{"id":30870,"date":"2015-06-02T00:00:00","date_gmt":"2015-06-01T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/ue-verso-sussidio-di-disoccupazione\/"},"modified":"2017-11-03T15:20:48","modified_gmt":"2017-11-03T14:20:48","slug":"ue-verso-sussidio-di-disoccupazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/06\/ue-verso-sussidio-di-disoccupazione\/","title":{"rendered":"Ue, verso sussidio di disoccupazione"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019aumento del livello di protezione nei confronti delle categorie sociali pi\u00f9 disagiate \u00e8 diventato un tema centrale nel dibattito italiano attuale. Diverse sono le proposte sul tavolo, elaborate da gruppi politici ma anche da esponenti della societ\u00e0 civile. <\/p>\n<p>Alcuni hanno proposto un <a href= \"http:\/\/www.robertosperanza.it\/reddito-minimo-una-scelta-riformista-contro-la-poverta\/\" target= \"blank\"><b><u>reddito minimo garantito per i disoccupati e le classi pi\u00f9 disagiate<\/u><\/b><\/a>, altri un <a href= \"http:\/\/www.slideshare.net\/M5S\/reddito-di-cittadinanza-m5s\" target= \"blank\"><b><u>reddito di cittadinanza universale<\/u><\/b><\/a>, altri ancora un <a href= \"http:\/\/www.redditoinclusione.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/REIS_completo_web_2014.pdf\" target= \"blank\"><b><u>reddito di inclusione sociale<\/u><\/b><\/a>, e infine alcuni hanno ipotizzato un <a href= \"http:\/\/webtv.camera.it\/archivio?id=7914&#038;position=0\" target= \"blank\"><b><u>reddito minimo per gli over 55<\/u><\/b><\/a>.<\/p>\n<p>In questo contesto s\u2019\u00e8 tuttavia trascurato il dibattito emerso negli ultimi anni in Europa relativo alla creazione di un <a href= \"http:\/\/www.iai.it\/it\/pubblicazioni\/european-unemployment-insurance\" target= \"blank\"><b><u>sussidio europeo di disoccupazione<\/u><\/b><\/a> all\u2019interno dell\u2019Unione economica e monetaria (Uem). <\/p>\n<p>Questa misura allevierebbe gli effetti di una recessione economica, stimolando la domanda aggregata e bloccando il fenomeno della \u201ccorsa al ribasso\u201d, ossia la tendenza a tagliare le risorse destinate agli stabilizzatori fiscali per far fronte alle esigenze di bilancio. <\/p>\n<p><b>In che cosa consiste il sussidio? <\/b><br \/>Il sussidio europeo di disoccupazione \u00e8 uno stabilizzatore fiscale automatico che coprirebbe tutti i disoccupati dell\u2019Eurozona che hanno contribuito ai sistemi nazionali di previdenza sociale per almeno 12 mesi prima di perdere il lavoro.<\/p>\n<p>Tenendo in considerazione le differenze nel Pil pro capite dei diversi Paesi membri, il sussidio dovrebbe corrispondere all\u201980 per cento dello stipendio medio nazionale e al 50 per cento di quanto si percepiva da occupati e durerebbe per un periodo di tempo limitato (12 mesi).<\/p>\n<p>Lo schema sarebbe finanziato da tasse pagate da lavoratori e datori di lavoro raccolte attraverso le amministrazioni nazionali e gli Stati sarebbero liberi di destinare ulteriori risorse per rendere il sussidio pi\u00f9 generoso. <\/p>\n<p>Secondo diversi studi, tale misura avrebbe un impatto minimo sul bilancio dell\u2019Eurozona: sarebbe costata circa 50 miliardi di euro (circa lo 0,5 per cento del Pil dell\u2019Area Euro) se applicata tra il 2000 e il 2013. <\/p>\n<p><b>La ragioni del no<\/b><br \/>La realizzazione del sussidio ha per\u00f2 suscitato diverse critiche. La pi\u00f9 importante \u00e8 legata al rischio che esso provochi l\u2019emergere di trasferimenti fiscali permanenti tra gli Stati membri. Varie simulazioni hanno infatti dimostrato che, alle condizioni gi\u00e0 citate, alcuni Stati (Germania, Austria e Olanda) diventerebbero contributori permanenti e altri (Lettonia e Spagna) beneficiari permanenti.