{"id":30930,"date":"2015-06-10T00:00:00","date_gmt":"2015-06-09T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/turchia-che-cosa-accadra-ora\/"},"modified":"2017-11-03T15:20:46","modified_gmt":"2017-11-03T14:20:46","slug":"turchia-che-cosa-accadra-ora","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/06\/turchia-che-cosa-accadra-ora\/","title":{"rendered":"Turchia: che cosa accadr\u00e0 ora"},"content":{"rendered":"<p>Al culmine delle proteste del 2013 innescate da Gezy Park, il presidente Abdullah G\u00fcl \u00e8 entrato nella storia con la dichiarazione che \u201cla democrazia non consiste solo di urne elettorali\u201d (<i>demokrasisand?ktanibaretde?ildir<\/i>).<\/p>\n<p>Non aveva tutti i torti: una democrazia degna di questo nome risulta anche nei diritti delle minoranze, nella libert\u00e0 d\u2019espressione e associazione, nello stato di diritto, nella trasparenza e nella responsabilit\u00e0, tutte caratteristiche che scarseggiano in Turchia &#8211; sia storicamente, ma ancor pi\u00f9 di recente.<\/p>\n<p><b>La battuta d\u2019arresto d\u2019Erdo?an<\/b><br \/>\nEppure, le elezioni generali di domenica scorsa ci hanno ricordato che le urne possono essere la pi\u00f9 grande garanzia della governance democratica. Le sole elezioni libere ed eque possono non bastare. Ma quando un sistema politico, che ha vissuto pi\u00f9 di met\u00e0 secolo con una democrazia pluripartitica, va alle urne pu\u00f2 contribuire a rimettere in moto un processo che era andato perso.<\/p>\n<p>Il 7 giugno gli elettori turchi hanno spuntato le ambizioni del presidente R. Tayyip Erdo?an di assumere ancora pi\u00f9 potere e trasformare la politica turca in un <i>one-man show<\/i>. Non solo il Partito per la Giustizia e lo Sviluppo (Akp) non ha raggiunto la maggioranza dei tre quinti (330 seggi) necessaria per sottoporre un emendamento della Costituzione a referendum.<\/p>\n<p>L\u2019Akp non ha neppure raggiunto, per la prima volta dal 2002, la maggioranza semplice. Con il 40% dei suffragi, il partito di Erdo?an \u00e8 arrivato in testa, ma gli mancano 17 dei 276 deputati necessari a formare un governo da solo.<\/p>\n<p><b>L\u2019ascesa del partito pro-curdo<\/b><br \/>\nIl 7 giugno entrer\u00e0 nella storia per l\u2019ascesa del Partito Democratico dei Popoli (HDP) pro-curdo. La scommessa del leader Selahattin Demirtas ha fruttato, e anche molto generosamente. Il partito ha superato la soglia elettorale del 10% con sicurezza, decimando l\u2019Akp nelle province del sudest ma anche in quelle dell\u2019estremo oriente, guadagnando allo stesso tempo consensi nella Turchia dell\u2019ovest. Con il 12,8% dei suffragi, mander\u00e0 80 deputati al prossimo parlamento &#8211; pi\u00f9 del doppio del 2011 quando si presentarono alle elezioni come candidati singoli.<\/p>\n<p>Demirtas \u00e8 riuscito a creare una coalizione di nazionalisti curdi, conservatori, liberali di sinistra, attivisti Lgbt, minoranze cristiane e altri, che hanno visto nel suo partito un\u2019alternativa. Cos\u00ec facendo, ha fatto un passo avanti e ha rotto lo stampo di un partito solo etnico che aveva costituito il limite di tutti i suoi predecessori.<\/p>\n<p>Trasformato gradualmente in un partito nazionalista, l\u2019Hdp ha ottenuto risultati che hanno annullato la logica implicita nella soglia elettorale turca del 10%: un\u2019altra aberrazione democratica progettata precisamente per prevenire l\u2019entrata in Parlamento di un partito curdo organizzato.<\/p>\n<p><b>Chances e rischi dei risultati elettorali<\/b><br \/>\nL\u2019esito del voto potrebbe rivelarsi una buona notizia per lo stesso Akp. Il partito, ancora dominante nella politica turca, ha la possibilit\u00e0 di rilanciare un processo di auto-reinvenzione, al di l\u00e0 della figura dominante di Erdo?an.