{"id":30430,"date":"2015-04-27T00:00:00","date_gmt":"2015-04-26T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/marocco-leccezionalita-da-riconquistare\/"},"modified":"2017-11-03T15:20:59","modified_gmt":"2017-11-03T14:20:59","slug":"marocco-leccezionalita-da-riconquistare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/04\/marocco-leccezionalita-da-riconquistare\/","title":{"rendered":"Marocco, l&#8217;eccezionalit\u00e0 da riconquistare"},"content":{"rendered":"<p>A lungo considerato impermeabile alla penetrazione jihadista, anche il Marocco sta attuando nuove misure di sicurezza. Senza riforme sociali e maggiori diritti, tuttavia, il compito del governo potrebbe rivelarsi pi\u00f9 arduo del previsto.<\/p>\n<p>Dopo l&#8217;attentato di Tunisi, anche il Marocco sta rafforzando i dispositivi di sicurezza. Il nuovo Bureau central des investigations judiciaires (Bcij), fondato il 20 marzo a Sal\u00e9 e considerato l&#8217;\u201cFbi marocchino\u201d, ha gi\u00e0 smantellato una presunta cellula affiliata al sedicente Stato Islamico e operante in tutto il Paese.<\/p>\n<p><b>L\u2019entit\u00e0 della minaccia e la prontezza della risposta<\/b><br \/>Il Bcij ha inoltre diffuso i dati riguardanti il rischio terrorismo in Marocco: 132 strutture smantellate, 2720 persone arrestate, 119 attentati, 7 sequestri e 109 omicidi sventati tra il 2002 e il 2015. <\/p>\n<p>A preoccupare di pi\u00f9 il governo, sono gli oltre 1300 <i>foreign fighters<\/i>, tra cui 185 donne, che avrebbero lasciato il Paese per raggiungere il fronte siriano e che potrebbero fare ritorno in patria ben addestrati. D&#8217;altra parte non sarebbe la prima volta che il Marocco si trova ad affrontare il fenomeno del \u201cterrorismo di ritorno\u201d.<\/p>\n<p>Considerando l&#8217;elevato numero di combattenti marocchini operativi in Siria, i meccanismi di reclutamento sembrano funzionare pi\u00f9 che bene. In particolare, il gruppo Shamal Islam &#8211; fondato dall&#8217;ex detenuto nella prigione di Guant\u00e0namo Brahim Benchekroune (alias Ibrahim binShakran) &#8211; ha accolto molti miliziani, affiancandoli principalmente alle operazioni di Jahbat al Nusra. <\/p>\n<p>Secondo i dati del Bcij, un nutrito gruppo di circa 500 unit\u00e0 sta combattendo anche nelle fila dello Stato Islamico.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come per la Tunisia, anche per il Marocco il primo impattodella presenza jihadista nel Paese si avrebbe sul turismo, una risorsa importante che per Rabat rappresenta tra l&#8217;8 e il 10% del Pil. Il governo ha adottato repentinamente misure straordinarie per contrastare il fenomeno e rassicurare visitatori e investitori stranieri.<\/p>\n<p>Nonostante la lotta al terrorismo transfrontaliero nel Sahel sia spesso complicata da confini vasti e permeabili e da relazioni non idilliache tra i Paesi della regione, l&#8217;uccisione del francese Herv\u00e9 Gourdel nella vicina Algeria ha dato una spinta fondamentale all&#8217;esecutivo per l&#8217;adozione di nuove misure interne e un maggiore attivismo sul piano internazionale.<\/p>\n<p>In particolare, il ministero dell&#8217;Interno ha varato nei mesi scorsi il dispositivo \u201cHadar\u201d (vigilanza), un sistema di sorveglianza integrata dei siti sensibili &#8211; quali gli aeroporti &#8211; che si aggiunge alle attivit\u00e0 di controllo da parte delle Forze armate e della gendarmeria reale e alla riforma del sistema della giustizia. <\/p>\n<p>La Camera ha approvato a gennaio un progetto di legge per contrastare la penetrazione jihadista. Il testo prevede il potenziamento delle pene e delle competenze dei tribunali in materia, con particolare severit\u00e0 per quanto riguarda i cittadini che abbiano effettuato una qualche forma di addestramento militare all&#8217;estero, reclutato combattenti o aderito a gruppi terroristici.