{"id":30810,"date":"2015-05-27T00:00:00","date_gmt":"2015-05-26T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-dilemma-di-tsipras-tra-austerita-e-coerenza\/"},"modified":"2017-11-03T15:20:50","modified_gmt":"2017-11-03T14:20:50","slug":"il-dilemma-di-tsipras-tra-austerita-e-coerenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/05\/il-dilemma-di-tsipras-tra-austerita-e-coerenza\/","title":{"rendered":"Il dilemma di Tsipras, tra austerit\u00e0 e coerenza"},"content":{"rendered":"<p>A quasi quattro mesi dalla formazione del governo di Alexis Tsipras, composto da Syriza (149 seggi) con la partecipazione dei Greci Indipendenti di Anel (13 seggi), \u00e8 tempo d\u2019un primo bilancio, passata la \u2018luna di miele\u2019 tradizionale di un governo con la sua opinione pubblica dei primi cento giorni. <\/p>\n<p>L\u2019esecutivo greco avrebbe dovuto basare la propria azione su un programma politico che, cos\u00ec come presentato a Salonicco nel settembre 2014, avrebbe dovuto promuovere un radicale cambiamento rispetto al passato e attuare misure di anti-austerit\u00e0 per contrastare la crisi economica ed umanitaria in cui il Paese \u00e8 sprofondato. <\/p>\n<p>Tuttavia, con una riduzione del Pil dello 0.2 % dal gennaio 2015, e un tasso di disoccupazione che si attesta oltre il 25%,il pi\u00f9 alto dell\u2019Unione Europea (Ue), e una previsione di crescita solo dello 0,5%, il governo greco sembra ben lontano dal gestire in maniera efficiente la crisi economico-finanziaria. <\/p>\n<p>Mentre il Fondo monetario internazionale (Fmi) e i vertici europei spingono ancora la Grecia verso programmi di austerit\u00e0, l\u2019euro-criticismo e il rilancio dell\u2019economia greca su cui si era basata la retorica di Syriza, potrebbero non essere sufficiente a mantenere il consenso elettorale, se Tsipras non sar\u00e0 in grado di promuovere effettive riforme. <\/p>\n<p><b>Il programma e la sua attuazione: un gioco a somma zero<\/b><br \/>Il programma di Salonicco prevedeva infatti un forte incremento dell\u2019assistenza sociale, specialmente per le categorie pi\u00f9 colpite dalla crisi, e si basava essenzialmente su quattro pilastri: affrontare la crisi umanitaria, riavviare l&#8217;economia, rilanciare l&#8217;occupazione e trasformare il sistema politico. <\/p>\n<p> Queste misure si incentravano principalmente sull\u2019introduzione di garanzie sociali come l\u2019aumento del salario minimo e del sussidio di disoccupazione, un migliorato accesso alla sanit\u00e0 pubblica per i meno abbienti e la regolamentazione del mercato del lavoro con l\u2019estensione dei contratti collettivi. <\/p>\n<p>Secondo Tispras, il governo greco avrebbe potuto finanziarie tali azioni grazie ad una serie di manovre fiscali, come l\u2019introduzione di una tassa patrimoniale, una maggiore tassazione sulle transazioni finanziarie e la proibizione dei derivati come Swap e Cds, ma non solo. <\/p>\n<p>Lo stato avrebbe infatti dovuto tagliare la spesa militare e i costi della politica, abolendo parte dei privilegi della Chiesa Ortodossa Greca e nazionalizzando alcuni servizi. <\/p>\n<p>Tuttavia, sebbene a marzo, il Parlamento greco abbia approvato un \u201cpacchetto anti-povert\u00e0\u201d stimato intorno ai 200 milioni di euro, che prevede la distribuzione di sussidi alimentari (buoni pasto) a circa 300.000 persone, indennit\u00e0 di affitto per 30.000 famiglie e la fornitura gratuita di energia elettrica ai nuclei familiari pi\u00f9 poveri, gli altri punti del programma, di carattere economico e non, sono ben lontani dalla loro attuazione.