{"id":30560,"date":"2015-05-08T00:00:00","date_gmt":"2015-05-07T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-vera-guerra-di-civilta-e-contro-la-memoria\/"},"modified":"2017-11-03T15:20:55","modified_gmt":"2017-11-03T14:20:55","slug":"la-vera-guerra-di-civilta-e-contro-la-memoria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/05\/la-vera-guerra-di-civilta-e-contro-la-memoria\/","title":{"rendered":"La vera guerra di civilt\u00e0 \u00e8 contro la memoria"},"content":{"rendered":"<p>Durante la seconda guerra mondiale, la Repubblica Sociale emise una serie, una bella serie, di francobolli che rappresentavano i monumenti italiani colpiti e totalmente o parzialmente distrutti dai bombardamenti alleati. <\/p>\n<p>&#8220;Hostium rabies diruit&#8221;, lo ha distrutto la rabbia del nemico, indicava la dicitura stampata sotto l&#8217;immagine; e mentre guardavi l&#8217;Abbazia di Montecassino o la Loggia della Mercanzia di Bologna eri travolto dall&#8217;emozione di riscontrare come cose insostituibili se ne fossero andate per sempre e con esse una parte della tua cultura, della tua storia, delle tue radici.<\/p>\n<p>Ma quella era un\u2019operazione propagandistica che sfruttava l\u2019impatto degli importanti \u201cdanni collaterali\u201d delle operazioni militari alleate, che non erano certo dirette a distruggere il patrimonio culturale e artistico italiano. <\/p>\n<p>Ora i servizi televisivi girati in Siria ed in Mesopotamia o messi in circolazione dall&#8217;efficace macchina mediatica dell&#8217;Isis ci rimandano invece le immagini di come quella che fu una delle grandi culle della civilt\u00e0 venga sconciata da devastazioni mirate, volute e condotte con inaudita ferocia da coloro che, dopo aver colpito l&#8217;uomo che non condivide le loro idee, si battono adesso anche contro un passato che non rispecchia il loro credo religioso.<\/p>\n<p><b>La distruzione del passato<\/b><br \/>Spariscono cos\u00ec le meraviglie che ci avevano lasciato Sumeri, Accadi, Assiri, Babilonesi e decine e decine di altri popoli, mentre si vanificano duecentocinquanta anni di sforzi e di campagne archeologiche, di pazienti certosini restauri mirati a restituire alla umanit\u00e0 la bellezza del passato. <\/p>\n<p>Si inorridisce alla vista delle stele, dei tori alati, delle statue ellenistiche scaraventate gi\u00f9 dai piedistalli, fatte a pezzi da impietose mazze ferrate, aggredite con le seghe elettriche.<\/p>\n<p>Si trema al pensiero che queste distruzioni si sommano a quelle provocate dalla guerra, altrettanto atroci, per cui Aleppo, sogno cosmopolita levantino con il pi\u00f9 bel suk del Medio Oriente, la cittadella su cui trov\u00f2 rifugio padre Abramo, sulla via che conduceva da Ur dei Caldei alla Palestina, il quartiere armeno, l&#8217;imbalsamato e storico Hotel Baron: tutto ormai ridotto ad un cumulo di rovine.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 o meno la fine che ha fatto il vicino Crack dei Cavalieri, fino a ieri la pi\u00f9 impressionante e meglio conservata testimonianza della presenza dei Templari in Terra Santa. E Palmira, l&#8217;oasi di Zenobia, la sosta delle carovane del deserto, che fine ha fatto Palmira? \u00c8 gi\u00e0 stata distrutta o lo sar\u00e0 magari domani, condannata a scontare a colpa di essere stata edificata da mani considerate idolatre?<\/p>\n<p>Vedendo quanto avviene in questo centro della memoria e della civilizzazione si \u00e8 travolti da una profonda tristezza. \u00c8 questo ci\u00f2 che dobbiamo aspettarci dai protagonisti della storia nell&#8217;anno 2015?<\/p>\n<p><b>Un fanatismo arcaico<\/b><br \/>La tristezza diviene ancora pi\u00f9 profonda allorch\u00e9 si considera come sia nostra almeno una parte della responsabilit\u00e0 di questi orrori quotidiani. Come abbiamo fatto a non accorgerci del mostro che stava crescendo lasciandolo libero di prosperare sino al punto di poter disporre, se non di un vero e proprio stato sovrano, perlomeno di una effettiva condizione di controllo su di un ampio territorio che egli ora riempie di vittime immolate come animali sgozzati su antichi altari e di vecchie pietre violentate?