{"id":30530,"date":"2015-05-05T00:00:00","date_gmt":"2015-05-04T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/allora-del-brexit-piu-europei-che-mai\/"},"modified":"2017-11-03T15:20:56","modified_gmt":"2017-11-03T14:20:56","slug":"allora-del-brexit-piu-europei-che-mai","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/05\/allora-del-brexit-piu-europei-che-mai\/","title":{"rendered":"All\u2019ora del Brexit, pi\u00f9 europei che mai"},"content":{"rendered":"<p>Il costume politico dell\u2019Europa, con i sui riti, le sue modalit\u00e0, compromessi e instabilit\u00e0 \u00e8 entrato a gamba tesa nella tenzone elettorale in Gran Bretagna.<\/p>\n<p>Si realizza il paradosso che, proprio nel momento in cui discute concretamente della possibilit\u00e0 di uscire dall\u2019Ue, il paese si appresta a vivere le elezioni pi\u00f9 \u201ccomunitarie\u201d della sua storia recente.<\/p>\n<p>A pochi giorni dall\u2019apertura delle urne, laburisti e conservatori sono bloccati in un testa a testa di cui \u00e8 impossibile pronosticare il vincitore. <\/p>\n<p>David Cameron non \u00e8 riuscito a tradurre gli indubbi risultati ottenuti sul piano economico in un messaggio elettoralmente vincente; abile tattico pi\u00f9 che stratega di fondo, gli \u00e8 mancato quel quid di retorica e di populismo che in campagna elettorale aiuta e che di certo non fa difetto al suo pi\u00f9 pericoloso rivale &#8211; il sindaco di Londra, Boris Johnson &#8211; che attende dietro le quinte (ma non troppo) gli eventi pronto, a seconda del risultato, a inserirsi nella vittoria o a raccogliere le macerie. <\/p>\n<p>Ed Miliband non ce l\u2019ha fatta a scrollarsi di dosso l\u2019immagine di leader un po\u2019 arrogante, la cui mancanza di comunicativa rende difficile il rapporto con un elettorato che vorrebbe essere rassicurato nella propria ansia di rivincita.<\/p>\n<p>Il suo discorso piace alla sinistra ma non convincegli orfani di Blair i quali attendono sornioni &#8211; a partire dall\u2019 ex \u201cprincipe nero\u201d Peter Mandelson &#8211; di vedere se riuscir\u00e0 a non lasciare lungo la strada una fetta troppo consistente del voto di centro su cui, in ultima analisi, si giocher\u00e0 la partita fra i due principali contendenti.<\/p>\n<p><b>Programmi elettorali \u2018neutri\u2019<\/b><br \/>I programmi elettorali sono stati giudicati dalla maggioranza degli osservatori privi di contenuti atti a favorire uno spostamento significativo di consensi. <\/p>\n<p>Negli ultimi giorni l\u2019attenzione sui temi dell\u2019immigrazione &#8211; che era stato il cavallo di battaglia un po\u2019 di tutti &#8211; ha ceduto il passo a quello dell\u2019economia, in una girandola di populismi di opposto segno che sembrerebbe destinata a concludersi in un ulteriore pareggio. <\/p>\n<p>Se il voto<i> labour <\/i>rappresenta il cuore e quello<i> tory <\/i>la testa (e il portafoglio), le ultime battute potrebbero vedere uno spostamento a favore dei conservatori; non se ne vedono per ora le tracce e le speranze di Cameron potrebbero ora appuntarsi sul ritorno di fiamma del sentimento monarchico a seguito dell\u2019arrivo del nuovo \u201croyal baby\u201d, che di norma gioca a favore dei partiti conservatori.<\/p>\n<p>La verit\u00e0 \u00e8 che nessuna delle categorie interpretative tradizionali \u00e8 applicabile ad una situazione che si presenta del tutto nuova: la logica del sistema maggioritario basata su un unico vincitore non \u00e8 pi\u00f9 in grado di rappresentare la realt\u00e0 di una societ\u00e0 sempre pi\u00f9 complessa. <\/p>\n<p>\u00c8 vero che il governo uscente \u00e8 stato anch\u2019esso figlio di una coalizione, vissuta come una anomalia temporanea; adesso per\u00f2 quell\u2019anomalia si va trasformando in un dato strutturale.<\/p>\n<p>Le coalizioni &#8211; la novit\u00e0 \u201ceuropea\u201d &#8211; sono destinate ad entrare stabilmente a far parte del quadro politico britannico.