{"id":30460,"date":"2015-04-29T00:00:00","date_gmt":"2015-04-28T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-tortura-non-va-in-prescrizione\/"},"modified":"2017-11-03T15:20:58","modified_gmt":"2017-11-03T14:20:58","slug":"la-tortura-non-va-in-prescrizione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/04\/la-tortura-non-va-in-prescrizione\/","title":{"rendered":"La tortura non va in prescrizione"},"content":{"rendered":"<p>La Corte europea dei diritti dell\u2019uomo si era gi\u00e0 occupata di alcuni aspetti del G8 svoltosi a Genova nel 2001. Sull\u2019uccisione di Carlo Giuliani da parte di un carabiniere, sul respingimento dal porto di Ancona di un gruppo di manifestanti greci e sulle zone della citt\u00e0 precluse ai manifestanti, la Corte aveva dato ragione al Governo italiano.<\/p>\n<p>Si attendeva dunque il suo intervento su quanto avvenne dopo il vertice, specialmente in occasione dell\u2019irruzione delle forze dell\u2019ordine nella Scuola Diaz-Pertini e poi nella caserma di Bolzaneto, ove furono recluse centinaia di persone.<\/p>\n<p>Il 7 aprile scorso \u00e8 arrivata la sentenza sul ricorso presentato da Arnaldo Cestaro, che la sera del 21 luglio 2001 si trovava nella Scuola Diaz-Pertini (insieme ai manifestanti che il Comune aveva autorizzato a trascorrervi la notte). <\/p>\n<p>Come emerge dagli atti giudiziari italiani, le autorit\u00e0 di polizia avevano deciso di perquisire la Diaz-Pertini alla ricerca di prove a carico di appartenenti ai cosiddetti \u201cblack block\u201d, accusati di aver partecipato alle violenze verificatesi nei giorni precedenti. <\/p>\n<p>L\u2019operazione di polizia si trasform\u00f2 tuttavia in un pestaggio brutale e indiscriminato. La Corte d\u2019Appello di Genova ha parlato di comportamento crudele e sadico da parte degli agenti anti-sommossa, che utilizzarono anche manganelli non regolamentari.<\/p>\n<p><b>Il ricorso a Strasburgo<\/b><br \/>Cestaro, che all\u2019epoca aveva 62 anni, fu pestato in modo del tutto gratuito (dato che non aveva opposto resistenza e si trovava seduto a terra con le mani alzate) e riport\u00f2 varie fratture e danni permanenti. <\/p>\n<p>Per mascherare la brutalit\u00e0 dell\u2019operazione furono fabbricate prove false a carico degli occupanti della Scuola, fatto per il quale sono stati poi condannati diversi funzionari di polizia. <\/p>\n<p>Visto che i giudici italiani si erano gi\u00e0 pronunciati e che la stessa Corte europea ha riconosciuto la \u201cfermezza esemplare\u201d della Corte d\u2019Appello e della Corte di Cassazione, perch\u00e9 si \u00e8 aggiunto l\u2019intervento di Strasburgo? <\/p>\n<p>Premesso che la Corte europea pu\u00f2 essere ad\u00ecta solo dopo l\u2019esperimento dei meccanismi di tutela interni (se potenzialmente efficaci), occorre considerare due aspetti chiave della sentenza: <br \/>1) le violenze inflitte al ricorrente hanno costituito tortura (conclusione cui la Corte \u00e8 giunta sulla base di una giurisprudenza molto articolata; peraltro la stessa Corte di Cassazione aveva gi\u00e0 ammesso che le violenze all\u2019interno della Diaz-Pertini potevano essere qualificate come \u201ctortura\u201d ai sensi dell\u2019articolo 3 della Convenzione europea); <br \/>2) gli agenti responsabili delle violenze sub\u00ecte da Cestaro sono rimasti impuniti e questo per due motivi: la riprovevole assenza di cooperazione della Polizia al fine di identificare gli agenti responsabili (che avevano agito a volto coperto) e la mancanza di codici identificativi degli agenti. A ci\u00f2 si aggiunge il fatto che i processi a carico dei (pochi) funzionari e agenti imputati per lesioni sono andati in prescrizione.