{"id":30850,"date":"2015-05-30T00:00:00","date_gmt":"2015-05-29T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/dopo-palmira-e-ramadi-solo-la-libia\/"},"modified":"2017-11-03T15:20:48","modified_gmt":"2017-11-03T14:20:48","slug":"dopo-palmira-e-ramadi-solo-la-libia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/05\/dopo-palmira-e-ramadi-solo-la-libia\/","title":{"rendered":"Dopo Palmira e Ramadi: solo la Libia?"},"content":{"rendered":"<p>A lungo si \u00e8 detto che la Libia \u00e8 il luogo ove concentrare con priorit\u00e0 assoluta l\u2019impegno italiano ed europeo. Tutti concordi nell\u2019addebitare al drammatico vuoto d\u2019istituzioni consensuali in questo paese le cause e le responsabilit\u00e0 dell\u2019ingente e crescente flusso di migranti verso le nostre coste. <\/p>\n<p>Cos\u00ec, ci siamo avviati nell\u2019impervia strada di una risoluzione dell\u2019Onu che autorizzi operazioni di contrasto al traffico di esseri umani lungo le rotte mediterranee nei pressi delle coste libiche. Confidando in un avallo di Russia e Cina che, se verr\u00e0, determiner\u00e0 la natura dell\u2019operazione stessa, pi\u00f9 simile al pattugliamento anti-pirateria in corso lungo il Corno d\u2019Africa che all\u2019azione di identificazione, cattura e distruzione delle imbarcazioni degli scafisti in acque territoriali libiche prospettata nell\u2019ipotesi originaria.<\/p>\n<p>Una politica, la nostra, focalizzata sul contrasto al \u2018pericolo\u2019 pi\u00f9 ravvicinato, al contenimento delle masse in movimento dal mare, magari con una punta di nostalgia per i vecchi assetti libici che consentivano di bloccare i flussi nei deserti, non importa come. E confidando, per il resto, sull\u2019Inviato dell\u2019Onu Bernardino Leon.<\/p>\n<p>Nel frattempo, stiamo assistendo alla rapida espansione dell\u2019Isis nei territori iracheni e siriani, e alla altrettanto rapida proliferazione di gruppi jihadisti che ad esso si richiamano in terre ben pi\u00f9 lontane dell\u2019Africa e dell\u2019Asia. <\/p>\n<p>Una pressione apparentemente incontenibile, una violenza distruttiva, sorretta da indicibili manipolazioni del fattore religioso, che continua a capitalizzare su fame e paura, sulla debolezza delle leadership locali, e soprattutto sull\u2019inerzia della comunit\u00e0 internazionale e l\u2019ambiguit\u00e0 delle potenze regionali.<\/p>\n<p>La risposta occidentale in termini di bombardamenti e droni, con il corredo di armamenti forniti a curdi e combattenti locali considerati moderati, si sta rivelando sostanzialmente inefficace, senza contare che finisce per colpire anche schiere di civili inclusi donne e bambini e relative dimore. <\/p>\n<p>E chiss\u00e0 che non abbia l\u2019effetto collaterale di alimentare odio e contrapposizione per chi quei bombardamenti li conduce. E di incoraggiare il flusso di <i>foreing fighters<\/i>, in nome di una perversa solidariet\u00e0 alla causa. Che differenza c\u2019\u00e8, per la popolazione civile dei villaggi e dei centri urbani, tra i bombardamenti della coalizione a guida americana e quelli di Assad o di Al-Abadi? <\/p>\n<p>E per contro, si sa che l\u2019Isis, una volta attestato in un territorio, applica abilmente una politica mista di violente intimidazioni e di recupero di un minimo di consenso tramite qualche elargizione per la sopravvivenza: chi sopravvive e si sottomette, trover\u00e0 aperto il forno per il pane.<\/p>\n<p><b>Non solo a valle<\/b><br \/>Affrontare il problema a valle, contrastando i traffici degli umani in mare, potr\u00e0, con i caveat del caso, essere utile, ma non ferma l\u2019emorragia a monte. Quelle migliaia di persone che continuano ad affollarsi sulle coste della sponda sud del mare alla ricerca di un passaggio. E che finisce per alimentare il traffico clandestino e le finanze di scafisti e relativi sostenitori, con il rischio di ulteriore destabilizzazione dei paesi costieri.<\/p>\n<p>Un approccio irrazionale, dettato dall\u2019emergenza e inopinatamente alimentato da voci nei nostri Paesi. Logica vorrebbe che il problema venisse affrontato, con la stessa priorit\u00e0 e urgenza, anche a monte. Qual \u00e8 la nostra strategia? <\/p>\n<p>Sul terreno, registriamo in Iraq che l\u2019esercito di Al-Abadi non combatte a sufficienza (dopo Mosul, Ramadi con l\u2019esplicito richiamo del Pentagono), paventiamo le scorribande delle milizie sciite nei villaggi sunniti, e ci chiediamo per quanto tempo i peshmerga potranno resistere (l\u2019accorato appello di Barzani alla vigilia della Conferenza di Parigi).