{"id":30390,"date":"2015-04-23T00:00:00","date_gmt":"2015-04-22T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/sotto-la-lente-del-diritto-internazionale\/"},"modified":"2017-11-03T15:21:00","modified_gmt":"2017-11-03T14:21:00","slug":"sotto-la-lente-del-diritto-internazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/04\/sotto-la-lente-del-diritto-internazionale\/","title":{"rendered":"Sotto la lente del diritto internazionale"},"content":{"rendered":"<p>La commemorazione del centenario del genocidio armeno avrebbe potuto costituire per la Turchia un\u2019occasione per riconoscere quell\u2019immane tragedia che, durante la prima guerra mondiale, port\u00f2 alla quasi totale scomparsa della minoranza armena dall\u2019Impero ottomano. Nessun riconoscimento \u00e8 invece giunto dal Governo turco, fermo nella propria posizione negazionista.<\/p>\n<p>Si stima che circa un milione e mezzo di persone abbiano trovato la morte nell\u2019ambito del piano diretto alla cancellazione della presenza armena dal territorio dell\u2019Impero, orchestrato dal movimento nazionalista dei Giovani Turchi all\u2019epoca al potere e attuato mediante massacri, deportazioni, violenze sistematiche, sottoposizione a condizioni di vita inumane e altri atti volti a provocare l\u2019eliminazione fisica degli armeni.<\/p>\n<p>Il genocidio \u00e8 commemorato ogni anno in Armenia e in diversi altri Paesi il 24 aprile, in ricordo del giorno in cui nel 1915 molti intellettuali e notabili armeni furono arrestati a Costantinopoli e trasferiti in centri di detenzione, dove vennero in seguito uccisi: evento che segn\u00f2 l\u2019inizio della campagna di distruzione della comunit\u00e0 armena nell\u2019Impero ottomano.<\/p>\n<p><b>La posizione turca<\/b><br \/>La dura reazione del presidente turco Recep Tayyip Erdo&#287;an al riconoscimento del genocidio da parte di Papa Francesco, durante la messa in San Pietro del 12 aprile scorso, ha riacceso i riflettori su una pagina nera del proprio passato con cui la Turchia si rifiuta ancora di fare i conti.<\/p>\n<p>In un messaggio formulato il 24 aprile 2014, Erdo&#287;an, allora primo ministro, porse per la prima volta le proprie condoglianze ai discendenti delle vittime, inquadrando tuttavia le atrocit\u00e0 subite dagli armeni nell\u2019ambito delle sofferenze patite da tutti i cittadini dell\u2019Impero negli ultimi anni della sua esistenza. La posizione turca \u00e8 infatti che non si sia trattato di genocidio.<\/p>\n<p><b>La Convenzione delle Nazioni Unite sul genocidio<\/b><br \/>Occorre precisare che all\u2019epoca dei fatti il termine genocidio non esisteva nemmeno. Questo fu coniato dal giurista polacco Raphael Lemkin nel 1944. Ad una definizione del genocidio si arriv\u00f2 nel 1948, quando nell\u2019ambito delle Nazioni Unite fu adottata la Convenzione sulla prevenzione e repressione del crimine di genocidio.<\/p>\n<p>Secondo la Convenzione, la commissione di un genocidio richiede l\u2019intenzione di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso e pu\u00f2 avvenire mediante i seguenti atti: uccisione di membri del gruppo; inflizione di gravi sofferenze fisiche o psichiche a membri del gruppo; sottoposizione del gruppo a condizioni di vita dirette a provocarne la distruzione fisica in tutto o in parte; imposizione di misure volte a impedire le nascite all\u2019interno del gruppo; trasferimento forzato di bambini del gruppo ad un altro gruppo.