<\/p>\n<p><b>Il ruolo chiave dei partiti \u2018minori\u2019<\/b><br \/>A meno di ribaltoni dell\u2019ultimo minuto, la natura del prossimo governo britannico sar\u00e0 determinata in misura significativa da chi fra i liberaldemocratici e i nazionalisti scozzesi dell\u2019Snp (Scottish National Party) entrer\u00e0 a far parte della coalizione.<\/p>\n<p>Il meccanismo elettorale far\u00e0 s\u00ec che il peso in termini di seggi degli antieuropei dell\u2019Ukip sia irrilevante: gallesi, unionisti nord-irlandesi e Verdi potranno al massimo fare da portatori d\u2019acqua per coalizioni gi\u00e0 definite.<\/p>\n<p>I liberaldemocratici di Nick Clegg pagheranno a quanto pare con un salasso elettorale un prezzo ingiusto per una avventura di governo, che li ha obbligati a compromessi mal digeriti dal loro elettorato, ma che ha permesso loro di esercitare un\u2019influenza moderatrice sulle tentazioni estremiste del socio conservatore. <\/p>\n<p>Dovrebbero mantenere comunque un numero di seggi non inconsistente e si apprestano a rimanere alla finestra, in attesa di vedere quale potr\u00e0 essere l\u2019offerta pi\u00f9 interessante.<\/p>\n<p>I nazionalisti dell\u2019Snp stanno per cogliere un successo storico, conseguito cancellando di fatto la presenza del partito laburista nelle roccaforti storiche scozzesi (e, di conseguenza, riducendone in maniera forse decisiva le possibilit\u00e0 di vittoria al Parlamento di Westminster). <\/p>\n<p>Un governo di coalizione Snp-labour sarebbe quello politicamente pi\u00f9 omogeneo, ma l\u2019ostilit\u00e0 di Miliband nei confronti di chi gli avrebbe impedito di esercitare appieno il potere potrebbe essere un osso duro da superare.<\/p>\n<p><b>La sordina sull\u2019Unione in campagna elettorale<\/b><br \/>Il tema dell\u2019Europa, che \u00e8 rimasto un po\u2019 in sordina nella campagna elettorale, riprenderebbe centralit\u00e0 nel quadro di una coalizione. <\/p>\n<p>Per i liberali, sarebbe difficile immaginare l\u2019ingresso in un governo Cameron che non si impegnasse nei fatti, se non nella retorica, ad annacquare la portata di un referendum sull\u2019Europa nel 2017. <\/p>\n<p>Per gli scozzesi dell\u2019Snp per contro, un referendum sull\u2019Europa che decidesse l\u2019uscita di Londra dall\u2019Ue, potrebbe risultare in un<i> assist <\/i>fortissimo all\u2019obiettivo di una Scozia indipendente all\u2019interno dell\u2019Ue e potrebbe indurli, quindi, ad un atteggiamento pi\u00f9 tattico.<\/p>\n<p>Molto dipender\u00e0 dalla possibilit\u00e0 per uno dei partiti maggiori di raggiungere un risultato che renda possibile un governo di coalizione, aldil\u00e0 delle formule: labour-liberali, labour-Snp, conservatori-liberali, appoggi esterni. <\/p>\n<p>L\u2019insufficienza dei numeri, e la difficolt\u00e0 di muoversi nella <i>terra incognita <\/i>delle logiche di coalizione, potrebbe risultare alla fin fine nella formazione di un governo di minoranza, con appoggi esterni variabili, destinato ad avere vita breve e cedere entro un paio d\u2019anni il passo a nuove elezioni. <\/p>\n<p>Dalle quali il quadro rischierebbe di uscire, se possibile ancora pi\u00f9 frammentato. Per un paese che aveva appena introdotto il principio della durata fissa della legislatura, sottraendola alla libert\u00e0 di scelta del primo ministro, si tratterebbe di uno sviluppo per molti versi dirompente e, al tempo stesso, sarebbe un segnale inequivocabile dell\u2019inevitabilit\u00e0 di un rivolgimento in profondit\u00e0 del sistema politico.<\/p>\n<p>Assorbire regole e meccanismi, e diventare pi\u00f9 \u201ceuropei\u201d, non sar\u00e0 facile n\u00e9 indolore, Lord Meghnad Desai, l\u2019economista anglo-indiano, ha evocato la possibilit\u00e0 di una inedita \u201cgrande coalizione\u201d come via d\u2019uscita dall\u2019instabilit\u00e0. Pi\u00f9 che una proposta, sembra una brillante provocazione, che indica il percorso di un futuro forse inevitabile, ma ancora lontano.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il costume politico dell\u2019Europa, con i sui riti, le sue modalit\u00e0, compromessi e instabilit\u00e0 \u00e8 entrato a gamba tesa nella tenzone elettorale in Gran Bretagna. 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