{"id":30880,"date":"2015-06-04T00:00:00","date_gmt":"2015-06-03T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/oltre-califfo-e-ribelli-lavanzata-iraniana\/"},"modified":"2017-11-03T15:20:47","modified_gmt":"2017-11-03T14:20:47","slug":"oltre-califfo-e-ribelli-lavanzata-iraniana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/06\/oltre-califfo-e-ribelli-lavanzata-iraniana\/","title":{"rendered":"Oltre Califfo e ribelli, l&#8217;avanzata iraniana"},"content":{"rendered":"<p>Anche se a far notizia \u00e8 stata soprattutto l\u2019avanzata del sedicente \u2018Stato islamico\u2019 sull\u2019antica citt\u00e0 di Palmira, non meno rilevante \u00e8 la recente perdita della provincia di Idlib da parte del regime siriano. Questa \u00e8 ora nelle mani di una variegata coalizione di ribelli ugualmente ostili a Damasco e all\u2019autoproclamato Califfo.<\/p>\n<p>Tale coalizione vorrebbe ora prendere Aleppo, seconda citt\u00e0 del Paese, ma \u00e8 minacciata dalle forze del Califfo e da una possibile controffensiva a guida iraniana. La situazione sul terreno in Siria resta fluida.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"IMAGE\/iraqsyria.jpg\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" border=\"0\"><\/p>\n<p><b>I molteplici fronti del conflitto<\/b><br \/>Mentre nel nord i curdi gestiscono le proprie enclave autonomamente, nella Siria centro-orientale il Califfato ha consolidato la sua presenza, controllando quasi tutto il confine iracheno.<\/p>\n<p>Nel fronte ribelle gli equilibri si sono spostati a favore di gruppi salafiti e jihadisti come Ahrar al-Sham, Jaish al-Islam e Al-Nusra. Quest\u2019ultima \u00e8 una formazione affiliata ad Al-Qaeda, ma ostile, come le altre, al sedicente \u2018Stato islamico\u2019.<\/p>\n<p>Sebbene esistano sacche ribelli intorno a Damasco e sul confine libanese, l\u2019offensiva dei gruppi armati anti-regime proviene soprattutto da sud-ovest, in prossimit\u00e0 con il confine giordano, e da nord-ovest, vicino alla frontiera turca.<\/p>\n<p>In Giordania e Turchia esistono due \u2018sale operative\u2019 che coordinano l\u2019azione dei ribelli \u2018moderati\u2019. Nella prima l\u2019intelligence statunitense e giordana operano di concerto con agenti delle monarchie del Golfo, nella seconda collaborano servizi americani  e turchi.<\/p>\n<p>Washington ha predisposto un piano per addestrare fino a 15 mila ribelli in Turchia, Giordania, Qatar e Arabia Saudita. Fra la Casa Bianca e questi Paesi vi \u00e8 per\u00f2 disaccordo sul nemico da combattere. Gli Stati Uniti danno apparentemente la priorit\u00e0 alla lotta contro il Califfato, mentre Ankara, Riad e Doha intendono rovesciare il presidente siriano Bashar al-Assad. <\/p>\n<p>Vi \u00e8, infine, in Siria, uno scontro sotterraneo tra Israele e l\u2019Iran. A partire dal 2013, Tel Aviv ha pi\u00f9 volte bombardato depositi di armi iraniane (e russe) in territorio siriano. E sulle alture del Golan vi \u00e8 uno strisciante confronto fra ribelli tacitamente sostenuti da Israele e operativi di Hezbollah e della Guardia Rivoluzionaria iraniana.Questo fronte, meno conosciuto, potrebbe deflagrare nel medio periodo in un conflitto aperto fra Israele e Hezbollah.<\/p>\n<p><b>Da Idlib ad Aleppo, il nuovo fronte anti-Assad<\/b><br \/>A gennaio l\u2019ascesa al trono di re Salman a Riad ha segnato una svolta nel panorama politico regionale, favorendo un <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=2999\" target= \"blank\"><b><u>riavvicinamento<\/u><\/b><\/a> fra Arabia Saudita, Turchia e Qatar. In Siria ci\u00f2 si \u00e8 tradotto in uno sforzo congiunto per unire il frammentato fronte dei ribelli anti-Assad.