{"id":30770,"date":"2015-05-21T00:00:00","date_gmt":"2015-05-20T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/stranieri-e-profughi-di-oggi-e-di-ieri\/"},"modified":"2017-11-03T15:20:50","modified_gmt":"2017-11-03T14:20:50","slug":"stranieri-e-profughi-di-oggi-e-di-ieri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/05\/stranieri-e-profughi-di-oggi-e-di-ieri\/","title":{"rendered":"Stranieri e profughi di oggi e di ieri"},"content":{"rendered":"<p>Le navi cariche di rifugiati e migranti che affondano oggi nel Mediterraneo nel tentativo di giungere alle sponde dell\u2019Europa evocano assonanze emotive con vicende tragiche vissute dagli ebrei d\u2019Europa 70-80 anni fa.<\/p>\n<p>Ci ricordano gli ebrei fuggiaschi sul finire degli Anni \u201930, che cercavano rifugio dalla furia antisemita, o le navi cariche di sopravvissuti al genocidio hitleriano, che nel 1946-\u201847 varcavano il Mediterraneo dirette in Palestina e ne venivano respinte (e i profughi internati dagli inglesi in campi di prigionia, a Cipro o altrove).<\/p>\n<p>Ricordiamo qualche dettaglio di quella storia dolorosa.<\/p>\n<p><b>I profughi ebrei degli Anni Trenta<\/b><br \/>Contro l\u2019esplodere della persecuzione antiebraica in Germania e l\u2019inasprirsi nei paesi dell\u2019Europa orientale (Ungheria, Polonia, Romania) di leggi e prassi antisemite, il mondo \u201ccivile\u201d fatic\u00f2 a reagire. Ovunque gravava il pregiudizio antisemita, l\u2019ostilit\u00e0 o l\u2019indifferenza allo straniero.<\/p>\n<p>\u201cLa barca \u00e8 piena\u201d, affermavano i governi e le opinioni pubbliche. Nel 1935 gli Stati Uniti ammisero circa 6 mila emigranti ebrei dall\u2019Europa, l\u2019Argentina circa 3 mila, il Brasile 2 mila. Pi\u00f9 generosi furono i Paesi dell\u2019Europa occidentale: la Francia circa 35 mila, il Belgio 25 mila, l\u2019Olanda 20 mila.<\/p>\n<p>In Palestina, sotto il mandato britannico, trovarono rifugio nel triennio 1933-\u201835 circa 130.000 ebrei (vedi Walter Laqueur, <i>A History of Zionism<\/i>, New York, 1972).<\/p>\n<p>Nel 1938 si svolse per impulso di Roosevelt una conferenza ad Evian (Francia) circa lo status dei rifugiati ebrei. Vi parteciparono oltre 30 Paesi. Ma il numero di profughi ammessi in quei Paesi rest\u00f2 molto limitato. <\/p>\n<p>Nei documenti ufficiali della Conferenza si giustific\u00f2 la decisione motivandola con la disoccupazione e le difficolt\u00e0 economico-sociali nei Paesi riceventi, l\u2019ordine pubblico, ecc. <\/p>\n<p>Gli inglesi rifiutarono di discutere nella Conferenza di immigrazione ebraica verso la Palestina e nel 1939 pubblicarono il Libro Bianco, che, cedendo all\u2019opposizione araba e ai timori di un consolidarsi del movimento sionista, limitava il numero di emigranti ebrei a 10 mila all\u2019anno per cinque anni, per poi porvi fine.<\/p>\n<p>Anche negli anni precedenti segnati dal crescere della violenza antiebraica in Europa il numero di immigrati ebrei ammessi dalle autorit\u00e0 britanniche and\u00f2 decrescendo: furono 60 mila nel \u201935, 30 mila nel \u201936, 10 mila nel \u201937, 13 mila nel \u201938 e poco di pi\u00f9 nel \u201939.