{"id":30110,"date":"2015-03-28T00:00:00","date_gmt":"2015-03-27T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/crisi-precipita-intervento-militare-arabo\/"},"modified":"2017-11-03T15:21:08","modified_gmt":"2017-11-03T14:21:08","slug":"crisi-precipita-intervento-militare-arabo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/03\/crisi-precipita-intervento-militare-arabo\/","title":{"rendered":"Crisi precipita, intervento militare arabo"},"content":{"rendered":"<p>Il presidente Abdu Rabu Mansour Hadi ha lasciato lo Yemen per Riad, mentre i miliziani sciiti conquistavano l\u2019aeroporto di Aden, citt\u00e0 dove le istituzioni di transizione, riconosciute dalle Nazioni Unite, si sono trasferite dopo il golpe a Sana\u2019a degli huthi, il movimento sciita (Ansarullah) appoggiato strumentalmente dall\u2019ex presidente Ali Abdullah Saleh. <\/p>\n<p>Una coalizione di dieci paesi arabi, guidata dall\u2019Arabia Saudita e sostenuta dagli Stati Uniti (che forniscono appoggio logistico e di intelligence), ha avviato un campagna aerea (richiesta da Hadi) a difesa delle istituzioni riconosciute e contro obiettivi militari dei ribelli sciiti. <\/p>\n<p>La crisi yemenita \u00e8 precipitata in una manciata di giorni, dopo gli attacchi terroristici alle moschee della capitale e l\u2019occupazione sciita di Taiz, terza citt\u00e0 del paese, a prevalenza sunnita. <\/p>\n<p><b>I raid aerei della coalizione militare<\/b><br \/>Partecipano all\u2019intervento aereo cinque monarchie del Golfo (Arabia, Qatar, Emirati, Kuwait Bahrein) &#8211; tutte tranne l\u2019Oman -, pi\u00f9 Egitto, Giordania, Marocco, Sudan. Il Pakistan \u00e8 in forse, mentre la Turchia sostiene politicamente l\u2019attacco. <\/p>\n<p>Quattro navi da guerra dell\u2019Egitto sono entrate nel canale di Suez per proteggere il Golfo di Aden: chi controlla lo stretto del Babel-Mandeb condiziona gran parte dei flussi economici e petroliferi regionali.<\/p>\n<p>Riad e Il Cairo, con l\u2019<i>endorsment <\/i>della Lega araba, discutevano da mesi della creazione di un\u2019alleanza militare araba \u201cmultifunzione\u201d: lo Yemen, insieme alla Libia, fonti di insicurezza comuni per sauditi ed egiziani, erano in testa alla lista dei possibili teatri operativi. <\/p>\n<p>La logica securitaria che sottende l\u2019intervento aereo in Yemen delle monarchie arabe pi\u00f9 l\u2019Egitto combacia con gli episodici bombardamenti egiziani ed emiratini contro le milizie islamiste in Libia; la sostanziale differenza fra i due scenari \u00e8, per\u00f2, che intervenire a Sana\u2019a significa aumentare il livello dello scontro indiretto con l\u2019Iran. Non \u00e8 un caso che i governi sciiti di Iraq e Siria, pi\u00f9 gli Hezbollah libanesi, abbiano tuonato, insieme a Teheran, contro l\u2019iniziativa saudita.<\/p>\n<p><b>Conflitto di potere mascherato da scontro confessionale<\/b><br \/>Gli attacchi kamikaze a due moschee di Sana\u2019a, frequentate soprattutto da sciiti, hanno causato, il 20 marzo, oltre 140 morti e 350 feriti: gli attentati sono stati rivendicati da un\u2019esordiente cellula yemenita di \u201cStato Islamico\u201d. <\/p>\n<p>Lo Yemen ha una tradizione di convivenza pacifica fra sciiti e sunniti: qui, lo sciismo zaidita (di cui gli huthi del nord sono un gruppo minoritario), \u00e8 assai diverso dal rito duodecimano dell\u2019Iran e si avvicina, nelle pratiche della quotidianit\u00e0, al sunnismo.<\/p>\n<p>La polarizzazione confessionale \u00e8 dunque il prodotto dello scontro politico per il potere: quello fra le autorit\u00e0 centrali e i movimenti autonomisti del nord (Ansarullah) e del sud (il  frammentato Movimento Meridionale), insieme alla lotta fra il vecchio regime di Saleh e l\u2019\u00e9lite di Hadi, compreso il partito Islah (Fratelli musulmani e salafiti). <\/p>\n<p>Arabia saudita e Iran partecipano indirettamente al conflitto, appoggiando il presidente di transizione e le milizie sunnite (Riad), mentre Teheran sostiene i miliziani sciiti.<\/p>\n<p><b>Rivalit\u00e0 intra-jihadista e battaglie aperte<\/b><br \/>In un contesto cos\u00ec teso, gli attacchi terroristici aumentano di frequenza e gravit\u00e0. Al Qaeda nella Penisola arabica (Aqap) e l\u2019affiliata Ansar Al-Sharia colpiscono soprattutto i poliziotti e i militari, anche se recentemente numerosi esponenti tribali e religiosi sciiti sono divenuti oggetto di attentati. <\/p>\n<p>Invece, con gli attacchi alle moschee, la sedicente cellula dello Stato islamico lancia una competizione tutta interna al fronte terrorista (come avvenuto in Siria e Iraq) e sposta il bersaglio della violenza dai militari ai civili, uccidendo indiscriminatamente tra i fedeli in preghiera. <\/p>\n<p>Prima dell\u2019intervento militare della coalizione araba, i miliziani dell\u2019alleanza huthi-Saleh avevano occupato Taiz, citt\u00e0 protagonista della rivolta anti-governativa nel 2011: durante una manifestazione di protesta repressa dagli huthi, almeno cinque manifestanti sono stati uccisi e oltre ottanta feriti. <\/p>\n<p>I miliziani sciiti, preso il controllo della regione meridionale di Lahij (dove gli Usa hanno evacuato gli ultimi militari rimasti nella base di Al-Anad), hanno fatto rotta verso Aden, innescando l\u2019attacco della coalizione araba.<\/p>\n<p><b>Rischio pantano <\/b><br \/>Quando nel 2009 gli huthi sconfinarono in territorio saudita, Riad intervenne unilateralmente con bombardamenti e poi truppe di terra: un\u2019operazione inefficace, poich\u00e9 il movimento sciita consolid\u00f2, negli anni successivi, il suo autogoverno nel nord. <\/p>\n<p>L\u2019azione militare odierna ha per\u00f2 un altro sapore, quello del conflitto indiretto fra Arabia Saudita e Iran per l\u2019egemonia regionale: Riad considera da sempre lo Yemen una questione di politica interna e di sicurezza nazionale. <\/p>\n<p>Mentre fra sauditi e iraniani (e fra sauditi e statunitensi) si allarga un nuovo fossato &#8211; con il negoziato sul nucleare di Teheran in dirittura d\u2019arrivo -, la natura politico-territoriale del conflitto in Yemen rischia di essere distorta e travolta dagli interessi e dai rancori delle superpotenze regionali.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il presidente Abdu Rabu Mansour Hadi ha lasciato lo Yemen per Riad, mentre i miliziani sciiti conquistavano l\u2019aeroporto di Aden, citt\u00e0 dove le istituzioni di transizione, riconosciute dalle Nazioni Unite, si sono trasferite dopo il golpe a Sana\u2019a degli huthi, il movimento sciita (Ansarullah) appoggiato strumentalmente dall\u2019ex presidente Ali Abdullah Saleh. 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