{"id":30600,"date":"2015-05-10T00:00:00","date_gmt":"2015-05-09T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/le-politiche-energetiche-di-francia-e-italia\/"},"modified":"2017-11-03T15:20:54","modified_gmt":"2017-11-03T14:20:54","slug":"le-politiche-energetiche-di-francia-e-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/05\/le-politiche-energetiche-di-francia-e-italia\/","title":{"rendered":"Le politiche energetiche di Francia e Italia"},"content":{"rendered":"<p>Dopo le tensioni emerse durante il processo di liberalizzazione del mercato energetico promosso in ambito europeo, le relazioni tra Francia e Italia sembrano oggi rasserenate, con elementi distinti ma anche ambiti di convergenza.<\/p>\n<p>Da un lato la forte complementarit\u00e0 e interdipendenza dei due sistemi energetici nazionali, testimoniata dagli scambi transfrontalieri di elettricit\u00e0, che contribuiscono a un terzo delle importazioni totali dell\u2019Italia.<\/p>\n<p>Dall\u2019altro, l\u2019affacciarsi sullo scacchiere internazionale, e in particolare nell\u2019area del Mediterraneo e nel continente africano, con scenari sia di competizione che di azione congiunta. Il tutto, in un contesto di progressiva integrazione delle politiche energetiche europee, reso ancor pi\u00f9 attuale dal lancio dell\u2019Unione energetica da parte della Commissione Juncker.<\/p>\n<p>Di questo si discuter\u00e0 il prossimo 13 maggio in un seminario organizzato dallo IAI a Roma nell\u2019ambito del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/rivista.asp?ID=267\" target=\"blank\"><b><u>Forum Strategico Francia-Italia<\/u><\/b><\/a>).<\/p>\n<p><b>Una storia comune<\/b><br \/>\nLa storia dei settori energetici di Francia e Italia nel secondo dopo guerra presenta numerose similitudini.<\/p>\n<p>La prima \u00e8 la presenza di un monopolista pubblico per la generazione e distribuzione di elettricit\u00e0 (Edf, creata nel 1945, ed Enel nel 1962) e di altre societ\u00e0 a controllo statale nel settore petrolifero (Cfp poi Total nata nel 1924 ed Eni nel 1953) e del gas naturale (Gdf creata nel 1946 e la stessa Eni), che hanno garantito ad entrambi i paesi una forte politica pubblica di pianificazione e direzione in ambito energetico.<\/p>\n<p>Negli anni \u201890, i processi di privatizzazione e liberalizzazione dei mercati energetici avviati in ambito europeo hanno provocato una rottura di tale parallelismo. Infatti, se dopo la crisi politica del 1992 l\u2019Italia ha giocato la carta di una veloce liberalizzazione del mercato energetico per recuperare margini di competitivit\u00e0, in Francia si osservano dinamiche opposte, con Parigi impegnata a frenare l\u2019applicazione delle direttive europee e la trasformazione del suo mercato interno al fine di tutelare l\u2019azione pubblica in ambito energetico.<\/p>\n<p>L\u2019interazione tra forze liberalizzatrici e tutela dei rispettivi \u201ccampioni nazionali\u201d ha generato tensioni tra Parigi e Roma, come nel 2001 quando il governo Amato ha bloccato l\u2019acquisto di quote Montedison da parte di Edf, o quando quello francese ha bloccato l\u2019Opa di Enel su Suez nel 2006, un\u2019operazione che di fatto ha spinto alla creazione di Gdf-Suez, oggi Engie.<\/p>\n<p>La scelta italiana di riprendere la via nucleare e la cooperazione avviata da Enel ed Edf hanno contribuito a eliminare progressivamente la conflittualit\u00e0 delle relazioni franco-italiane.<\/p>\n<p><b>Diversit\u00e0 dei mercati <\/b><br \/>\nFrancia e Italia sono Paesi estremamente differenti dal punto di vista del mercato energetico. Il nucleare \u00e8 tradizionalmente al centro del mix energetico francese, contribuendo per il 45% dei consumi energetici nazionali e per tre-quarti della generazione elettrica totale.<\/p>\n<p>Grazie ai prezzi relativamente bassi garantiti dal nucleare, la Francia \u00e8 il primo esportatore europeo di elettricit\u00e0 con un saldo netto di oltre 65 Terawatt\/ora nel 2014.