<\/p>\n<p><b>L\u2019Eurogruppo e il mancato rilancio dell\u2019economia greca<\/b><br \/>La ragione di tali ritardi va imputata alla necessit\u00e0 del governo di rinegoziare il debito. Con un debito pubblico che, secondo le stime della Commissione europea, nel corso del 2015 superer\u00e0 il 180% del Pil, la Grecia deve in totale 21 miliardi di euro all&#8217;Fmi e 27 miliardi alla Banca centrale europea (Bce).<\/p>\n<p>Alla fine di febbraio, Tsipras e il ministro dell\u2019Economia, Yanis Varoufakis avevano negoziato l\u2019estensione del piano di salvataggio per Atene, il \u201c<i>Master Financial Assistance Facility Agreement<\/i>\u201d (Mffa) dello <i>European Financial Stability Facility<\/i> che sbloccava fondi per 1,8 miliardi di euro, a condizione che Atene trovasse un accordo con i suoi creditori sulle riforme da attuare.<\/p>\n<p>All\u2019estensione dell\u2019Mffa, si deve poi aggiungere un effettivo cambiamento della politica della Bce che, gi\u00e0 a gennaio, ha annunciato l\u2019aumento del ricorso al <i>quantitative easing<\/i> (per il valore di 60 miliardi, fino a settembre 2016).<\/p>\n<p>La Bce ha inoltre pi\u00f9 volte alzato il tetto dell\u2019<i>European liquidity assistance<\/i> per la concessione di liquidit\u00e0 agli istituti di credito ellenici. Tuttavia,entro il 5 giugno, il governo ellenico dovr\u00e0 pagare all\u2019Fmi 300 milioni di euro, la prima tranche di quattro, in scadenza nel corso del mese, per un totale di 1.5 miliardi di euro.<\/p>\n<p>Al momento, Syriza ha respinto la richiesta venuta dalle fazioni pi\u00f9 estremiste del partito che chiedevano di lanciare un referendum per respingere ogni accordo con i creditori internazionali che prevedesse ulteriori riforme di bilancio. <\/p>\n<p>Tuttavia, Tsipras rischia di dover abbandonare le sue idee di rilancio economico. Infatti, perch\u00e9 la Grecia possa incassare almeno una parte del fondo di salvataggio da 7,2 miliardi previsto dal cosiddetto <i>Brussels Group<\/i>, nuova versione della troika, un accordo tra le parti sulle riforme economiche da attuare \u00e8 necessario.<\/p>\n<p><b>Il dilemma della coerenza<\/b><br \/>In effetti, se l\u2019individuazione di un accordo tra la Grecia debitrice ed i creditori internazionali \u00e8 tutt\u2019ora nell\u2019interesse dell\u2019Fmi, degli Stati europei, esposti nei confronti di Atene per quasi 190 miliardi di euro e della Grecia, che senza l\u2019appoggio internazionale rischia il default, questo presupporrebbe una sinergia d\u2019intenti che al momento sembra difficile da realizzare. <\/p>\n<p>Mentre l\u2019Eurogruppo chiede un incremento della pressione fiscale, riforme sul mercato del lavoro e sulle pensioni, Atene, procede in senso opposto, volendo dare priorit\u00e0 alla necessit\u00e0 di far fronte alla crisi umanitaria.<\/p>\n<p>Un mancato rispetto degli impegni assunti, ed una eventuale \u201cGrexit\u201d avrebbero senza dubbio conseguenze catastrofiche per il Paese. Ma l\u2019attuazione di un programma di riforme pi\u00f9 inclini all\u2019austerity, con tagli considerevoli della spesa pubblica e sociale, potrebbe costare a Tsipras la propria legittimit\u00e0 e al Paese la stabilit\u00e0 politica.<\/p>\n<p>.  <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A quasi quattro mesi dalla formazione del governo di Alexis Tsipras, composto da Syriza (149 seggi) con la partecipazione dei Greci Indipendenti di Anel (13 seggi), \u00e8 tempo d\u2019un primo bilancio, passata la \u2018luna di miele\u2019 tradizionale di un governo con la sua opinione pubblica dei primi cento giorni. 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