frontiere esterne.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non sar\u00e0 ancora una svolta, ma il cambio di passo c\u2019\u00e8 ed \u00e8 gi\u00e0 un buon inizio. Sul tavolo dell\u2019ultimo Consiglio Affari Interni dell\u2019Unione, \u00e8 arrivato il piano italiano per fronteggiare l\u2019aumento dei flussi migratori dalla sponda Sud del Mediterraneo. 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