<\/p>\n<p>Altri studi hanno poi messo in discussione il potenziale di stabilizzazione del sussidio, dicendo che esso sarebbe efficace solo per combattere la disoccupazione di breve periodo e non quella di lungo termine &#8211; che \u00e8 aumentata in modo considerevole a causa del prolungarsi della crisi economica. Pertanto lo schema sarebbe pi\u00f9 incisivo in caso di brevi crisi e non di lunghi periodi di recessione.<\/p>\n<p>Accanto ai problemi fiscali ce ne sarebbero altri di natura legale. I mercati del lavoro dell\u2019Uem sono molto frammentati tra loro ed \u00e8 difficile trovare un modello che vada bene per tutti. Ogni Paese ha una sua particolare legislazione del lavoro, con sistemi pi\u00f9 o meno generosi in termini di percentuale del Pil destinato alla spesa sociale. <\/p>\n<p>Inoltre, il Trattato di Lisbona impedisce trasferimenti fiscali all\u2019interno dell\u2019Unione. Vi \u00e8 infine il rischio di \u201cazzardo morale\u201d. In altre parole, il sussidio potrebbe spingere alcuni Stati a usare queste risorse per scopi diversi da quelli previsti &#8211; ma che pagano di pi\u00f9 in termini di consenso politico -, disincentivandoli ad attuare le riforme necessarie per riformare i mercati del lavoro e superare cos\u00ec le distorsioni interne.<\/p>\n<p><b>Le ragioni del s\u00ec<\/b><br \/>Tutti questi ostacoli fiscali, legali e istituzionali possono essere risolti. I vantaggi superano di gran lunga gli svantaggi. Vari studi dimostrano che se fosse stato implementato durante la recente crisi il sussidio avrebbe assorbito il 36 per cento dello shock di disoccupazione registrato nel 2009, con un grande effetto di stabilizzazione in Grecia, Lettonia ma anche in Paesi come l\u2019Austria. <\/p>\n<p>Il sussidio permetterebbe di garantire un sostegno economico a diverse categorie oggi escluse da sistemi di protezione contro la disoccupazione, come i lavoratori autonomi. Secondo le stime il sussidio consentirebbe di coprire il 31 per cento di lavoratori in pi\u00f9 in Grecia e il 21 per cento in Italia.<\/p>\n<p>La misura rappresenterebbe anche un forte stimolo per riformare i diversi mercati del lavoro dei Paesi dell\u2019Uem. Coprendo la disoccupazione di breve termine, tale provvedimento orienterebbe gli Stati a impegnarsi in politiche volte a ridurre quella di lungo periodo, eliminando le distorsioni esistenti e consentendo di affiancare a una maggiore flessibilit\u00e0 un adeguato livello di protezione sociale. <\/p>\n<p>Una maggiore armonizzazione delle diverse legislazioni sul lavoro consentirebbe di diminuire le barriere fra gli Stati, incrementando in modo considerevole la mobilit\u00e0 dei lavoratori all\u2019interno del mercato unico europeo &#8211; oggi ben al di sotto delle sue reali potenzialit\u00e0.<\/p>\n<p><b>Verso un\u2019Unione sociale<\/b><br \/>Creare un sussidio europeo di disoccupazione richiede certamente tempo e soprattutto una forte volont\u00e0 politica. Tuttavia, se realizzata, tale misura risulterebbe molto efficace per combattere gli effetti sociali indesiderati provocati dalle crisi: non \u00e8 certo la panacea di tutti i mali dell\u2019Unione, ma contribuirebbe a dare un \u201cvolto umano\u201d all\u2019Uem, con scelte che hanno un effetto tangibile sulla vita quotidiana dei cittadini e che possono mettere un freno all\u2019euro-scetticismo dilagante.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019aumento del livello di protezione nei confronti delle categorie sociali pi\u00f9 disagiate \u00e8 diventato un tema centrale nel dibattito italiano attuale. Diverse sono le proposte sul tavolo, elaborate da gruppi politici ma anche da esponenti della societ\u00e0 civile. 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