{"id":30820,"date":"2015-05-28T00:00:00","date_gmt":"2015-05-27T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/forze-armate-e-innovazione-tecnologica\/"},"modified":"2017-11-03T15:20:49","modified_gmt":"2017-11-03T14:20:49","slug":"forze-armate-e-innovazione-tecnologica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/05\/forze-armate-e-innovazione-tecnologica\/","title":{"rendered":"Forze Armate e innovazione tecnologica"},"content":{"rendered":"<p>I recenti arresti di hacker accusati di aver attaccato vari siti istituzionali, tra cui quello del Ministero della Difesa, hanno riportato l\u2019attenzione sul tema della sicurezza cibernetica. In realt\u00e0 le Forze Armate italiane e dei principali Paesi Nato gi\u00e0 da anni stanno cercando di affrontare i rischi e cogliere le opportunit\u00e0 offerte dall\u2019<i>Information Communication Technology<\/i> (ICT).<\/p>\n<p><b>Usa, Europa, e le Network Enabled Capabilities (NEC)<\/b><br \/>\nIn ambito Nato si punta ormai da un decennio alla digitalizzazione e messa in rete degli equipaggiamenti militari, ovvero alle NEC, per aumentare efficacia ed efficienza dello strumento militare proprio grazie alle nuove capacit\u00e0 \u201cnetcentriche\u201d.<\/p>\n<p>Negli Stati Uniti l\u2019ICT e le capacit\u00e0 netcentriche sono divenute profondamente radicate nelle operazioni militari, soprattutto alla luce delle cosiddette \u201clezioni apprese\u201d dalle operazioni in Iraq e Afghanistan.<\/p>\n<p>L\u2019approccio americano \u00e8 contraddistinto dalla duplice constatazione delle enormi potenzialit\u00e0, e delle altrettanto significative vulnerabilit\u00e0, di un crescente affidamento a un complesso sistema di reti alla base delle capacit\u00e0 netcentriche.<\/p>\n<p>La volont\u00e0 di sviluppare tali capacit\u00e0 in ognuna delle sei \u201cfunzioni di combattimento\u201d &#8211; Comando e Controllo, Intelligence, Fuoco, Movimento e Manovra, Protezione, Supporto &#8211; dimostra come il Pentagono punti decisamente verso una completa messa in rete degli assetti delle Forze Armate.<\/p>\n<p>In Europa le ambizioni in fatto di NEC sono parzialmente diverse. Francia, Germania e Regno Unito hanno intrapreso un proprio percorso per la trasformazione netcentrica delle rispettive forze terrestri, che \u00e8 stato influenzato anche dall\u2019esperienza nelle missioni internazionali.<\/p>\n<p>Ad esempio, nel primo decennio degli Anni 2000 la Francia ha iniziato rapidamente la digitalizzazione degli equipaggiamenti a livello del singolo soldato ed ha potuto sviluppare il processo verso i livelli superiori senza la pressione di impegni operativi quali quello in Iraq.<\/p>\n<p>Viceversa, il Regno Unito ha dovuto ricorrere a dei requisiti operativi urgenti per equipaggiare le proprie brigate impegnate massicciamente nei teatri iracheno ed afgano, acquisendo spesso equipaggiamenti \u201cchiavi in mano\u201d direttamente sul mercato, da diversi fornitori, e complicando cos\u00ec la messa in rete degli assetti e la costruzione di una architettura netcentrica.<\/p>\n<p>La Germania si \u00e8 collocata in una posizione mediana rispetto ai due estremi francese e britannico.<\/p>\n<p>In generale, i tre Paesi hanno adottato un approccio pi\u00f9 cauto rispetto agli Stati Uniti nella digitalizzazione delle forze terrestri, anche a causa dei forti limiti di bilancio, ma hanno comunque riconosciuto l\u2019importanza delle capacit\u00e0 netcentriche, in particolare del dominio cyber, investendo ingenti risorse nell\u2019affrontare le sfide che le NEC comportano.<\/p>\n<p><b>Il programma Forza NEC<\/b><br \/>\nIn questo contesto si colloca l\u2019esperienza italiana del programma Forza NEC, che sar\u00e0 discussa in una prossima <a href=\"http:\/\/www.iai.it\/sites\/default\/files\/forzanec_150604.pdf\" target=\"blank\"><b><u>conferenza IAI a Roma<\/u><\/b><\/a>.