{"id":30650,"date":"2015-05-14T00:00:00","date_gmt":"2015-05-13T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-nuova-governance-della-difesa\/"},"modified":"2017-11-03T15:20:52","modified_gmt":"2017-11-03T14:20:52","slug":"la-nuova-governance-della-difesa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/05\/la-nuova-governance-della-difesa\/","title":{"rendered":"La nuova governance della Difesa"},"content":{"rendered":"<p>Riformare la pubblica amministrazione in Italia \u00e8 pi\u00f9 difficile che vincere una guerra, ma il Libro Bianco ci prova per lo meno quanto a governance e organizzazione interna della Difesa, in un\u2019ottica \u201cstrategica\u201d. <\/p>\n<p>Il Libro Bianco si prefigge esplicitamente lo scopo non solo di indicare quale strumento militare possa affrontare le sfide e opportunit\u00e0 in fatto di sicurezza internazionale e difesa, ma anche di individuare il modello di governance e organizzazione che sia in grado al tempo stesso di affrontare le suddette sfide e di rispondere a criteri di efficacia, efficienza ed economicit\u00e0.<\/p>\n<p><b>Obiettivi Vs risorse = priorit\u00e0 &#038; scelte<\/b><br \/>In altre parole, \u00e8 un documento \u201cstrategico\u201d nel senso originario del termine, perch\u00e9 tenta di mettere in relazione obiettivi, modalit\u00e0 e mezzi per raggiungerli. Nel fare ci\u00f2, riconosce che le risorse per la difesa sono e resteranno limitate,e propone quindi scelte difficili e innovative. Viene cos\u00ec in mente la famosa battuta di Churchill rispetto al pensiero strategico: \u201cora che siamo a corto di soldi, dobbiamo pensare\u201d.<\/p>\n<p>Pensare a cosa? A come mantenere uno strumento militare che sostenga la politica di sicurezza internazionale e di difesa a protezione degli interessi vitali e strategici dell\u2019Italia, come esplicitamente affermato nel punto 54. <\/p>\n<p>Ci\u00f2 vuol dire ad esempio concentrarsi su aree <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3061\" target= \"blank\"><b><u>geografiche prioritarie<\/u><\/b><\/a> per gli interessi nazionali, come fanno da tempo gli altri grandi Paesi europei, e mettere in secondo piano crisi pur drammatiche in altre regioni del mondo.<\/p>\n<p><b>La nuova governance: 5 funzioni strategiche<\/b><br \/>Altre scelte strategiche riguardano non l\u2019area di azione prioritaria, ma il modo in cui questa azione &#8211; ed in generale le attivit\u00e0 della Difesa &#8211; sono svolte. Si tratta di scelte meno immediate da comprendere all\u2019esterno, ma cruciali da due punti vista. A livello politico, toccano una questione fondamentale: chi comanda davvero le Forze Armate in Italia e come.<\/p>\n<p>A livello operativo, sono scelte necessarie per mantenere nella realt\u00e0 dei fatti quella utilizzabilit\u00e0, proiettabilit\u00e0, sostenibilit\u00e0 dello strumento militare &#8211; nonch\u00e9 la sua interoperabilit\u00e0 con gli alleati &#8211; evocate su carta quasi in ogni documento ufficiale Nato o Ue &#8211; o italiano, francese o britannico &#8211; degli ultimi 15 anni. I due livelli sono strettamente connessi, e dalla loro interazione dipender\u00e0 la capacit\u00e0 operativa dello strumento militare date le limitate risorse a disposizione.