{"id":30330,"date":"2015-04-16T00:00:00","date_gmt":"2015-04-15T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/yarmouk-microcosmo-di-una-tragedia\/"},"modified":"2017-11-03T15:21:02","modified_gmt":"2017-11-03T14:21:02","slug":"yarmouk-microcosmo-di-una-tragedia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/04\/yarmouk-microcosmo-di-una-tragedia\/","title":{"rendered":"Yarmouk, microcosmo di una tragedia"},"content":{"rendered":"<p>Lo scorso primo aprile i guerriglieri dell\u2019autoproclamato \u201cStato islamico\u201d sono penetrati nel campo\/quartiere di Yarmouk, a sette chilometri dal centro di Damasco.<\/p>\n<p>Nel giro di poche ore circa il 90 percento dell\u2019area \u00e8 passato sotto il controllo del \u201ccaliffato\u201d. Solo 2500 dei 18mila residenti presenti nel campo \u2013 ci\u00f2 che rimane di una comunit\u00e0 che fino al 2012 era composta da circa 150mila persone, in larga parte profughi palestinesi \u2013 sono riusciti ad abbandonare l\u2019area prima dell\u2019incursione. Coloro che sono rimasti, inclusi migliaia di bambini, restano sottoposti a condizioni di vita che il portavoce dell\u2019agenzia Onu per i rifugiati palestinesi (Unrwa) Chris Gunness ha definito \u201coltre il disumano\u201d.<\/p>\n<p><b>Il contesto<\/b><br \/>Gli scontri registrati in questi giorni a Yarmouk hanno visto contrapposti i membri dello \u201cStato islamico\u201d \u2013 sostenuti da Jabhat al-Nusra e forti di un\u2019ampia disponibilit\u00e0 di risorse finanziarie, cibo e armi \u2013 a quelli di Aknaf Bayt al-Maqdis, una milizia palestinese in lotta contro il regime di Assad.<\/p>\n<p>Per oltre due anni quest\u2019ultimo ha cinto d\u2019assedio, bombardato e ridotto alla fame il campo, indebolendo le milizie palestinesi presenti in loco. Nei giorni antecedenti all\u2019incursione i miliziani di Aknaf Beit Al-Maqdis avevano provato a ostacolare i movimenti di alcuni rappresentanti dello \u201cStato islamico\u201d che operavano all\u2019interno del campo, scatenando un\u2019immediata reazione.<\/p>\n<p>In questo contesto \u00e8 interessante fornire un breve accenno comparativo. Osama Bin-Laden, mosso dall\u2019ambizione di creare un califfato in un futuro indefinito, era a capo di un\u2019organizzazione (al-Qaida) composta da una rete di cellule sotterranee e autonome, guidate da una leadership nascosta. Questa opacit\u00e0 e flessibilit\u00e0 ha contribuito a garantire la sopravvivenza del gruppo.<\/p>\n<p>Lo \u201cStato islamico\u201d, per contro, ha nel controllo diretto (e brutale) del territorio uno dei suoi aspetti pi\u00f9 caratterizzanti. Tale esplicito controllo, con le sue province e la sua rigida burocrazia, \u00e8 considerato come una precondizione per poter \u201cripristinare il califfato\u201d. Senza una presa sul territorio le basi dell\u2019ideologia del califfato verrebbero presto a mancare. <\/p>\n<p>In quest\u2019ottica, tanto il regime di Bashar al-Assad quanto gli innumerevoli gruppi ribelli in lotta nel contesto siriano sono percipiti come ostacoli da rimuovere.<\/p>\n<p><b>Hamas e lo \u201cStato islamico\u201d<\/b><br \/>Aknaf Bayt al-Maqdis \u00e8 legata a doppio filo ad Hamas, che gi\u00e0 da alcuni mesi ha ripreso i contatti con il regime siriano e con l\u2019Iran. Fino allo scorso primo aprile Hamas era responsabile, insieme ad altre fazioni palestinesi, della sicurezza interna al campo.<\/p>\n<p>Tale fragile \u2018equilibrio\u2019 era stato raggiunto nel febbraio 2014, quando un accordo fra le parti in causa aveva portato al ritiro di tutti i gruppi attivi nel campo, escluse le milizie palestinesi anti-Assad (rimaste in larga parte neutrali all\u2019inizio del conflitto).