{"id":30830,"date":"2015-05-28T00:00:00","date_gmt":"2015-05-27T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015-lanno-delle-agende-globali\/"},"modified":"2017-11-03T15:20:49","modified_gmt":"2017-11-03T14:20:49","slug":"2015-lanno-delle-agende-globali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/05\/2015-lanno-delle-agende-globali\/","title":{"rendered":"2015: l\u2019anno delle agende globali"},"content":{"rendered":"<p>Il primo negoziato internazionale del 2015 \u00e8 la <i>Third Financing for Development Conference<\/i> (Addis Abeba, 13-16 luglio). Si tratta di un appuntamento decisivo, perch\u00e9 in assenza di risultati tangibili verrebbero compromessi in partenza il <i>Post-2015 Summit <\/i>al Palazzo di Vetro (25-27 settembre) e la Conferenza delle Parti della<i> Climate Change Convention <\/i>a Parigi dal 30 novembre all\u201911 dicembre.<\/p>\n<p>Ad Addis Abeba l\u2019Unione europea (Ue) e gli stati membri dovranno dire parole chiare sugli impegni per la lotta alla povert\u00e0. Il tema dello 0,7% del Pil \u00e8 ancora in agenda? Se s\u00ec, entro quale arco temporale? Se no, quale \u00e8 l\u2019effettivo impegno nel breve, medio e lungo periodo? L\u2019assenza di decisioni coerenti e credibili da parte dell\u2019Europa renderebbe inconsistente il richiamo &#8211; in s\u00e9 corretto &#8211; ai paesi del G77 all\u2019assunzione di maggiori impegni diretti.<\/p>\n<p>La debolezza in molti paesi di effettivi sistemi fiscali sottrae risorse alla lotta alla povert\u00e0 e ai servizi sociali e alimenta la spirale delle diseguaglianze interne. E ancora: la mancanza, in alcuni paesi, di effettivi sistemi democratici determina crisi sociali, politiche ed economiche e rende spesso puramente teorica l\u2019adesione alle convenzioni internazionali sui diritti umani.<\/p>\n<p>\u00c8 giusto,quindi, sottolineare la dimensione globale della nuova agenda. Non pi\u00f9 il \u201cNord\u201d per il \u201cSud\u201d, ma la comunit\u00e0 internazionale effettivamente unita verso il raggiungimento di obiettivi condivisi.<\/p>\n<p><b>Non pi\u00f9 il \u201cNord\u201d per il \u201cSud\u201d, ma una comunit\u00e0 unita<\/b><br \/>Per\u00f2 il tema, per noi europei \u00e8: che credibilit\u00e0 abbiamo nel richiamare i Paesi partner alle loro responsabilit\u00e0 in assenza di scelte chiare e coerenti con innumerevoli impegni internazionali?<\/p>\n<p>Va qui aperta una parentesi. Link 2007 ha espresso da sempre il proprio consenso all\u2019idea che la cooperazione allo sviluppo dovesse aprirsi al mondo delle imprese. Siamo, infatti, convinti di due cose: la prima \u00e8 che non \u00e8 pensabile contrastare efficacemente la povert\u00e0 e la mancanza di lavoro senza il concorso determinante dell\u2019impresa; la seconda \u00e8 che questo \u00e8 quanto ci chiedono i paesi partner, che giustamente da anni non vogliono pi\u00f9 essere considerati beneficiari passivi dell\u2019aiuto ma soggetti attivi nello sviluppo di relazioni economiche e commerciali.<\/p>\n<p>Per\u00f2 non ci stancheremo mai di ripetere un concetto: le risorse veicolate dal settore privato, lo sviluppo del <i>blending <\/i>finanziario, la valorizzazione dell\u2019<i>inclusive business<\/i> vanno intesi come opportunit\u00e0 supplementari nella strategia globale di lotta alla povert\u00e0. Se il mercato da solo riuscisse a risolvere il problema della povert\u00e0 assoluta, perch\u00e9 questa cresce anche in Paesi che registrano una forte crescita economica? Perch\u00e9 tuttora milioni di persone non hanno accesso all\u2019acqua potabile e ai servizi essenziali?<\/p>\n<p>In quei contesti di povert\u00e0, i progetti finalizzati a precisi obiettivi di sviluppo coinvolgenti le comunit\u00e0 rimangono indispensabili, come rimane necessario, oltre che doveroso, fornire a quelle comunit\u00e0 l\u2019aiuto necessario. Ci \u00e8 difficile quindi concordare con chi ritiene che \u201cil <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3075\" target= \"blank\"><b><u>futuro della cooperazione<\/u><\/b><\/a> sia oltre l&#8217;aiuto e che i paesi partner ci chiedano solo trasferimento di tecnologia ed esperienze e non pi\u00f9 progetti\u201d.<\/p>\n<p><b>Integrare la dimensione del dono nell\u2019Agenda globale<\/b><br \/>Forse alcuni osservatori ritengono che affermare quanto sopra corrisponde ad una difesa dell\u2019identit\u00e0 e dello spazio della cooperazione non governativa. Non \u00e8 cos\u00ec.