<\/p>\n<p><b>Lo scaricabarile dei Governi<\/b><br \/>Rivelatore di quel clima \u00e8 una risposta del segretario alle Colonie Mac Donald a un\u2019interrogazione alla Camera dei Comuni dell\u2019aprile 1939, cos\u00ec come riportata da Arthur Koestler (<i>Ladri nella notte<\/i>, Mondadori,1971, p. 242):  \u201cA 1220 immigranti clandestini \u00e8 stato impedito lo sbarco in Palestina \u2026 Il 21 marzo 269 ebrei del piroscafo Assandu hanno ricevuto l\u2019ordine di ripartire per Costanza, Romania, il loro porto di imbarco. A 710 ebrei di cui 698 tedeschi, \u00e8 stato proibito di sbarcare dal piroscafo Astir e ordinato di tornare donde erano venuti. \u2026 Al segretario \u00e8 stato chiesto se avendo i profughi ebrei atrocemente sofferto fossero stati rimpatriati \u2026 Il signor Mac Donald ha detto che essi sono stati rimandati ai rispettivi porti di imbarco. Allora l\u2019interrogante: ai campi di concentramento forse? e MacDonald: La responsabilit\u00e0 ricade su coloro che sono responsabili di avere organizzato l\u2019immigrazione clandestina\u2026\u201d.<\/p>\n<p>Anche dopo lo scoppio del conflitto in Europa appena 20 mila ebrei trovarono asilo negli Stati Uniti per l\u2019azione risoluta soprattutto dei volontari dell\u2019<i>Emergency Rescue Commitee <\/i>nella Francia occupata (tra questi Varian Fry e Hannah Arendt). <\/p>\n<p>Le ragioni di tale inerzia furono molteplici: l\u2019antisemitismo, l\u2019ideologia xenofoba e contraria all\u2019immigrazione, il silenzio delle chiese cristiane, la stessa riluttanza degli organismi ebraici americani ad esercitare pressioni sul governo per il timore di esacerbare l\u2019ostilit\u00e0 antisemita e perch\u00e9 era prioritaria fra i sionisti la battaglia per la futura creazione di uno stato ebraico (vedi David Wyman, <i>The abandonment of the Jews: America and the Holocaust<\/i>, New York, 1984). <\/p>\n<p>Due le vicende pi\u00f9 note dalla memorialistica di quegli anni: lo Struma e il St. Louis.<\/p>\n<p><b>Le storie a triste fine dello Struma e del St. Louis<\/b><br \/>In Romania masse di ebrei, fuggendo all\u2019assassinio di massa organizzato dallo stato e dalle milizie fasciste delle Guardie di Ferro, cercavano di varcare il mar Nero verso la Turchia e di l\u00ec la Palestina. Molte navi affondarono. <\/p>\n<p>Lo Struma salp\u00f2 da Costanza nel dicembre \u201941 con circa 800 persone. Giunto a Istanbul, stante il rifiuto del governo britannico di concedere visti di entrata in Palestina, fu costretto dopo un\u2019attesa di 70 giorni nel porto turco a ripartire verso il Mar Nero dove fu affondato da un siluro, la cui identit\u00e0 non fu mai individuata con certezza. Un solo passeggero trov\u00f2 scampo.<\/p>\n<p>Il St. Louis salp\u00f2 nel maggio \u201939 dalla Germania con un carico di 900 ebrei tedeschi diretti a Cuba. Giunto all\u2019Avana, dopo mille peripezie ed estenuanti trattative fra il governo cubano e l\u2019<i>American Joint Distribution Committee<\/i>, fu costretto a lasciare Cuba e a ritornare in Europa. Alcuni dei profughi furono accolti in Olanda, Belgio, Francia e Gran Bretagna. Altri rimpatriati a forza nella Germania hitleriana.<\/p>\n<p>La questione dell\u2019immigrazione oggi verso l\u2019Europa dai paesi del Medio Oriente e dell\u2019Africa travagliati dalle guerre e dalla miseria \u00e8 assai complicata. <\/p>\n<p>Le soluzioni non sono semplici, fra gli estremi dell\u2019utopismo della \u201cbuona volont\u00e0\u201d e della stupidit\u00e0 xenofoba. Ma la storia ebraica della prima met\u00e0 del \u2018900 pu\u00f2 essere di utile pedagogia rispetto all\u2019egoismo e all\u2019indifferenza.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le navi cariche di rifugiati e migranti che affondano oggi nel Mediterraneo nel tentativo di giungere alle sponde dell\u2019Europa evocano assonanze emotive con vicende tragiche vissute dagli ebrei d\u2019Europa 70-80 anni fa. 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