<\/p>\n<p>\u00c8 opportuno notare che agli occhi dello \u201cStato islamico\u201d Hamas rappresenta un\u2019eresia da combattere. La visione del gruppo estremista al potere nella Striscia di Gaza include il proposito di \u201cliberare la Palestina dal fiume Giordano al Mar Mediterraneo\u201d: un progetto che si pone in aperto contrasto con l\u2019idea, a-storica e artificiale, di un califfato globale privo di peculiarit\u00e0 nazionali o confini.<\/p>\n<p><b>Forza o debolezza?<\/b><br \/>L\u2019incursione dello \u201cStato islamico\u201d nel campo di Yarmouk permette al gruppo guidato da Abu Bakr al-Baghdadi di (ri)stabilirsi a pochi chilometri dal cuore del regime di siriano: un\u2019area che la coalizione guidata dagli Stati Uniti avrebbe peraltro evidenti difficolt\u00e0 a colpire.<\/p>\n<p>Diversi elementi, tuttavia, sembrano suggerire che la decisione presa dai leader dello \u201cStato islamico\u201d di investire energie e risorse a Yarmouk rappresenti una sorta di diversivo. <\/p>\n<p>Il \u201ccaliffato\u201d sta perdendo terreno tanto in Iraq quanto nella Siria nordorientale e continua a piegarsi ogni qualvolta incontra una seria opposizione (Aleppo e Kobane lo dimostrano). Attaccare un campo ridotto alla fame, fatiscente e controllato da milizie disunite e disorganizzate, \u00e8 per molti aspetti il sintomo di una crescente debolezza.<\/p>\n<p><b>Il passato che non passa<\/b><br \/>Tiziano Terzani scrisse che i fatti non sono mai tutta la verit\u00e0 e che \u201cal di l\u00e0 dei fatti c\u2019\u00e8 ancora qualcosa\u201d. Yarmouk ne \u00e8 la riprova.<\/p>\n<p>Per comprendere l\u2019essenza di questo luogo non \u00e8 possibile soffermarsi esclusivamente su date, considerazioni strategiche e accadimenti: \u00e8 necessario scavare nelle storie di vita degli uomini e delle donne che lo abitano, provando, ove necessario, a illuminare il rovescio delle narrazioni correnti.<\/p>\n<p>In questo senso il presente della gente di Yarmouk riflette, oltre alla complessit\u00e0 di un immane conflitto, anche l\u2019odissea di un popolo, quello palestinese, che ancora una volta si trova a pagare un prezzo salato.<\/p>\n<p>I profughi palestinesi, compresi quelli presenti a Yarmouk, sono gli unici ad avere un\u2019organizzazione delle Nazioni Unite (Unrwa) preposta alla loro esclusiva assistenza.<\/p>\n<p>Non si tratta in alcun modo di un trattamento di favore: esiste una diffusa consapevolezza da parte della comunit\u00e0 internazionale riguardo il ruolo storico avuto dalla Lega delle Nazioni, dall\u2019Onu e dalle maggiori potenze occidentali nel favorire alcune delle condizioni che hanno portato alla tragedia palestinese. Una tragedia ancora oggi strumentalizzata da molti paesi arabi e non riconosciuta, o sminuita, da una parte significativa dell\u2019opinione pubblica israeliana <\/p>\n<p>Ognuno di questi attori \u00e8 chiamato, insieme alle autorit\u00e0 palestinesi, a fare la propria parte per alleviare il carico di sofferenza che in queste ore sta schiacciando la gente di Yarmouk.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo scorso primo aprile i guerriglieri dell\u2019autoproclamato \u201cStato islamico\u201d sono penetrati nel campo\/quartiere di Yarmouk, a sette chilometri dal centro di Damasco. Nel giro di poche ore circa il 90 percento dell\u2019area \u00e8 passato sotto il controllo del \u201ccaliffato\u201d. 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