{"id":30500,"date":"2015-05-02T00:00:00","date_gmt":"2015-05-01T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-kuwait-e-la-stretta-autoritaria\/"},"modified":"2017-11-03T15:20:57","modified_gmt":"2017-11-03T14:20:57","slug":"il-kuwait-e-la-stretta-autoritaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/05\/il-kuwait-e-la-stretta-autoritaria\/","title":{"rendered":"Il Kuwait e la stretta autoritaria"},"content":{"rendered":"<p>In Kuwait e nelle altre monarchie del Consiglio di Cooperazione del Golfo (Ccg) \u00e8 in atto una stretta autoritaria, che colpisce in primo luogo la libert\u00e0 d\u2019espressione. <\/p>\n<p>Le rivolte arabe del 2011, la tensione geopolitica con l\u2019Iran e l\u2019intervento militare della coalizione sunnita in Yemen stanno provocando una nuova ondata di repressione, mirata a ridurre e\/o silenziare le voci dissenzienti.<\/p>\n<p>Arresti di attivisti e blogger, ritiro della nazionalit\u00e0 per gli oppositori politici, applicazione del Patto di Sicurezza del Ccg (il cui testo non \u00e8 mai stato reso pubblico): il pendolo politico dei regni del Golfo, in perenne oscillazione fra autoritarismo e democratizzazione, sta dunque muovendosi decisamente in direzione del primo. <\/p>\n<p>Come da tradizione, l\u2019obiettivo \u00e8 neutralizzare, contemporaneamente, sia le minacce interne sia quelle esterne. Perch\u00e9 intorno all\u2019oasi di stabilit\u00e0 della sponda arabica del Golfo si moltiplicano le insidie alla sicurezza.<\/p>\n<p><b>Tensione sociale in Kuwait<\/b><br \/>Musallam al-Barrak, figura di spicco dell\u2019opposizione kuwaitiana, \u00e8 stato condannato a cinque anni di carcere (ridotti a due in appello) con l\u2019accusa di aver insultato l\u2019Emiro, chiedendo di limitarne i poteri. <\/p>\n<p>Fin dalla sua fondazione, il Kuwait cerca un equilibrio &#8211; che spesso si trasforma in impasse decisionale &#8211; fra il Governo d\u2019espressione reale e il Parlamento. <\/p>\n<p>Il leader tribale, ora libero su cauzione in attesa della sentenza di ultimo grado, \u00e8 stato fin qui capace di mobilitare la piazza. Lo scorso marzo, centinaia di persone hanno sfilato verso l\u2019Assemblea nazionale in solidariet\u00e0 con al-Barrak; una protesta conclusasi con arresti, lanci di pietre verso la polizia e lacrimogeni e manganellate contro i manifestanti.<\/p>\n<p>Solo nel 2014, pi\u00f9 di una trentina di oppositori politici kuwaitiani, tra cui il magnate delle telecomunicazioni Ahmed Jaberal-Shammar, sono stati privati della cittadinanza. <\/p>\n<p>Il ritiro della nazionalit\u00e0 sta divenendo una pratica anti-dissenso diffusa non solo in Kuwait, ma anche in Bahrein e Oman. A Muscat, il Sultano ha promulgato nel 2014, tramite decreto, una nuova legge sulla nazionalit\u00e0 che ne sancisce la revoca per coloro che \u201ccon principi o dottrine possono danneggiare l\u2019interesse dell\u2019Oman\u201d.<\/p>\n<p><b>Contro i bombardamenti in Yemen<\/b><br \/>Sette dei dieci parlamentari sciiti del Kuwait hanno criticato la partecipazione del paese alla coalizione a guida saudita che sta bombardando le milizie sciite in Yemen; secondo loro, ci\u00f2 viola la costituzione kuwaitiana, che autorizza solo operazioni militari difensive. <\/p>\n<p>L\u2019avvocato ed ex parlamentare Khaled al-Shatti e lo scrittore Salah al-Fadhli, entrambi sciiti del Kuwait, sono stati arrestati (poi liberati su cauzione) per aver espresso, attraverso i social media, il loro dissenso nei confronti della missione \u2018Tempesta decisiva\u2019: i capi d\u2019accusa vanno da \u201coffesa all\u2019Emiro e all\u2019Arabia Saudita\u201d alla \u201cdemoralizzazione delle truppe\u201d.<\/p>\n<p>In Bahrein (70% di sciiti), i manifestanti anti-intervento militare hanno mostrato dei poster con il volto di Abdel Malek al-Huthi, il leader del movimento minoritario degli sciiti yemeniti. <\/p>\n<p>Fra Qatif e Awamiya, il cuore della contestazione sciita nella regione orientale dell\u2019Arabia Saudita, vi sono state proteste contro i bombardamenti di Sana\u2019a: arresti, case bruciate, almeno un agente e un immigrato asiatico morti. <\/p>\n<p><b>Il controverso Patto di sicurezza<\/b><br \/>La stretta anti-oppositori su base transnazionale viene facilitata dalle norme introdotte dal Patto di Sicurezza del Ccg: un documento mai reso pubblico, fortemente voluto da Riad, presentato per inasprire la lotta alla criminalit\u00e0 organizzata nelle monarchie del Golfo e dunque potenziare lo sviluppo economico. <\/p>\n<p>Dopo una difficile discussione parlamentare, il Kuwait \u00e8 stato l\u2019ultimo paese a ratificare il controverso Patto, gi\u00e0 fonte della discordia nel 2013 fra Arabia Saudita e Qatar, accusato di violarne il testo sostenendo la Fratellanza Musulmana a livello regionale. <\/p>\n<p>In realt\u00e0, il Patto sta primariamente servendo per perseguire, con modalit\u00e0 cross-nazionali, gli oppositori politici, limitando cos\u00ec le possibilit\u00e0 di azione per le organizzazioni della societ\u00e0 civile. Dal gennaio 2015, sono almeno tre gli attivisti kuwaitiani detenuti, ma su richiesta delle autorit\u00e0 saudite.<\/p>\n<p>Come nota l\u2019antropologa saudita Madawi al-Rasheed, l\u2019ondata di arresti in Kuwait tocca, al di l\u00e0 dell\u2019affiliazione ideologica e confessionale, membri di confederazioni tribali beduine presenti in territorio sia kuwaitiano sia saudita; \u00e8 il caso degli al-Mutairi (di cui fa parte al-Barrak), gi\u00e0 ispiratori di Umma, il movimento transnazionale salafita attivo nella Penisola.<\/p>\n<p>In Kuwait, gli sciiti (il 30% della popolazione totale) che contestano i bombardamenti in Yemen sono ben integrati nel tessuto politico-economico del regno, a differenza di Bahrein e Arabia Saudita. <\/p>\n<p>Dunque, la repressione del dissenso colpisce sia gli arabi sciiti sia gli arabi sunniti dell\u2019area Ccg e non \u00e8 riconducibile a una matrice confessionale. Tuttavia, data la retorica profondamente settaria che Riad ha alimentato nel quadrante, il rischio \u00e8 che in alcuni contesti (Arabia Saudita, Bahrein), specie dopo il conflitto in Yemen, repressione autoritaria e stigmatizzazione confessionale si saldino. <\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Kuwait e nelle altre monarchie del Consiglio di Cooperazione del Golfo (Ccg) \u00e8 in atto una stretta autoritaria, che colpisce in primo luogo la libert\u00e0 d\u2019espressione. 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