{"id":30780,"date":"2015-05-26T00:00:00","date_gmt":"2015-05-25T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/macedonia-contrasti-rinvigoriti-da-crisi-interna\/"},"modified":"2017-11-03T15:20:50","modified_gmt":"2017-11-03T14:20:50","slug":"macedonia-contrasti-rinvigoriti-da-crisi-interna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/05\/macedonia-contrasti-rinvigoriti-da-crisi-interna\/","title":{"rendered":"Macedonia, contrasti rinvigoriti da crisi interna"},"content":{"rendered":"<p>La Macedonia, piccolo paese nel cuore dei Balcani, \u00e8 tornata nuovamente sotto i riflettori dell\u2019opinione pubblica mondiale a causa di una ormai cronica diatriba politica che sembra aggravarsi giorno dopo giorno.<\/p>\n<p>Con una storia democratica lunga solo 24 anni, la giovane Repubblica con i suoi due milioni di abitanti sta facendo parlare di s\u00e9 in Europa e in Russia alla luce dei recenti scandali, promossi dall\u2019opposizione socialdemocratica, che hanno colpito il governo conservatore del potente premier Nikola Gruevski. <\/p>\n<p>Ci\u00f2 avviene nel pieno dei contrasti tra Unione europea (Ue) e Russia, mentre il mix multietnico che domina la societ\u00e0 macedone pare essere vicino a determinare un nuovo sanguinoso confitto interno.<\/p>\n<p><b>Le intercettazioni rese pubbliche settimanalmente<\/b><br \/>Da febbraio di quest\u2019anno, il leader dell\u2019opposizione Zoran Zaev, sostenuto dal magnate delle comunicazioni George Soros, ha avviato una campagna di divulgazione e informazione rivolta alla popolazione civile, basata sulla pubblicazione d\u2019intercettazioni &#8211; la cui provenienza resta dubbia &#8211; che inchiodano i maggiori esponenti politici della maggioranza e del Governo in carica. <\/p>\n<p>Oggetto di queste intercettazioni sono presunti brogli elettorali, omicidi di stampo politico ed episodi di corruzione di cui parlamentari, ministri e uomini vicini al premier parlano con assoluta libert\u00e0 e semplicit\u00e0 per telefono provocando lo sdegno della popolazione e delle opposizioni.<\/p>\n<p>Il premier ha immediatamente respinto le accuse riducendo la questione a semplici casi isolati di cattivi amministratori pubblici, il tutto mentre domenica 17 maggio pi\u00f9 di 70.000 cittadini sono scesi in piazza per chiedere le immediate dimissioni del Governo tacciato, tra le altre cose, di aver avviato una politica autoritaria e limitativa rispetto alla stampa e alla libert\u00e0 dei cittadini (fonti non ancora confermate parlano, infatti, di oltre 20.000 utenze intercettate costantemente su richiesta di Gruevski).<\/p>\n<p>Questa imponente campagna mediatica ha fino ad ora portato alle sole dimissioni dei soggetti governativi maggiormente coinvolti nella questione, determinando per\u00f2 l\u2019avvio d\u2019indagini a carico di sei persone, tra cui un ex dirigente del servizio di spionaggio macedone, accusate di aver registrato e diffuso le conversazioni per favorire il capo dell\u2019opposizione Zaev, a sua volta accusato di minacce contro il premier.<\/p>\n<p><b>Terrorismo a Koumanovo e il fantasma Grande Albania<\/b><br \/>La situazione, gi\u00e0 tesa per via delle costanti \u2018bombe\u2019 lanciate dall\u2019opposizione con le intercettazioni, si \u00e8 complicata ulteriormente il 9 maggio, quando, un gruppo di terroristi di nazionalit\u00e0 non ancora ben identificata &#8211; secondo il premier provenienti dall\u2019Albania, mentre a detta della minoranza politica direttamente mandati dal Governo &#8211; hanno distrutto un intero quartiere della cittadina di <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3076\" target= \"blank\"><b><u>Koumanovo<\/u><\/b><\/a>, a nord-est del Paese. Lo scontro che si \u00e8 sviluppato tra gli assalitori e le forze speciali di polizia inviate dal Governo ha causato un bilancio tragico, 22 morti (tra cui 8 poliziotti) e 37 feriti.