<\/p>\n<p>La prescrizione \u00e8 dovuta in particolare all\u2019assenza del reato di tortura nell\u2019ordinamento italiano (tranne il Codice penale militare di guerra): i magistrati italiani hanno potuto applicare solo figure di reato &#8211; lesioni personali ancorch\u00e9 aggravate &#8211; soggette a prescrizione.<\/p>\n<p><b>La tortura va contrastata seriamente<\/b><br \/>Il punto \u00e8 che la tortura costituisce una violazione dei diritti umani cos\u00ec grave che lo Stato non pu\u00f2 limitarsi a risarcire civilmente la vittima, come accaduto con Cestaro (che comunque a Strasburgo ha ottenuto altri 45.000 euro per il danno morale), ma deve sanzionare severamente i responsabili sia in sede penale che disciplinare.<\/p>\n<p>La Corte, in sostanza, chiede all\u2019Italia di introdurre il reato di tortura e di adottare un sistema di identificazione degli agenti in servizio di ordine pubblico (seppure con le cautele necessarie a tutelare la loro riservatezza). <\/p>\n<p>A questo riguardo la Corte di Strasburgo non fa che riprendere gli obblighi gi\u00e0 previsti dalla Convenzione contro la tortura delle Nazioni Unite (che l\u2019Italia ratific\u00f2 nel 1989) e ribaditi dall\u2019omonimo Comitato (il coordinamento della Corte europea con gli strumenti delle Nazioni Unite e con il lavoro del Comitato europeo per la prevenzione della tortura \u00e8 rimarchevole).<\/p>\n<p>La Corte sollecita inoltre l\u2019esclusione della prescrizione per gli atti di tortura: l\u2019estinzione del reato per intervenuta prescrizione neutralizza infatti la possibilit\u00e0 di sanzionare con la dovuta severit\u00e0 una violazione gravissima, che esige al contrario sanzioni certe e in grado quindi di svolgere anche una funzione deterrente. \u00c8 chiaro che questo approccio potrebbe riguardare anche altre figure di reato corrispondenti a gravi violazioni dei diritti umani.<\/p>\n<p>Prossimamente Strasburgo si pronuncer\u00e0 sui ricorsi relativi alla vicenda della caserma di Bolzaneto. Vista anche la durezza con cui al riguardo si \u00e8 gi\u00e0 espressa la Corte di Cassazione, c\u2019\u00e8 da aspettarsi un\u2019altra severa pronuncia da parte della Corte europea.<\/p>\n<p>Dopo anni di inerzia il Parlamento italiano sembra finalmente intenzionato quantomeno a varare il reato di tortura (il testo &#8211; seppure perfettibile &#8211; appena approvato dalla Camera \u00e8 ora in Senato)  ed \u00e8 biasimevole che l\u2019Italia sia tuttora priva di un\u2019autorit\u00e0 indipendente per la tutela dei diritti umani, chiamata a svolgere anche un fondamentale ruolo di impulso e di consulenza in casi come questo. <\/p>\n<p>La materia \u00e8 importante sia perch\u00e9 altri gravi episodi del genere, seppure su scala minore, hanno continuato a verificarsi, sia nell\u2019interesse delle stesse forze dell\u2019ordine. <\/p>\n<p>Gli agenti di pubblica sicurezza svolgono un lavoro difficile (e malpagato) ma restano dei rappresentanti dello Stato e gli eccessi di una minoranza rischiano di guastarne l\u2019immagine. <\/p>\n<p>\u00c8 anche una questione di professionalit\u00e0, oltrech\u00e9 di umanit\u00e0: come dimostrano le migliori esperienze europee, quanto pi\u00f9 le forze dell\u2019ordine sanno dar prova di misura nell\u2019impiegare la forza (dunque ove realmente necessario e senza violenze gratuite), tanto pi\u00f9 possono contare sulla fiducia e la solidariet\u00e0 di una larga parte dell\u2019opinione pubblica &#8211; che per l\u2019Italia, ormai, \u00e8 anche quella europea.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Corte europea dei diritti dell\u2019uomo si era gi\u00e0 occupata di alcuni aspetti del G8 svoltosi a Genova nel 2001. 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