{"id":30100,"date":"2015-03-26T00:00:00","date_gmt":"2015-03-25T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/tunisia-sicurezza-e-democrazia-questioni-irrisolte\/"},"modified":"2017-11-03T15:21:09","modified_gmt":"2017-11-03T14:21:09","slug":"tunisia-sicurezza-e-democrazia-questioni-irrisolte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/03\/tunisia-sicurezza-e-democrazia-questioni-irrisolte\/","title":{"rendered":"Tunisia, sicurezza e democrazia questioni irrisolte"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019attacco al museo del Bardo ha attirato i riflettori sulla Tunisia, ma durante la transizione la sicurezza non ha mai cessato di essere un problema in questo paese. <\/p>\n<p>A misura che il partito islamista, sotto la guida di Rachid Ghannouchi, veniva costretto a scegliere un percorso moderato dagli eventi (come l\u2019estromissione dal governo dei Fratelli Mussulmani per mano dei militari egiziani), le ali e frange non moderate dell\u2019islamismo tunisino, nel partito e fuori, si sono estremizzate e si sono sempre pi\u00f9 organizzate come un movimento politico di opposizione violenta.<\/p>\n<p>Per un lungo periodo, il partito islamista Ennahda, allora al governo, condusse una politica di tolleranza verso le sue frange estreme, del tipo \u201ccompagni che sbagliano\u201d, nella fiducia di convincerli a pazientare nell\u2019attesa che il livello di consapevolezza sociale si adeguasse alle finalit\u00e0 di islamizzazione del partito. <\/p>\n<p>Questo, assieme al deterioramento delle condizioni socio-economiche del paese, \u00e8 stato uno dei grandi errori che ha tolto il potere ad Ennahda e favorito l\u2019ascesa di Essebsi e dei secolaristi di NidaaTounes al governo.<\/p>\n<p><b>Da compagni che sbagliano ad al-qaidisti e jihadisti<\/b><br \/>Oggi ogni legame fra Ennahda e l\u2019estremismo di Ansar al-Sharia \u00e8 caduto. Nel frattempo, per\u00f2, un movimento estremista agli inizi limitato si \u00e8 ingrossato, diffuso e radicalizzato soprattutto a causa dell\u2019influenza crescente del contesto regionale. <\/p>\n<p>Dal 2011 ad oggi, i giovani islamisti tunisini, via via delusi dal \u201cparlamentarismo\u201d di Ennahda e Ghannouchi sono emigrati a combattere nella Mezzaluna Fertile, prima in Siria con l\u2019ala al-qaidista di Jabath al-Nousra e altre organizzazioni salafite, poi con lo Stato Islamico di al-Baghdadi in Iraq e Siria. Esistono varie valutazioni dei combattenti tunisini all\u2019estero, siano essi propriamente jihadisti o meno: dai 3000 ai 4000. Di questi, alla fine del 2014, si valutava che 400 circa fossero tornati.<\/p>\n<p>Accanto ai reduci del jihadismo regionale militante, il movimento di ribellione interna non ha cessato di ingrossarsi, specialmente nel sud del paese e nella regione di Kasserine, al confine con l\u2019Algeria, in virt\u00f9 delle influenze e delle interazioni con il movimento jihadista saheliano, in particolare AQIM, Al-Qaida nel Maghreb. <\/p>\n<p>Poco riportati dai media, gli scontri con le forze dell\u2019ordine sono ormai endemici. Numerose le vittime fra la polizia di stato. Un ultimo scontro si \u00e8 svolto pochi giorni prima dell\u2019attacco al museo del Bardo, che gli ha dato la risonanza internazionale che generalmente questa guerra lontana non riesce ad avere.<\/p>\n<p><b>L\u2019attacco al Museo un salto qualitativo<\/b><br \/>L\u2019attacco al museo del Bardo segna un ulteriore progresso dell\u2019estremismo tunisino sotto l\u2019influenza del contesto regionale: l\u2019attacco \u00e8 sicuramente collegato al diffondersi dell\u2019influenza diretta e indiretta dello Stato Islamico nel Nord Africa: dal Sinai, alla Libia, ora alla Tunisia. <\/p>\n<p>Questo salto qualitativo non avviene come un\u2019estensione diretta delle forze dello Stato Islamico, bens\u00ec come risultato del suo prestigio e de suo successo. Bastano alcuni emissari, che trovano in loco dei reduci e una massa di giovani attirati daI prestigio, dalle armi e dagli altri mezzi che lo Stato Islamico riesce a mettere a disposizione delle reclute e dal soldo che distribuisce.<\/p>\n<p>Di fronte a questi sviluppi la compagine civile e politica della Tunisia, come hanno dimostrato le reazioni all\u2019attacco del museo del Bardo, \u00e8 destinata a mostrarsi di gran lunga pi\u00f9 compatta e consistente di quella di altri paesi arabi e sar\u00e0, da sola, un argine potente al fanatismo dei jihadisti e al loro uso spregiudicato del terrore. <\/p>\n<p>Tuttavia, da un lato, l\u2019escalation del fanatismo islamista in Tunisia e la sua maggiore integrazione nel contesto regionale non varr\u00e0 certo a facilitare la difficile fase di transizione alla democrazia che si \u00e8 inaugurata con le elezioni e la nomina del governo di HabibEssid. <\/p>\n<p>Dall\u2019altro, l\u2019avanzata del jihadismo in Tunisia preannuncia una sua avanzata in Algeria ed, eventualmente, una sua penetrazione in Marocco. Perci\u00f2, un accrescimento oggettivo dei rischi di tracimazione dell\u2019instabilit\u00e0 in Europa, in particolare in nell\u2019Europa del Sud.<\/p>\n<p><b>Le incognite dell\u2019impatto politico ed economico<\/b><br \/>Il governo Essid, formato poche settimane fa, \u00e8 basato su una coalizione fra i secolaristi di Nidaa Tounes e gli islamisti di Ennahda. I media internazionali hanno considerato questa coalizione come un successo della democrazia tunisina e una garanzia per il suo consolidamento. <\/p>\n<p>Tuttavia, la coalizione ha dato luogo a forti tensioni sia all\u2019interno di Nidaa Tounes, dove non pochi membri non riescono ad accettare anche la sola idea di una convivenza con gli islamisti, e, per la medesima ragione, all\u2019interno di Ennahda. <\/p>\n<p>Inoltre, la situazione economica, fortemente deteriorata, \u00e8 destinata a creare difficolt\u00e0 e tensioni che una coalizione politica gi\u00e0 attraversata da dissensi di fondo potrebbe non essere capace di sostenere. Perci\u00f2, l\u2019eruzione dell\u2019estremismo jihadista e del terrorismo potrebbe ancora di pi\u00f9 indebolire il governo e rendere la Tunisia incapace a fare fronte alla difficile congiuntura.<\/p>\n<p>I paesi occidentali, in particolare l\u2019Ue e i paesi del Sud Europa, dovrebbero compiere uno sforzo di sostegno solido e lungimirante: occorre moltiplicare gli aiuti alla crescita economica ma anche fornire addestramento e mezzi alle forze di polizia e agli eserciti. <\/p>\n<p>In Italia, ci si concentra sulla Libia, ma in realt\u00e0 \u00e8 ormai l\u2019insieme del Nord Africa a costituire il problema vicino su cui il nostro paese dovrebbe concentrarsi.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" width=\"560\" height=\"315\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/ItOw2N1pELI\" frameborder=\"0\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019attacco al museo del Bardo ha attirato i riflettori sulla Tunisia, ma durante la transizione la sicurezza non ha mai cessato di essere un problema in questo paese. 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