{"id":30220,"date":"2015-04-08T00:00:00","date_gmt":"2015-04-07T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/francia-e-italia-a-confronto\/"},"modified":"2017-11-03T15:21:05","modified_gmt":"2017-11-03T14:21:05","slug":"francia-e-italia-a-confronto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/04\/francia-e-italia-a-confronto\/","title":{"rendered":"Francia e Italia a confronto"},"content":{"rendered":"<p>Francia e Italia si trovano in una fase di divergenza per quanto riguarda le rispettive politiche di difesa, dopo anni di evoluzioni parallele e collaborazione. Ne discute il prossimo <a href=\"http:\/\/www.iai.it\/it\/eventi\/francia-e-italia-modelli-e-strategie-di-difesa\" target=\"blank\"><b><u>14 aprile un seminario<\/u><\/b><\/a> organizzato dallo IAI a Roma nell\u2019ambito del Forum Strategico Francia-Italia.<\/p>\n<p><b>Parallelismi e divergenze tra Parigi e Roma<\/b><br \/>\nDagli anni \u201880 agli anni 2000, entrambi i Paesi sono stati caratterizzati dalla professionalizzazione delle Forze Armate e da un importante impegno in missioni internazionali all\u2019estero.<\/p>\n<p>Abbiamo potuto quindi osservare un\u2019evoluzione parallela e spesso congiunta dello strumento militare e del suo uso. L\u2019intervento del 2006 in Libano (Unifil II) rappresenta in un certo senso l\u2019apice di questo paradigma comune, con un forte impegno militare e politico-diplomatico dei due Paesi nel quadro della stessa missione Onu.<\/p>\n<p>Dal 2010 in poi possiamo invece osservare alcune divergenze. Da un lato la Francia ha proseguito ad utilizzare lo strumento militare anche per missioni di combattimento, sia all\u2019interno di coalizioni sia su iniziative sostanzialmente nazionali (Libia, Repubblica centrafricana, Mali, Ciad, Iraq).<\/p>\n<p>Dall\u2019altro l\u2019Italia si \u00e8 mostrata molto pi\u00f9 prudente nel suo coinvolgimento quando un intervento militare multinazionale era considerato non prioritario per la propria politica estera, ad esempio nell\u2019Africa sub sahariana, o addirittura dannoso per gli interessi nazionali, come nel caso del 2011 in Libia.<\/p>\n<p>A ci\u00f2 corrispondono due trend differenti nella politica interna: da un lato la forte continuit\u00e0 della politica di difesa francese con una tendenza intervenzionista dei presidenti Jacques Chirac, Nicolas Sarkozy e Francois Hollande; dall\u2019altro, in Italia, dal 2010 in poi l\u2019indebolimento del centro-destra e la successione di governi di coalizione che hanno espresso &#8211; finora &#8211; tendenze nettamente meno interventiste che nel passato.<\/p>\n<p>Il dibattito sulle spese militari, e in modo specifico sul programma F-35, ha illustrato nel 2013 e 2014 questa pressione sulla difesa italiana per ridurre gli impegni in un contesto di crisi economica.<\/p>\n<p><b>Charlie Hebdo e Libro Bianco<\/b><br \/>\nOggi i due Paesi si trovano ad un punto importante. Nel recente incontro bilaterale di Caen tra i ministri di esteri e difesa, Francia e Italia hanno riaffermato una comune volont\u00e0 di trattare il problema della sicurezza nel Mediterraneo, anche visto l\u2019evolversi della situazione in Libia e in Tunisia.<\/p>\n<p>Gli <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2932\" target=\"blank\"><b><u>attacchi terroristici<\/u><\/b><\/a> del gennaio 2015 a Parigi hanno provocato una presa di coscienza in Francia della gravit\u00e0 della minaccia, e un rafforzamento dei dispositivi militari per la tutela della sicurezza interna.<\/p>\n<p>Non a caso il governo ha scelto di tornare sui suoi passi rispetto ai tagli previsti alle risorse per fronteggiare le esigenze di sicurezza esterne e interne.<\/p>\n<p>Dal lato italiano, l\u2019elaborazione del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2767\" target=\"blank\"><b><u>Libro Bianco<\/u><\/b><\/a> per la sicurezza internazionale e la difesa rappresenta un\u2019occasione importante per riaffermare le priorit\u00e0 strategiche dell\u2019Italia e definire le linee guida per l\u2019adeguamento dello strumento militare.<\/p>\n<p>Va tenuto poi in considerazione un\u2019ulteriore fattore che rappresenta un handicap per l\u2019Italia. La difesa si trova alle prese con una difficile riforma del personale per recuperare margini finanziari e di efficienza. La Francia non ha lo stesso problema, o per lo meno non nella stessa misura.<\/p>\n<p>Questo per\u00f2 crea una discrepanza nella disponibilit\u00e0 delle forze: se entrambi i Paesi debbono muoversi in un quadro finanziario logorato dalla crisi, l\u2019Italia deve superare l\u2019ulteriore ostacolo di una spesa per la difesa completamente <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2757\" target=\"blank\"><b><u>sbilanciata dal lato del personale<\/u><\/b><\/a>, e quindi inefficiente.<\/p>\n<p>Nel 2012 la legge Di Paola ha iniziato ad affrontare questo problema, ma manca ancora la sua piena attuazione. Si tratta di un problema grave perch\u00e9, anche aldil\u00e0 della volont\u00e0 politica di uso o meno della forza militare in una determinata circostanza, limita fortemente le opzioni militari italiane, anche nella collaborazione bilaterale.<\/p>\n<p><b>Le possibilit\u00e0 di cooperazione industriale<\/b><br \/>\nAnche in campo industriale si pu\u00f2 costatare una relativa continuit\u00e0 dei programmi di cooperazione bilaterale, ma con delle criticit\u00e0 importanti. Esiste un quadro di cooperazione sia per quanto riguarda i programmi Ue (in particolare Horizon 2020) sia per quanto riguarda alcune industrie della difesa (Mbda, Space Alliance Tas).<\/p>\n<p>Vi sono anche possibili ambiti di cooperazione da attivare ora in chiave futura, quali osservazione e telecomunicazioni spaziali, velivoli a pilotaggio remoto (<i>Remotely Piloted Aircraft Systems<\/i>, Rpas) armati e non. Tuttavia, non sono stati lanciati nuovi programmi significativi a livello bilaterale n\u00e9 multilaterale, che potrebbero anche portare ad un maggiore sforzo a livello europeo.<\/p>\n<p>La questione del futuro Rpas europeo da combattimento rimane infatti aperta: la firma nel 2014 di un accordo franco-britannico per uno studio al riguardo prolunga la logica del trattato di Lancaster House, ovvero di un rapporto privilegiato fra Francia e Regno Unito per programmi futuri che coinvolgano le rispettive industrie delle difesa. Una cooperazione che viene percepita a Roma come un\u2019esclusione di altri partner europei a partire dall\u2019Italia.<\/p>\n<p>In un contesto europeo dove cambiano le politiche di difesa, con un Regno Unito in relativa frenata, mentre la Germania sembra voler tornare ad investire, la Francia si configura come un perno essenziale per il futuro della difesa europea. Anche il rapporto fra Francia e Italia rappresenta un tassello importante che potrebbe portare a maggiori collaborazioni e sinergie.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Francia e Italia si trovano in una fase di divergenza per quanto riguarda le rispettive politiche di difesa, dopo anni di evoluzioni parallele e collaborazione. Ne discute il prossimo 14 aprile un seminario organizzato dallo IAI a Roma nell\u2019ambito del Forum Strategico Francia-Italia. 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