<\/p>\n<p>Il premier ha immediatamente condannato l\u2019atto terroristico, che a detta dello stesso \u00e8 il frutto di una rinnovata politica albanese di annessione del territorio macedone. <\/p>\n<p>Fin dal termine delle tensione nei Balcani, infatti, la popolazione di etnia albanese che risiede in Macedonia (circa il 25% dei cittadini) preme, con il supporto dei governanti del Paese delle aquile, per ricongiungere i territori popolati da albanesi in uno solo, appunto la Grande Albania.<\/p>\n<p>L\u2019opposizione continua invece a sostenere che l\u2019atto terroristico sia stato ordito dal premier Gruevski sfruttando personaggi vicini ai gruppi indipendentisti albanesi, per distrarre l\u2019opinione pubblica focalizzata solo sugli sconvolgenti contenuti delle intercettazioni che stanno minando l\u2019intero assetto istituzionale del Paese.<\/p>\n<p><b>I rapporti con Ue e Russia e le teorie complottistiche<\/b><br \/>Come spesso accade non mancano le teorie complottistiche, gi\u00e0 sentite nel caso della recente crisi ucraina. Il ministro degli Esteri russo Lavrov si \u00e8 infatti immediatamente scagliato contro \u201catti di terrorismo preparati, pianificati ed eseguiti per volont\u00e0 di terzi\u201d contestando altres\u00ec la poco incisiva posizione dell\u2019Ue, le cui sanzioni contro la Russia non sono state applicate, nonostante gli fosse richiesto, dal Governo macedone, che anzi &#8211; si \u00e8 detto anche disponibile seguendo in tal senso la vicina Grecia &#8211; ad ospitare il passaggio verso l\u2019Europa del gas russo proveniente dal \u201cTurkishStream\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019Ue prepara invece l\u2019invio di una delegazione di parlamentari socialdemocratici, per provare a mediare tra la rigida maggioranza e la sempre pi\u00f9 aggressiva opposizione. Pertanto l\u2019Unione sia pur lentamente si muove, mentre l\u2019ambasciatore americano a Skopje Bailey supportato da Nato, Regno Unito, Italia e Francia condanna l\u2019immobilismo del Governo dinanzi agli scandali che lo stanno colpendo e invoca, cos\u00ec come il rappresentante italiano nella capitale macedone Belelli, maggior trasparenza e disponibilit\u00e0 quali strumenti per evitare l\u2019isolamento internazionale del Paese.<\/p>\n<p>In questa cornice si colloca, quindi, una nuova potenziale crisi dell\u2019intera area balcanica, stante che, questi appelli, cos\u00ec come le critiche russe al ruolo dell\u2019Ue nella crisi, non sono configurabili come semplici ingerenze negli affari interni di uno Stato sovrano. <\/p>\n<p>Va considerato, infatti, che dal 2005 la giovane Repubblica baltica gode dello status di Paese candidato all\u2019Ue e che quindi in quanto tale dovrebbe avviare una politica pi\u00f9 dialogante nei confronti dei propri alleati occidentali, sia pur con il rischio di incrementare le pressioni dalla vicina e storicamente influente Russia determinata, sotto la guida di Putin, a riavvicinare i tanti Stati derivati dall\u2019ex Unione sovietica nella nuova e ancora poco nota Unione euroasiatica. <\/p>\n<p>Come gi\u00e0 in passato, ancora oggi il bivio pare essere il medesimo, da una parte Europa e Stati Uniti dall\u2019altra la Russia. A Skopje la scelta.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Macedonia, piccolo paese nel cuore dei Balcani, \u00e8 tornata nuovamente sotto i riflettori dell\u2019opinione pubblica mondiale a causa di una ormai cronica diatriba politica che sembra aggravarsi giorno dopo giorno. Con una storia democratica lunga solo 24 anni, la giovane Repubblica con i suoi due milioni di abitanti sta facendo parlare di s\u00e9 in [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[75,108,140],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30780"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=30780"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30780\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":62443,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30780\/revisions\/62443"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=30780"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=30780"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=30780"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}