{"id":30570,"date":"2015-05-08T00:00:00","date_gmt":"2015-05-07T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/larma-dellantitrust-contro-gazprom\/"},"modified":"2017-11-03T15:20:55","modified_gmt":"2017-11-03T14:20:55","slug":"larma-dellantitrust-contro-gazprom","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/05\/larma-dellantitrust-contro-gazprom\/","title":{"rendered":"L\u2019arma dell\u2019antitrust contro Gazprom"},"content":{"rendered":"<p>La Commissione europea ha inviato una <a href= \"http:\/\/europa.eu\/rapid\/press-release_IP-15-4828_en.htm\" target= \"blank\"><b><u>comunicazione degli addebiti<\/u><\/b><\/a> alla compagnia nazionale per il gas russa Gazprom, accusandola di abuso di posizione dominante, per l\u2019imposizione di prezzi eccessivamente alti in otto Stati membri dell\u2019Ue (Bulgaria, Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Estonia, Lituania e Lettonia). <\/p>\n<p>Le relazioni ancora tese con l\u2019Ucraina, la novit\u00e0 europea dell\u2019Unione energetica e i cambiamenti nei piani infrastrutturali della Russia, dal fallimento di South Stream alla nascita del Turkish Stream, pongono interrogativi importanti sulle motivazioni e l\u2019evoluzione di questa decisione.<\/p>\n<p><b>I fatti<\/b><br \/>La causa antitrust della Direzione Generale (DG) Concorrenza della Commissione europea contro Gazprom non \u00e8 una novit\u00e0: i suoi albori risalgono al 2012. La comunicazione era pronta almeno dalla scorsa estate e l\u2019ex commissario Almunia desiderava farla partire entro il settembre scorso, ma fu poi fermato dall\u2019evolversi della crisi ucraina. <\/p>\n<p>La comunicazione \u00e8 lo stesso tipo di documento che lo scorso 15 aprile la Commissione ha inviato a Google: vi si sostiene che Gazprom stia portando avanti una strategia basata sulla divisione tra Stati membri dell\u2019Europa Centrale e Orientale per poter ridurre la concorrenza in questi paesi. <\/p>\n<p>Le modalit\u00e0 sarebbero di tre tipi. La prima consisterebbe in restrizioni territoriali, in particolare clausole che proibiscono l\u2019esportazione del gas ricevuto, clausole di destinazione, secondo cui il gas deve essere impiegato dove concordato dal contratto, e altre misure che condizionano i distributori. <\/p>\n<p>Gazprom applicherebbe poi una politica di prezzo sleale in cinque Stati membri (Bulgaria, Polonia, Estonia, Lituania e Lettonia) tramite l\u2019indicizzazione del prezzo del gas a quello del petrolio secondo formule modificate a proprio vantaggio. <\/p>\n<p>Infine, la compagnia utilizzerebbe la propria posizione dominante per influenzare decisioni di tipo infrastrutturale, sulle quali non potrebbe in teoria intervenire per via dell\u2019unbundling, la divisione tra chi produce e chi trasmette l\u2019energia prevista dal Terzo Pacchetto per l\u2019Energia dell\u2019Ue. <\/p>\n<p>Le forniture di gas russo sarebbero subordinate alla concessione di maggiore controllo a Gazprom o di maggiori investimenti su determinati gasdotti in paesi come la Bulgaria e la Polonia.<\/p>\n<p>Gazprom ha ora 12 settimane, in principio fino al 22 luglio, per inviare la propria risposta, con la possibilit\u00e0 di richiedere un\u2019audizione.<\/p>\n<p><b>Il contesto <\/b><br \/>La posta in gioco \u00e8 economicamente alta: la multa potrebbe arrivare fino al 10% del fatturato del pi\u00f9 grande esportatore di gas al mondo. A livello diplomatico per\u00f2, la situazione \u00e8 ancora pi\u00f9 critica. <\/p>\n<p>Quando il caso fu presentato per la prima volta nel 2012, era lecito pensare che la Commissione volesse spingere Gazprom ad adottare un modello di contratto pi\u00f9 flessibile rispetto a quelli a lungo termine, riducendo il costo della dipendenza russa per gli Stati membri pi\u00f9 colpiti. <\/p>\n<p>La crisi ucraina e le sanzioni hanno per\u00f2 inasprito i rapporti tra Europa, in particolare Bruxelles, e la Russia, e l\u2019impatto politico di una mossa simile \u00e8 forte, nonostante le dichiarazioni del commissario alla Concorrenza Margrethe Vestager neghino una simile intenzione. <\/p>\n<p>La comunicazione \u00e8 stata poi preceduta da una serie di eventi, sia dal lato della Commissione che da quello russo. Da una parte la Commissione ha lanciato l\u2019iniziativa dell\u2019Unione energetica, proposta dall\u2019attuale presidente del Consiglio europeo ed ex primo ministro polacco Tuskcon in netto tono anti russo, poi mutato secondo un approccio olistico nella versione finale. <\/p>\n<p>La stessa Unione energetica ha visto l\u2019ultimo Consiglio europeo focalizzarsi sugli aspetti esterni dell\u2019iniziativa, parlando soprattutto di gas e diversificazione delle forniture.<\/p>\n<p>La Russia non \u00e8 per\u00f2 stata a guardare, discutendo un accordo per il gasdotto Turkish Stream prima con Ungheria e Grecia, che hanno espresso il proprio supporto all\u2019iniziativa gi\u00e0 in un incontro dello scorso sette aprile. <\/p>\n<p>Tsipras e Putin hanno subito dopo firmato un accordo commerciale, in cui il Turkish Stream potrebbe avere un ruolo chiave. Un incontro di tanto successo che la Grecia potrebbe ricevere a breve un prestito dal Cremlino del valore di cinque miliardi di europer il gasdotto. <\/p>\n<p>Nel mezzo, l\u2019Ue, la Russia e l\u2019Ucraina hanno inaugurato i trilaterali sul gas lo scorso 20 marzo, cancellando per\u00f2 l\u2019incontro successivo che avrebbe dovuto essere, in teoria, alla fine di aprile. Con motivi forse differenti rispetto a quelli puramente tecnici, usati per giustificare lo spostamento di date.<\/p>\n<p>L\u2019interesse della Commissione in una decisione simile potrebbe stare nel consolidamento sul fronte esterno, ricordando alla Russia che possiede l\u2019arma antitrust (i \u201cmarines\u201d della Commissione) e che non ha paura di usarla. <\/p>\n<p>Allo stesso tempo per\u00f2 la mossa potrebbe rivolgersi al lato domestico, evitando innanzitutto lo scontro tra le posizioni europee e quelle nazionali, come era accaduto con il South Stream. <\/p>\n<p>La Commissione potrebbe poi voler accelerare la diversificazione dalla Russia, un processo che sta avvenendo anche da parte del Cremlino verso l\u2019Europa. <\/p>\n<p>Questa decisione potrebbe influenzare sia il nuovo ambito infrastrutturale (Gnl, gasdotti ma anche reti elettriche) cos\u00ec come la definizione, ancora in corso, della nuova politica energetica europea sulla base degli obiettivi per il 2030, stabiliti lo scorso ottobre, e l\u2019attuazione dell\u2019Unione energetica, proposta in forma finale il 25 febbraio 2015.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Commissione europea ha inviato una comunicazione degli addebiti alla compagnia nazionale per il gas russa Gazprom, accusandola di abuso di posizione dominante, per l\u2019imposizione di prezzi eccessivamente alti in otto Stati membri dell\u2019Ue (Bulgaria, Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Estonia, Lituania e Lettonia). 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