{"id":30630,"date":"2015-05-12T00:00:00","date_gmt":"2015-05-11T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/una-partnership-strategica-tra-difesa-e-industria\/"},"modified":"2017-11-03T15:20:53","modified_gmt":"2017-11-03T14:20:53","slug":"una-partnership-strategica-tra-difesa-e-industria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/05\/una-partnership-strategica-tra-difesa-e-industria\/","title":{"rendered":"Una partnership strategica tra Difesa e industria"},"content":{"rendered":"<p>\u201cAccanto a uno strumento militare in grado di saper esprimere le corrette e necessarie capacit\u00e0, il nostro sistema difesa non pu\u00f2 prescindere da un certo livello di autonomia industriale e tecnologica che possa soddisfare almeno parte di tali esigenze a livello nazionale o attraverso la partecipazione a iniziative multinazionali di sviluppo e acquisizione\u201d. <\/p>\n<p>Cos\u00ec recita l\u2019incipit al capitolo 9 del Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la difesa che prende in esame la politica scientifica, industriale e di innovazione tecnologica della difesa. Dopo una breve ma esaustiva analisi di alcune dinamiche evolutive intercorse negli ultimi anni relative al mercato internazionale della difesa e allo sviluppo tecnologico, il testo cerca di mettere a fuoco il contesto italiano. Vediamo come.<\/p>\n<p><b>Quali competenze tecnologiche e perch\u00e9<\/b><br \/>Il documento parla di competenze tecnologiche distintive, <i>sovrane <\/i>e <i>collaborative<\/i>, che sono alla base dello sviluppo di prodotti e sistemi, figlie di un patrimonio scientifico, tecnologico e industriale. <\/p>\n<p>Sebbene entrambe siano determinanti nello sviluppo di un sistema produttivo competitivo a livello internazionale, le competenze tecnologiche <i>sovrane <\/i>sono capacit\u00e0 ritenute essenziali, \u201cchiave e abilitanti\u201d, perch\u00e9 legate a doppio filo al soddisfacimento autonomo e sostenibile delle irrinunciabili esigenze della difesa e dell\u2019interesse nazionale. <\/p>\n<p>Il carattere strategico di queste capacit\u00e0 esige di mantenere su di esse un certo livello di sovranit\u00e0 e assicurare che lo sviluppo e la produzione avvengano all\u2019interno del Paese a prescindere dalle collaborazioni internazionali e dagli assetti proprietari.<\/p>\n<p>Tra le tecnologie cosiddette sovrane, il Libro Bianco include quelle duali &#8211; le cosiddette <i>dual-use technologies<\/i> &#8211; le quali trovano ampio spazio all\u2019interno del capitolo, come ad esempio nei punti 270 e 283, con l\u2019obiettivo di indirizzare adeguate risorse nella ricerca e sviluppo di quei progetti che trovano conferma della loro validit\u00e0 e utilit\u00e0 duale anche a livello europeo. <\/p>\n<p>Speculari e complementari, le competenze <i>collaborative <\/i>permettono all\u2019Italia di giocare un ruolo di rilievo all\u2019interno di programmi di collaborazione internazionale. Queste capacit\u00e0 tecnologiche vanno inserite in un logica di interdipendenza, specializzazione e divisione del lavoro tra i paesi partner. Di qui la necessit\u00e0 di identificare quei prodotti e sistemi che dovranno essere sviluppati e realizzati in un\u2019ottica collaborativa.<\/p>\n<p>Nel concludere questa parte dedicata alla competenze, il documento prevede la realizzazione di un Piano &#8211; flessibile, aggiornabile e stabilito in una logica di confronto anche con la controparte industriale &#8211; atto ad individuare le attivit\u00e0 tecnologiche e industriali strategiche. <\/p>\n<p>Un Piano che non si limiti a identificare e incrociare le esigenze e i requisiti tecnici delle Forze armate con le reali capacit\u00e0 tecnologico-industriali ma che consideri, non senza ragione, le possibilit\u00e0 \u201cesportative\u201d di tali capacit\u00e0, il loro valore duale e altres\u00ec la coerenza con gli sviluppi e l\u2019andamento del mercato. <\/p>\n<p><b>Difesa e industria partner nella gestione dei programmi<\/b><br \/>La complessit\u00e0 tecnologica di prodotti e sistemi, caratterizzati da una crescente osmosi tra il campo civile e militare, richiede un cambio di passo nelle relazioni tra la Difesa e l\u2019industria. Il modello di acquisizione che ha da sempre contraddistinto i processi di <i>procurement <\/i>dovr\u00e0 essere coerentemente riformato con ricadute gestionali e organizzative che possano prevedere il passaggio di alcune competenze dalla Difesa alla controparte industriale, in un\u2019ottica di maggiore compartecipazione e collaborazione tra i due attori; aspetti tratteggiati, ad esempio, nei punti 279 e 280.<\/p>\n<p>Ma sono i successivi paragrafi che in qualche modo condensano e delineano una sorta di accelerazione, frutto del cambiamento tecnologico in atto: puntare alla progettazione di piattaforme e sistemi sempre pi\u00f9 ad architettura aperta e modulari in grado di integrare i futuri aggiornamenti; fare leva sulle tecnologie duali e sfruttare le relative economie di scala per l\u2019intero ciclo di vita del prodotto; optare per un \u201capproccio a spirale\u201d per acquisizioni complesse e di lungo periodo. <\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 implica anche una revisione profonda della forma contrattuale che trasformi \u201cla natura e i contenuti del rapporto tra industria e Amministrazione da semplice fornitura a partnership strategica\u201d.<\/p>\n<p> <b>Non c\u2019\u00e8 due senza tre: l\u2019Universit\u00e0 e la ricerca<\/b><br \/>La partnership tra Difesa e industria non si esaurisce in un rapporto bilaterale bens\u00ec deve trovare un ulteriore e terzo elemento di appoggio nel mondo universitario e della ricerca, mondo nel quale l\u2019innovazione fiorisce, cresce e si sviluppa. <\/p>\n<p>Come gi\u00e0 avviene in molti altri Paesi, si auspica una sorta di sistema virtuoso in cui le idee e le proposte di ricerca pi\u00f9 innovative possano trovare un canale preferenziale di accesso al finanziamento e quindi proseguire verso la loro realizzazione dopo un\u2019attenta, ma rapida valutazione. Ne beneficerebbe l\u2019intero \u201cSistema Italia\u201d, con ramificazioni e ricadute economiche e occupazionali in altri settori, a partire da quelli attigui.<\/p>\n<p>La politica scientifica, industriale e di innovazione tecnologica costituisce una delle quattro direttrici dentro la quale avviare la trasformazione della Difesa. <\/p>\n<p>La \u201ccornice\u201d dentro la quale verr\u00e0 attuato tale processo \u00e8 la cosiddetta Strategia industriale e tecnologica (Sit), che dovr\u00e0 essere predisposta entro sei mesi con l\u2019obiettivo disegnare un nuova collaborazione in grado, si spera, di portare a compimento quanto di buono e concreto \u00e8 stato definito con il Libro Bianco.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cAccanto a uno strumento militare in grado di saper esprimere le corrette e necessarie capacit\u00e0, il nostro sistema difesa non pu\u00f2 prescindere da un certo livello di autonomia industriale e tecnologica che possa soddisfare almeno parte di tali esigenze a livello nazionale o attraverso la partecipazione a iniziative multinazionali di sviluppo e acquisizione\u201d. 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