<\/p>\n<p><b>Il trattato di S\u00e8vres<\/b><br \/>Peraltro, gi\u00e0 il 24 maggio 1915 le Potenze alleate condannarono i massacri nei confronti degli armeni, qualificandoli come \u201ccrimini contro l&#8217;umanit\u00e0\u201d, e annunciarono di ritenerne personalmente responsabili tutti i membri del Governo ottomano.<\/p>\n<p>Nel trattato di pace firmato a S\u00e8vres nel 1920, la Turchia si obblig\u00f2 a consegnare alle Potenze alleate gli individui che esse ritenessero \u201cresponsabili dei massacri commessi durante lo stato di guerra\u201d nel territorio dell\u2019Impero. Questi avrebbero dovuto essere processati da tribunali istituiti dalle Potenze alleate, salvo che nel frattempo la Societ\u00e0 delle Nazioni non avesse creato un tribunale competente a giudicarli (art. 230). <\/p>\n<p>Il Trattato di S\u00e8vres, tuttavia, non entr\u00f2 mai in vigore. Nel 1923, fu concluso a Losanna un nuovo trattato di pace, che non incorpor\u00f2 le disposizioni in questione.<\/p>\n<p><b>Il riconoscimento del genocidio<\/b><br \/>Il genocidio armeno \u00e8 stato riconosciuto dai Governi e\/o dai Parlamenti di numerosi Stati, tra cui la Francia, la Grecia, l\u2019Olanda, la Svezia e l\u2019Argentina.<\/p>\n<p>Il Parlamento europeo lo ha riconosciuto per la prima volta nel 1987. Nella relativa risoluzione, richiamata in quella adottata il 15 aprile scorso, \u00e8 opportunamente sottolineato che la Turchia attuale non pu\u00f2 essere ritenuta responsabile per le atrocit\u00e0 subite dagli armeni nell\u2019Impero ottomano e che pretese risarcitorie nei suoi confronti non possono derivare dal riconoscimento del genocidio come fatto storico.<\/p>\n<p>\u00c8 questo un punto che il Governo turco non ha evidentemente afferrato, se ancora il 15 aprile, riferendosi al genocidio armeno, Erdo&#287;an ribadiva che la Turchia non avrebbe mai accettato \u201cuna tale macchia\u201d.<\/p>\n<p>Alla luce di ci\u00f2, la proposta, da lui stesso formulata l\u2019anno scorso, di una commissione storica, composta da studiosi turchi, armeni e di Stati terzi, che ricostruisca i fatti sembra essere solo un espediente per cercare di evitare la condanna della comunit\u00e0 internazionale e, di fatto, non \u00e8 stata finora seguita da passi concreti.<\/p>\n<p>Il riconoscimento del genocidio armeno da parte di Ankara appare in ogni caso indispensabile per la normalizzazione dei rapporti con l\u2019Armenia, che \u00e8 a sua volta ritenuta importante ai fini dell\u2019ammissione della Turchia nell\u2019Unione europea, come sottolineato da una portavoce dell\u2019Alto Rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza Federica Mogherini. Un cambiamento di passo da parte del Governo turco sulla questione potrebbe pertanto contribuire a dare nuovo impulso ai negoziati sull\u2019ammissione.<\/p>\n<p>L\u2019Italia, che \u00e8 un importante partner commerciale di Ankara, invece di limitarsi alle prudenti dichiarazioni dei giorni scorsi nel timore di ritorsioni turche, potrebbe utilizzare la propria posizione per esercitare una sapiente azione diplomatica diretta a favorire tale cambiamento. Naturalmente, occorrerebbero volont\u00e0 politica e persone capaci.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La commemorazione del centenario del genocidio armeno avrebbe potuto costituire per la Turchia un\u2019occasione per riconoscere quell\u2019immane tragedia che, durante la prima guerra mondiale, port\u00f2 alla quasi totale scomparsa della minoranza armena dall\u2019Impero ottomano. Nessun riconoscimento \u00e8 invece giunto dal Governo turco, fermo nella propria posizione negazionista. 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