<\/p>\n<p>Innanzitutto ad affermare la centralit\u00e0 dell\u2019aiuto a dono, accanto ad altri strumenti, non sono solo le Ong: lo ha fatto, con chiarezza, il pi\u00f9 autorevole esponente della comunit\u00e0 internazionale, cio\u00e8 il segretario generale delle Nazioni Unite. Il suo rapporto <i>A life of dignity for all <\/i>del luglio 2013, nell\u2019inaugurare il dibattito sul \u201cPost 2015\u201d, reitera esattamente questo concetto: gli Stati ricchi non possono sottrarsi alle responsabilit\u00e0 e agli impegni assunti nella lotta alla povert\u00e0.<\/p>\n<p>A parte questo richiamo, sono i dati del mondo contemporaneo a imporci di non demordere nel sottolineare la centralit\u00e0 dell\u2019aiuto pubblico allo sviluppo. Uno studio pubblicato dalla Fao nel 2014 (<i>The State of Food Insecurity in the World<\/i>, 16 settembre 2014) indica che sono circa 805 milioni le persone &#8211; vale a dire una su nove &#8211; che nel mondo soffrono la fame.<\/p>\n<p>Il rapporto 2014 della Commissione economica per l\u2019Africa sullo stato di avanzamento degli Obiettivi del Millennio rileva che, nonostante significativi progressi registrati in diversi Paesi, sul piano globale il numero di persone che vivono al di sotto della soglia di povert\u00e0 estrema (1,25 $ al giorno) \u00e8 cresciuto nel continente da 290 milioni nel 1990 a 376 milioni nel 1999 a 414 milioni nel 2010.<\/p>\n<p>Sono dati che danno il senso dell\u2019urgenza di aggiornare un\u2019agenda globale, integrando la dimensione del dono con quelle dello sviluppo di relazioni economiche e del dialogo politico: l\u2019Africa, ma non solo essa, deve assumersi fino in fondo le sue responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Ma il successo di un\u2019agenda di tali ambizioni dipende fortemente dalla credibilit\u00e0 dei soggetti in campo. Se questa vi sar\u00e0 il 2015 pu\u00f2 davvero essere un anno eccezionale. In caso contrario rischiamo di perdere importanti opportunit\u00e0.<\/p>\n<p><b>Il ruolo di un\u2019Europa forte, coesa, unita<\/b><br \/>C\u2019\u00e8 poi un altro drammatico, interrogativo. Intere regioni del mondo neanche sentono il \u201cprofumo\u201d di una prossima agenda globale. Ci riferiamo alle aree scosse dalla ferocia del terrorismo, dall\u2019avanzata dello stato islamico, dalla somma di tante e interconnesse ragioni di conflitto e instabilit\u00e0. La gente che vive in Siria, in Iraq, nello Yemen, pensa davvero che il 2015 possa essere un anno eccezionale?<\/p>\n<p>Non riteniamo affatto che l\u2019Europa abbia la possibilit\u00e0 di risolvere magicamente l\u2019insieme di questi conflitti. Tuttavia sappiamo ci\u00f2 che l\u2019Europa non dovrebbe essere: un insieme di Stati privo di un\u2019incisiva identit\u00e0 politica. Sarebbe un approdo disastroso per l\u2019integrazione europea ma anche per il suo peso politico nel mondo. Proporre nel difficile scenario contemporaneo un\u2019Europa forte, coesa, unita \u00e8 una precisa responsabilit\u00e0 storica.<\/p>\n<p>E qui l\u2019Italia ha molto da dire e fare, perch\u00e9 ha sempre manifestato una forte tensione europeista. Tra le istanze che l\u2019Europa dovrebbe senza indugi sposare deve esserci in primo luogo, come amava ripetere l\u2019allora commissario europeo Emma Bonino, il consolidamento degli strumenti del diritto internazionale.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un caso che uno che di agende globali se ne intende, Jeffrey Sachs, che ha ispirato quella del Millennio, insista molto sulla necessit\u00e0 di rafforzare il diritto internazionale. Rendere il diritto internazionale \u201cuna cosa seria\u201d, applicabile e applicata \u00e8 forse la principale sfida dei prossimi decenni.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il primo negoziato internazionale del 2015 \u00e8 la Third Financing for Development Conference (Addis Abeba, 13-16 luglio). Si tratta di un appuntamento decisivo, perch\u00e9 in assenza di risultati tangibili verrebbero compromessi in partenza il Post-2015 Summit al Palazzo di Vetro (25-27 settembre) e la Conferenza delle Parti della Climate Change Convention a Parigi dal 30 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[143,96,140],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30830"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=30830"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30830\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":61524,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30830\/revisions\/61524"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=30830"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=30830"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=30830"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}