<\/p>\n<p>Il programma si origina dalla concettualizzazione in ambito Nato delle NEC e dall\u2019esperienza dell\u2019Esercito nelle ultime missioni internazionali &#8211; principalmente in Afghanistan e Iraq, ma anche in Libano e Kosovo. Queste hanno evidenziato la necessit\u00e0 per la forza armata di dotarsi di un sistema di commando e controllo maggiormente in grado di raccogliere e gestire le informazioni provenienti dal campo di battaglia, di aumentare la capacit\u00e0 di aggiornamento della situazione in tempo reale e di potenziare i propri strumenti e piattaforme con sistemi di protezione attiva e passiva.<\/p>\n<p>Forza NEC, nell\u2019indicare la strada per la digitalizzazione delle forze terrestri, si pone come catalizzatore di altri programmi di procurement, andando a intervenire sia sugli aggiornamenti di programmi consolidati sia sulla definizione delle specifiche tecniche per quelli non ancora avviati.<\/p>\n<p>Forza NEC \u00e8 quindi un procurement <i>sui generis<\/i>, sia in quanto i suoi esiti costituiranno le fondamenta del processo di ammodernamento generale dell\u2019Esercito, sia poich\u00e9 convergono al suo interno altri programmi gi\u00e0 avviati come il Sistema automatizzato di comando e controllo (Siaccon), il Sistema di comando, controllo e navigazione (Siccona) e Soldato Futuro.<\/p>\n<p>Il programma si trova attualmente nella fase di <i>Concept Development and Experimentation<\/i> (CD&amp;E), che si prevede termini entro il 2020, per un costo complessivo di 815 milioni di euro. Lo scopo primario della CD&amp;E \u00e8 effettuare una serie di test per valutare attentamente quelle tecnologie che saranno alla base della digitalizzazione dell\u2019Esercito, fornendo le capacit\u00e0 necessarie per testare e validare l\u2019architettura della forza digitalizzata attraverso la realizzazione su piccola scala di tutti i principali componenti dell\u2019architettura NEC.<\/p>\n<p><b>Le sfide della digitalizzazione<\/b><br \/>\nIl programma Forza NEC presenta molte sfide, in termini di sicurezza cibernetica, di <i>asset legacy<\/i> (ovvero i vecchi equipaggiamenti militari non digitali), di interoperabilit\u00e0 interforze, di gestione dei dati in teatro, di formazione e addestramento delle forze armate.Tra queste sfide, l\u2019incognita principale riguarda proprio l\u2019eventuale produzione di sistemi, piattaforme e assetti che sono stati finora concepiti e sperimentati in Forza NEC.<\/p>\n<p>Questa incertezza \u00e8 figlia principalmente delle risorse esigue di cui dispone la Difesa e della impossibilit\u00e0 di definire con esattezza come, quando e in che misura l\u2019Esercito potr\u00e0 acquisire gli strumenti necessari per perseguire con efficacia gli i compiti assegnati alle Forze Armate dalla politica estera e di difesa italiana.<\/p>\n<p>Quanto alla digitalizzazione degli equipaggiamenti dell\u2019Esercito, da un punto di vista operativo, ma anche finanziario e industriale, sembra fondamentale potere dare seguito alla fase di ricerca e sperimentazione con un piano di industrializzazione che soddisfi le esigenze della forza armata e che non renda la fase di CD&amp;E un esercizio fine a s\u00e9 stesso.<\/p>\n<p>In questo modo, traendo i benefici diretti derivanti dalla digitalizzazione, si consentir\u00e0 all\u2019Esercito di ammodernarsi rimanendo in linea con i progressi tecnologici delle altre forze armate, alleate o potenzialmente ostili, nell\u2019ottica delle sfide future che dovr\u00e0 affrontare con i partner europei e atlantici.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I recenti arresti di hacker accusati di aver attaccato vari siti istituzionali, tra cui quello del Ministero della Difesa, hanno riportato l\u2019attenzione sul tema della sicurezza cibernetica. 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