<\/p>\n<p>I liberali economici nelle sue fila hanno un&#8217;occasione d&#8217;oro per riaffermarsi contro quelli che il presidente ha messo al governo. Non si pu\u00f2 escludere neanche un ritorno in politica della figura di un grande mediatore come l\u2019ex presidente Abdullah G\u00fcl, in particolare se l&#8217;Akp dovesse aprire un dialogo con l\u2019Hdp per portare a una positiva conclusione il processo di pace curdo.<\/p>\n<p>Ciononostante, mentre i risultati delle elezioni turche possono solo essere apprezzati come un segnale di maturit\u00e0 democratica e dinamismo, il futuro prossimo potrebbe riservare un periodo di profonda instabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Una prima domanda da porsi \u00e8 se l\u2019Akp riuscir\u00e0 a formare un governo di coalizione. Al momento, una coalizione tra l\u2019Akp e il Chp di centro-sinistra sembra essere esclusa. Egualmente difficile, salvo che l\u2019Akp si reinventi (o almeno riscopra la sua vecchia natura), \u00e8 una coalizione con l\u2019Hdp.<\/p>\n<p>Questo lascia i nazionalisti dell\u2019Mhp come unici possibili partner di una coalizione, un accordo difficile, ma non impossibile. Ma se un governo Akp-Mhp fosse formato, il processo di pace curdo sarebbe probabilmente accantonato. E trascurare questo processo in un Medio Oriente in disfacimento non solo vorrebbe dire avere mancato un\u2019opportunit\u00e0 storica, ma potrebbe anche aumentare il rischio di una destabilizzazione senza precedenti della Turchia stessa.<\/p>\n<p><b>L\u2019ipotesi di nuove elezioni<\/b><br \/>\nL&#8217;instabilit\u00e0 politica potrebbe anche realizzarsi nel caso non si arrivasse a un governo di coalizione. Un Erdo?an restio giocherebbe il ruolo di disturbatore piuttosto chedi arbitro con un Parlamento frammentato; e il paese si muoverebbe rapidamente verso nuove elezioni, anche se non \u00e8 affatto detto che il risultato sarebbe diverso. Questo sembra essere un esito improbabile, ma pu\u00f2 diventare l&#8217;opzione predefinita nel caso che i colloqui per formare una coalizione terminino in fallimento.<\/p>\n<p>In tutto ci\u00f2, i mercati hanno gi\u00e0 reagito alla potenziale instabilit\u00e0 introdotta da questo fase d\u2019introspezione politica. La lira turca ha toccato un minimo storico l&#8217;8 giugno poich\u00e9 gli investitori hanno risposto alle prospettive di un governo di minoranza o di coalizione, un\u2019anticipazione di cosa accadrebbe se l&#8217;instabilit\u00e0 persistesse.<\/p>\n<p>In un momento in cui la crescita \u00e8 gi\u00e0 moderata da una crescente interferenza politica sui mercati e il processo di riforma economica agonizza, una politica frammentata potrebbe pesare in modo significativo sull&#8217;economia turca.<\/p>\n<p>Le elezioni del 7 giugno in Turchia hanno riconfermato la vitalit\u00e0 della democrazia turca e la maturit\u00e0 democratica e il dinamismo della popolazione. Ma quando un&#8217;epoca si chiude e una nuova si apre, l&#8217;incertezza insita in questa transizione potrebbe rivelarsi un percorso accidentato.<br \/>\n<i><span style=\"font-size: xx-small;\">*Traduzione dall\u2019inglese di Vanessa Di Matteo<\/span>.<\/p>\n<p>.<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al culmine delle proteste del 2013 innescate da Gezy Park, il presidente Abdullah G\u00fcl \u00e8 entrato nella storia con la dichiarazione che \u201cla democrazia non consiste solo di urne elettorali\u201d (demokrasisand?ktanibaretde?ildir). 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