<\/p>\n<p><b>Il Regno impensierito dal salafismo marocchino<\/b><br \/>Sfiorato appena dalle Primavere arabe, il Makhzen ha sempre adottato nei confronti dei movimenti radicali religiosi politiche ambivalenti fatte di repressione, cooptazione e tolleranza, a seconda delle necessit\u00e0 storiche. <\/p>\n<p>Negli Anni Settanta, l&#8217;Arabia Saudita invest\u00ec le ingenti risorse economiche derivanti dallo shock petrolifero nel finanziamento di istituti confessionali di scuola wahhabita in tutto il mondo arabo, Marocco compreso.<\/p>\n<p>La diffusione di un sentimento conservatore, seppur di matrice religiosa, rispondeva alla necessit\u00e0 di arginare i movimenti progressisti dell&#8217;epoca. \u00c8 in questa fase che si \u00e8 radicato il salafismo marocchino, che oggi impensierisce il Regno.<\/p>\n<p>In questo ambiente sono emersi predicatori quali Mohamed Fizazi, condannato a 30 anni di prigione per responsabilit\u00e0 ideologica sugli attentati di Casablanca del 2003, poi liberato otto anni dopo.<\/p>\n<p>Nell&#8217;ultimo decennio, che con gli attentati suicidi di Casablanca e Marrakech ha segnato la fine dell&#8217;\u201ceccezionalismo marocchino\u201d, il Regno ha dato un nuovo giro di vite sui movimenti radicali. Una repressione che ha finito per colpire, per\u00f2, anche numerosi attivisti secondo Amnesty International.<\/p>\n<p><b>Riforme e giri di vite<\/b><br \/>A ben vedere, il tema delle riforme \u00e8 strettamente legato a quello della diffusione del radicalismo religioso e del reclutamento di combattenti stranieri. Molto spesso, infatti, sono i giovani delle periferie degradate dei grandi centri urbani ad arruolarsi per il fronte siriano non avendo valide alternative di vita e di reddito.<\/p>\n<p>Dopo molte promesse disattese e una discussa riforma costituzionale seguita alle proteste del 2011, un nuovo patto sociale con i cittadini basato su pochi e chiari punti come il contrasto della disoccupazione, l&#8217;accesso ai servizi di base, la tutela dei diritti fondamentali e la riorganizzazione del welfare, potrebbe costituire un valido argine alla strumentalizzazione del dissenso da parte di quei movimenti radicali che non solo cavalcano il malcontento, ma si pongono contro il regno stesso non riconoscendo n\u00e9 l&#8217;autorit\u00e0 religiosa di re Mohammed VI, n\u00e9 la legittimit\u00e0 politica del governo.<\/p>\n<p>Ora, \u00e8 altamente improbabile che Abu Bakr al Baghdadi sia per il Marocco il nuovo Ukba ibn Nafi, il condottiero arabo che cavalc\u00f2 fino all&#8217;Oceano Atlantico non avendo pi\u00f9 nulla, se non il mare, a fermare la sua avanzata verso Ovest. <\/p>\n<p>Tuttavia, per non essere di nuovo un terreno di conquista califfale, Rabat dovrebbe innanzitutto iniziare ad affrontare il tema delle riforme sociali senza cedere alla deriva securitaria e, in secondo luogo, dovrebbe risolvere le proprie problematiche interne puntando sulle risorse di cui dispone e su una societ\u00e0 civile variegata, ma animata in larga parte da istanze democratiche.<\/p>\n<p>L&#8217;obiettivo \u00e8 quello di riconquistare e mantenere quell&#8217;eccezionalit\u00e0 che per lungo tempo ha costituito per il Marocco uno dei suoi tratti distintivi.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A lungo considerato impermeabile alla penetrazione jihadista, anche il Marocco sta attuando nuove misure di sicurezza. Senza riforme sociali e maggiori diritti, tuttavia, il compito del governo potrebbe rivelarsi pi\u00f9 arduo del previsto. Dopo l&#8217;attentato di Tunisi, anche il Marocco sta rafforzando i dispositivi di sicurezza. Il nuovo Bureau central des investigations judiciaires (Bcij), fondato [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[157,165,99],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30430"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=30430"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30430\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":63254,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30430\/revisions\/63254"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=30430"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=30430"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=30430"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}