<\/p>\n<p>Washington ha infine dato parziale assenso all\u2019operazione, fornendo supporto logistico e di intelligence, probabilmente per <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3068\" target= \"blank\"><b><u>convincere<\/u><\/b><\/a> i propri alleati regionali che non intende abbandonarli in favore di un \u201cgrande accordo\u201d con l\u2019Iran.<\/p>\n<p>La nuova coalizione ribelle si \u00e8 cos\u00ec impadronita della provincia di Idlib e ambisce ora ad Aleppo. Prediligendo l\u2019efficienza militare, Ankara, Riad e Doha appoggiano i gruppi pi\u00f9 estremisti all\u2019interno di questa coalizione, da Ahrar al-Sham ad Al-Nusra. <\/p>\n<p>A fianco del Califfato potrebbe dunque nascere un nuovo emirato islamico nel nord-ovest della Siria, che punterebbe ad avere Aleppo come capitale. Questa citt\u00e0 storicamente multiconfessionale rischia di essere schiacciata nella morsa di un estremismo intollerante verso le minoranze da un lato e degli indiscriminati bombardamenti dell\u2019aviazione governativa dall\u2019altro.<\/p>\n<p><b>Damasco nelle mani dell\u2019Iran<\/b><br \/>Malgrado l\u2019importante supporto fornitogli da Hezbollah, l\u2019esercito siriano \u00e8 logorato da quattro anni di conflitto. Per sopravvivere, il regime \u00e8 divenuto sempre pi\u00f9 dipendente dall\u2019Iran che lo ha sostenuto con un enorme sforzo finanziario e militare. <\/p>\n<p>Teheran ha inviato in Siria milizie sciite provenienti da tutto il Medio Oriente. Questo fenomeno, meno noto di quello dei cosiddetti \u2018combattenti stranieri\u2019 arruolatisi nelle file del Califfato e di Al-Nusra, \u00e8 ugualmente impressionante.<\/p>\n<p> Migliaia di sciiti iraniani, iracheni, libanesi e perfino afghani e pakistani, sono giunti e stanno giungendo tuttora in Siria per opporsiall\u2019offensiva sunnita wahhabita degli Stati del Golfo e del sedicente Califfo. Ma la novit\u00e0 essenziale \u00e8 che Teheran starebbe inviando per la prima volta migliaia di soldati della propria Guardia Rivoluzionaria.<\/p>\n<p>Sebbene abbia un\u2019economia a pezzi, il regime siriano mantiene una sua coesione.Pur avendo perso pi\u00f9 di tre quarti del proprio territorio, conserva il controllo sul 50-60% della popolazione e sui principali centri urbani. Le regioni irrinunciabili per il regime restano l\u2019asse Damasco-Homs e la costa a maggioranza alawita, con le citt\u00e0 di Latakia e Tartus.<\/p>\n<p>Con l\u2019aiuto dell\u2019Iran, Assad spera perfino di contrattaccare. Il fronte ribelle potrebbe nuovamente frantumarsi in lotte fratricide. Esso \u00e8 radicato nella Siria rurale e nelle periferie urbane, ma non nei centri controllati dal regime, i cui abitanti, pur non amando Assad, spesso temono di pi\u00f9 i ribelli.<\/p>\n<p>Inoltre Ankara e Riad, i principali avversari regionali di Damasco, hanno anch\u2019essi i loro problemi. Erdo&#287;an deve fare i conti con una forte opposizione interna all\u2019avventura siriana, mentre la monarchia saudita \u00e8 <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3048\" target= \"blank\"><b><u>impantanata<\/u><\/b><\/a> militarmente nello Yemen. <\/p>\n<p>In assenza di un processo negoziale credibile, il conflitto siriano \u00e8 dunque destinato a protrarsi ancora a lungo, distruggendo sempre di pi\u00f9 il paese e intrecciandosi pericolosamente con le dinamiche del pi\u00f9 ampio scontro regionale.<\/p>\n<p>.  <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anche se a far notizia \u00e8 stata soprattutto l\u2019avanzata del sedicente \u2018Stato islamico\u2019 sull\u2019antica citt\u00e0 di Palmira, non meno rilevante \u00e8 la recente perdita della provincia di Idlib da parte del regime siriano. Questa \u00e8 ora nelle mani di una variegata coalizione di ribelli ugualmente ostili a Damasco e all\u2019autoproclamato Califfo. 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