<\/p>\n<p>Non a caso il Libro Bianco cerca di legare i due livelli, di nuovo in modo definibile come \u201cstrategico\u201d, proponendo una nuova governance della Difesa articolata su cinque <i>funzioni strategiche<\/i>: direzione politica, direzione strategico-militare, generazione e preparazione delle forze, impiego delle forze, supporto delle forze (punto 147). <\/p>\n<p>L\u2019obiettivo \u00e8 quello di riorganizzare comandi ed enti centrali e periferici in base a queste funzioni, accorpando ovunque possibile ed evitando duplicazioni e frazionamenti. <\/p>\n<p><b>Il politico e il militare<\/b><br \/>Riguardo in particolare alla <i>funzione strategica<\/i> di direzione politica, le attribuzioni del ministro della Difesa sono fissate dal Codice dell\u2019Ordinamento Militare del 2010 ed il Libro Bianco si concentra su come attuarle nella pratica. <\/p>\n<p>Pi\u00f9 che in altri settori della pubblica amministrazione, la specificit\u00e0 della Difesa rende difficile all\u2019autorit\u00e0 politica acquisire le conoscenze necessarie per esercitare efficacemente quel potere decisionale che gli spetta in una democrazia compiuta. <\/p>\n<p>Non si tratta qui di ambire ad una padronanza degli aspetti operativi e tecnici che non \u00e8 competenza del decisore politico, n\u00e9 pu\u00f2 o dovrebbe diventarla, ma di predisporre all\u2019interno della Difesa quegli strumenti, e le relative risorse umane, che mettano in grado ministro e sottosegretari di turno di superare la \u201casimmetria informativa\u201d a loro sfavore e quindi prendere decisioni consapevoli e verificarne attuazione e risultati. <\/p>\n<p>Si tratta di un equilibrio difficile da raggiungere, ma che renderebbe pi\u00f9 solido ed efficace il rapporto tra mondo politico e militare, nella chiarezza dei rispettivi ruoli. <\/p>\n<p><b>Il comando interforze<\/b><br \/>Rispetto alle altre quattro funzioni strategiche, il Libro Bianco propone una serie di innovazioni importanti che, nel complesso, tendono ad una maggiore integrazione interforze, a vantaggio dell\u2019efficacia, efficienza ed economicit\u00e0 dello strumento militare. <\/p>\n<p>Ad esempio, per quanto riguarda la funzione \u201cimpiego delle forze\u201d, il capo di Stato Maggiore della Difesa si avvarr\u00e0 di un vice comandante per le Operazioni: quest\u2019ultimo sar\u00e0 a capo sia del Comando operativo di Vertice interforze sia dei Comandi operativi esistenti a livello di singola Forza Armata, nonch\u00e9 del Comando Interforze per le Operazioni speciali e di quello per le Operazioni cibernetiche. <\/p>\n<p>In altre parole nell\u2019assetto proposto al punto 173 qualunque operazione militare, anche se fosse eseguita da una sola Forza Armata, risalirebbe alla responsabilit\u00e0 del comando interforze. <\/p>\n<p><b>Un\u2019attuazione a tappe forzate<\/b><br \/>Il Libro Bianco affida una serie di compiti alle varie articolazioni della Difesa per l\u2019attuazione di quanto previsto dal documento, delineando una marcia a tappe forzate che nel giro di un anno dovrebbe portare ad un adeguamento della normativa sia a livello legislativo sia di atti interni al ministero della Difesa. <\/p>\n<p>Per aumentare l\u2019impatto del documento, lo stesso Libro Bianco afferma di \u201ccostituire direttiva ministeriale\u201d. Alla luce dell\u2019esperienza della legge Di Paola, con gli elementi riformatori della 244\/20012 sostanzialmente <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2544\" target= \"blank\"><b><u>traditi dal decreto attuativo<\/u><\/b><\/a> del 2014, \u00e8 certo che il Libro Bianco rappresenta una tappa importante di un percorso di riforma ancora lungo, incerto, irto e insidioso, ma non per questo meno necessario e doveroso da percorrere.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riformare la pubblica amministrazione in Italia \u00e8 pi\u00f9 difficile che vincere una guerra, ma il Libro Bianco ci prova per lo meno quanto a governance e organizzazione interna della Difesa, in un\u2019ottica \u201cstrategica\u201d. 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