<\/p>\n<p>In Siria constatiamo che persino le forze armate di Assad, dopo anni di tenuta, stanno perdendo terreno, che il contrasto all\u2019Isis \u00e8 affidato a Hezbollah e ai padrini dell\u2019Iran, e ci interroghiamo su quando i \u2018ribelli moderati\u2019 in via di selezione per l\u2019addestramento militare in Turchia e Giordania saranno in grado di scendere in campo. <\/p>\n<p>Nel frattempo, l\u2019Isis avanza. Non \u00e8 nemmeno escluso che pianifichi una testa di ponte jihadista nei nostri territori.<\/p>\n<p><b>Iniziativa diplomatica per il Levante<\/b><br \/>Nello scacchiere del Levante manca una strategia politica coerente. E un\u2019iniziativa diplomatica credibile. <\/p>\n<p>Il tema Siria\/Iraq \u00e8 costantemente all\u2019ordine del giorno di incontri bilaterali, da ultimo Kerry con Lavrov e Putin, dell\u2019Unione europea, della stessa compagine arabo-islamica. Un lavor\u00eco a compartimenti stagni, se non in vera e propria concorrenza quanto al disegno finale, che non sembra sortire risultati diversi da dichiarazioni pi\u00f9 o meno incisive o nuove forniture di armamenti a destinatari locali o regionali di varia inclinazione.<\/p>\n<p>\u00c8 certo comprensibile che l\u2019Occidente, con meditato giudizio e alla luce delle recenti infelici esperienze, escluda un coinvolgimento militare diretto nello scacchiere. <\/p>\n<p>\u00c8 meno comprensibile che non si faccia carico di un\u2019iniziativa diplomatica solida e convincente, che raccordi, dopo quattro anni di travaglio, i protagonisti internazionali, regionali, e locali, intorno a pochi ma cruciali parametri: cessate il fuoco, fine delle forniture di armi agli estremisti, corridoi umanitari, sistemazione della causa sunnita in Iraq, nuovi assetti inclusivi e pluralistici in Siria, in larga sintesi rispetto delle differenze e dei diritti umani fondamentali, e poi assistenza alla ricostruzione.<\/p>\n<p>Facendo maturare e sostenendo ci\u00f2 che parrebbe emergere dagli stessi Stati arabi e islamici dell\u2019area, da ultimo la ministeriale Organizzazione per la cooperazione islamica (Oci) in Kuwait, sempre pi\u00f9 inquieti per i loro stessi destini. L\u2019Isis bussa ormai alle loro porte. <\/p>\n<p>Ma se non \u00e8 l\u2019Occidente a prendere l\u2019iniziativa, \u00e8 improbabile che la prendano i protagonisti della regione, ancora impegnati in una competizione accanita per il consolidamento di rispettive aree di influenza.<\/p>\n<p><b>Cooperazionecon l\u2019Africa<\/b><br \/>Ma occorre al contempo alzare lo sguardo pi\u00f9 oltre. Larghissima parte dei clandestini che cercano salvezza e futuro attraversando il mare sono africani. Il bacino di utenza dell\u2019emigrazione \u00e8 l\u2019Africa. <\/p>\n<p>La chiave di volta di una ragionata politica di contenimento dei flussi non pu\u00f2 che essere in Africa. Meritoria dunque la strategia di cooperazione a largo raggio con questo Continente che l\u2019Italia sta rilanciando, nei contatti bilaterali e multilaterali, e anche mediante specifiche iniziative nel contesto dell\u2019Expo e delle Nazioni Unite.<\/p>\n<p>Cooperazione che dovrebbe esprimersi non solo in relazione alla co-gestione dei flussi migratori con i paesi di origine e di transito, ma riguardare un loro sviluppo equilibrato, che sgombri il campo da malgoverno, corruzione, mire predatorie delle \u00e9lite, sopraffazioni, e punti alla convivenza civile, ad assetti istituzionali sostenibili, ad un\u2019equa distribuzione della ricchezza e alla riduzione delle scandalose diseguaglianze sociali (come anche l\u2019Fmi non cessa di sottolineare). <\/p>\n<p>Un impegno di largo respiro, convergente se non congiunto con i partner europei e internazionali, il solo davvero in grado di alleggerire e disciplinare i flussi di disperati verso le nostre coste.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A lungo si \u00e8 detto che la Libia \u00e8 il luogo ove concentrare con priorit\u00e0 assoluta l\u2019impegno italiano ed europeo. Tutti concordi nell\u2019addebitare al drammatico vuoto d\u2019istituzioni consensuali in questo paese le cause e le responsabilit\u00e0 dell\u2019ingente e crescente flusso di migranti verso le nostre coste. Cos\u00ec, ci siamo avviati nell\u2019impervia strada di una risoluzione [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[69,157,91,96,103],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30850"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=30850"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30850\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":62903,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30850\/revisions\/62903"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=30850"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=30850"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=30850"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}