<\/p>\n<p>Quello italiano \u00e8 tra i principali mercati di destinazione dell\u2019elettricit\u00e0 francese. Nonostante lo scorso anno i consumi di energia elettrica in Italia siano calati del 3% rispetto al 2013 e la capacit\u00e0 di generazione termoelettrica nazionale stia attraversando una critica fase di stallo, nel 2014 il saldo nazionale fra import ed export con la Francia ha registrato un aumento del 28%.<\/p>\n<p>In sostanza, l\u2019Italia consuma e produce meno elettricit\u00e0 in termini assoluti, ma ne importa di pi\u00f9 in termini relativi dal vicino d\u2019oltralpe.<\/p>\n<p>L\u2019elettricit\u00e0 francese rappresenta un terzo delle importazioni totali, pari a circa il 5% dei consumi nazionali, ed \u00e8 un elemento chiave per la politica italiana di transizione energetica.<\/p>\n<p>Le esportazioni francesi bilanciano l\u2019intermittenza delle fonti rinnovabili sulle quali si basa sempre di pi\u00f9 il mix energetico dell\u2019Italia: idroelettrico, solare, eolico e geotermico, infatti, assicurano il 33% dei consumi elettrici nazionali, ben oltre il 19% registrato lo scorso anno in Francia.<\/p>\n<p><b>Le poste in gioco <\/b><br \/>\nIl contributo del termoelettrico nei mix energetici nazionali rappresenta l\u2019altra grande differenza tra i modelli adottati dai due paesi.<\/p>\n<p>In Italia i combustibili fossili &#8211; gas naturale in primis &#8211; garantiscono oltre il 50% della generazione elettrica, contro meno dell\u20198% nel caso francese.<\/p>\n<p>La forte dipendenza italiana dall\u2019importazione di idrocarburi e l\u2019ambizione di diventare un hub energetico per l\u2019Europa meridionale impone all\u2019Italia un\u2019attenta strategia di diversificazione degli approvvigionamenti, elemento che incrocia la proiezione francese in aree geografiche chiave, prime fra tutte il Mediterraneo e l\u2019Africa sub-sahariana.<\/p>\n<p>La sensibilit\u00e0 della percezione italiana in merito si riscontra nei commenti negativi suscitati dall\u2019interventismo francese in Libia nel 2011, il quale ha alimentato forti (sebbene ingiustificate) speculazioni sulla volont\u00e0 di Parigi di approfittare della caduta del regime di Gheddafi per guadagnare posizioni nel settore energetico libico.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 da evidenziare che l\u2019Italia ha approfittato del semestre di presidenza di turno del Consiglio dell\u2019Ue per rilanciare con forza la cooperazione energetica euro-mediterranea, elemento presente anche nell\u2019iniziativa dell\u2019Unione per il Mediterraneo (UpM) promossa da Parigi. Questi progetti possono apparire concorrenti ma illustrano al tempo stesso un forte potenziale di convergenze.<\/p>\n<p><b>Integrazione europea<\/b><br \/>\nL\u2019iniziativa della Commissione Juncker per rilanciare l\u2019integrazione europea attraverso l\u2019Unione energetica potrebbe contribuire a fare un\u2019ulteriore passo in avanti.<\/p>\n<p>Da un lato, Bruxelles spinge per il pieno completamento del mercato unico dell\u2019elettricit\u00e0, cercando di superare i freni protezionisti. Dall\u2019altro, anche attraverso il ruolo del vice-presidente Sefcovic, la Commissione punta a consolidare l\u2019azione esterna dell\u2019Ue in aree strategiche quali il Mediterraneo.<\/p>\n<p>Sebbene sia difficile immaginare una completa convergenza franco-italiana in questo ambito, il rafforzamento delle iniziative europee sulla sponda sud del Mediterraneo (tra cui MedReg, Med-Tso e le tre piattaforme energetiche sul gas, le rinnovabili, e le interconnessioni elettriche) potr\u00e0 probabilmente facilitare questo processo e contribuire alla sicurezza energetica di entrambi i paesi.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo le tensioni emerse durante il processo di liberalizzazione del mercato energetico promosso in ambito europeo, le relazioni tra Francia e Italia sembrano oggi rasserenate, con elementi distinti ma anche ambiti di convergenza. 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