<\/p>\n<p>Eppure sappiamo a quali estremi pu\u00f2 portare il fanatismo religioso, specie se costruito su basi immutabilmente arcaiche. Ci sono volute centinaia di anni di guerre atroci perch\u00e9 noi stessi potessimo finalmente liberarci dalla tentazione di usare Dio come una bandiera e come la giustificazione delle peggiori atrocit\u00e0. <\/p>\n<p>Ce la prendevamo in genere pi\u00f9 con gli esseri umani che con i monumenti, ma non sono certamente mancate del tutto le distruzioni, almeno nei primi secoli del cristianesimo trionfante. <\/p>\n<p>I templi egizi portano ancora le tracce degli scalpelli degli zeloti che volevano cancellare i falsi dei ed ancora ci si chiede se l&#8217;incendio e la distruzione della grande Biblioteca di Alessandria non siano stati dovuti a mani cristiane, intenzionate a purgare il mondo da una scienza impura.<\/p>\n<p>In tempi pi\u00f9 recenti, a rinfrescarci la memoria su quanto poteva succedere quando l\u2019arcaismo fondamentalista rimane privo di un efficace controllo, aveva provveduto l&#8217;episodio dei Budda di Bamiyan, dinamitati dai talibani in Afghanistan. <\/p>\n<p>Neanche la &#8211; fortunatamente parziale &#8211; distruzione dell&#8217;insostituibile patrimonio librario medioevale di Timbuktu, la mitica citt\u00e0 del Sahara dai palazzi e dalle moschee di fango, ci aveva allarmati a sufficienza, forse perch\u00e9 la reazione franco\/ciadiana all&#8217;occupazione del centro abitato da parte di forze qaidiste era stata tanto rapida ed efficace da impedire che venissero provocati danni maggiori. <\/p>\n<p>N\u00e9 aveva risvegliato in tempo la nostra coscienza la locuzione Boko Haram, con cui si sono auto definiti gli estremisti islamici della Nigeria del Nord, che sancisce come &#8220;la cultura occidentale \u00e8 proibita&#8221;. <\/p>\n<p><b>L\u2019inerzia diviene complicit\u00e0<\/b><br \/>Siamo rimasti inerti ed abbiamo ceduto tempo e spazio a quelle forze negative che ora vediamo all&#8217;opera, affaccendate a cancellare , a distruggere, a far sparire, come fanno coloro che pretendono di riscrivere la storia, trasformandola in un falso <i>ad usum delphini<\/i>.<\/p>\n<p>La nostra responsabilit\u00e0 diviene pi\u00f9 grave con la constatazione di come, fra gli iconoclasti del ventunesimo secolo, siano numerosi anche figli di questa nostra Europa, che non siamo stati capaci di educare ai valori profondi di una cultura che \u00e8 anche accettazione del passato, orgoglio delle proprie multiformi radici e rispetto per la bellezza delle opere dell&#8217;uomo che sono &#8211; in questo caso e oltre ogni retorica &#8211; reale riflesso in questo mondo della immagine di Dio.<\/p>\n<p>Lasciato agire indisturbato, questo cancro potrebbe cancellare progressivamente l&#8217;aspetto visibile delle nostre radici, trasformando un passato concreto ed una storia tangibile in qualcosa di astratto , fumoso, quasi leggendario. <\/p>\n<p>Gi\u00e0 adesso , a distanza di meno di cento anni, abbiamo persone e Stati interi capaci di negare i genocidi del ventesimo secolo. Cosa accadr\u00e0 della &#8220;terra fra i due fiumi&#8221; e della influenza che essa ha esercitato sulle culture dei millenni successivi allorch\u00e9 l&#8217; ultimo toro alato sar\u00e0 stato distrutto dalla motosega e l&#8217;ultima statua ellenistica sbriciolata in polvere di marmo per fare spazio ad una presunta eternit\u00e0 islamica?<\/p>\n<p>Il tempo \u00e8 sempre stato un fattore importante dell\u2019azione , forse il pi\u00f9 importante. In questo caso il tempo manca, l&#8217;urgenza \u00e8 massima. Pi\u00f9 attendiamo e pi\u00f9 rovinosa ed irreversibile si far\u00e0 la distruzione. Ci sono momenti in cui ci si pu\u00f2 concedere il lusso di riflettere e di discutere prendendo tempo. Ce ne sono altri invece in cui la tempestivit\u00e0 fa premio. Noi stiamo vivendo uno di quelli.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Durante la seconda guerra mondiale, la Repubblica Sociale emise una serie, una bella serie, di francobolli che rappresentavano i monumenti italiani colpiti e totalmente o parzialmente distrutti dai bombardamenti alleati. &#8220;Hostium rabies diruit&#8221;, lo ha distrutto la rabbia del nemico, indicava la dicitura stampata sotto l&#8217;immagine; e mentre guardavi l&#8217;Abbazia di Montecassino o la Loggia [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[157,99],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30560"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=30560"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30560\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":63259,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30560\/revisions\/63259"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=30560"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=30560"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=30560"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}